Pescara, è scontro con la mascotte “Ciuffo”. L’addetto stampa ritira l’incarico

Il pupazzo animato a bordo campo, davanti a i fotografi, avrebbe “oscurato” il gol biancazzurro. Loris Mazzioli: «Quando indossi quella maschera hai la visuale limitata». Ma Mucciante non ci sta
PESCARA. Decimo minuto del primo tempo. I giocatori del Pescara esultano in campo per il gol che potrebbe rappresentare l’inizio della corsa verso la salvezza. Lo stadio Adriatico è in festa e, come da tradizione, arriva anche la storica mascotte biancazzurra “Ciuffo” a partecipare all’esultanza. Un momento di gioia che, però, avrebbe innescato una reazione tutt’altro che serena da parte di alcuni addetti ai lavori, tra fotografi e responsabili della comunicazione del club biancazzurro. L’episodio risale alla partita Pescara-Spezia (1-1) dello scorso 8 maggio. Una vicenda sulla quale sarebbe già stato presentato un esposto alla Procura Federale da parte dei commissari presenti a bordo campo e che potrebbe ora sfociare anche in una querela da parte dei responsabili della mascotte per la presunta aggressione subita. La scena, ripresa in alcuni video dagli spalti, da ieri è diventata virale sulle pagine social, con centinaia di commenti dei tifosi che hanno espresso la propria indignazione.
L’EPISODIO
Oltre 13mila spettatori sugli spalti attendono il gol della speranza. Quando, al decimo minuto, arriva la rete del vantaggio, l’Adriatico esplode di entusiasmo. In campo entra anche Ciuffo, la mascotte che da anni accompagna la squadra e rappresenta un punto di riferimento per i più piccoli. Dietro il costume del celebre delfino si alternano i gemelli Loris e Yuri Mazzioli, volti noti in città: il primo per il suo impegno in consiglio comunale, il secondo per il suo lavoro nelle forze dell’ordine. Sono stati proprio loro, a distanza di un mese dall’accaduto, a riportare la vicenda all’attenzione pubblica. «Si è trattato di un banale inconveniente», spiega Loris Mazzioli, presente in campo accanto al fratello Yuri che in quel momento indossava il costume della mascotte. Mentre i giocatori festeggiavano il gol, Ciuffo si sarebbe avvicinato alla zona compresa tra la Curva Sud e la Tribuna Maiella. «Nel tentativo dei fotografi di immortalare l’esultanza, mio fratello si sarebbe trovato involontariamente sulla traiettoria degli scatti». Dalla zona bordo campo sarebbero partite alcune richieste di spostarsi per consentire il lavoro dei fotografi.
«Quando si indossa quel costume la visuale è limitata e anche l’udito è ridotto a causa dell’ingombro della struttura», precisa Mazzioli. Secondo il suo racconto, a perdere maggiormente la calma sarebbe stato il responsabile dell’area comunicazione del Pescara, Massimo Mucciante. «Si è avvicinato a Ciuffo e sono volate parole pesanti e toni inaccettabili. Invece di limitarsi a chiedere di spostarsi, si sarebbe alzato improvvisamente dalla sedia e si sarebbe scagliato contro di lui con pugni e schiaffi, sotto gli occhi di centinaia di bambini e migliaia di spettatori», sostiene Mazzioli, che afferma di essere intervenuto immediatamente. «Stavo svolgendo il mio ruolo di addetto alla mascotte e mi sono avvicinato per cercare di calmare la situazione ed evitare che degenerasse ulteriormente». Per Mazzioli la vicenda va oltre il singolo gesto. «Chi ha colpito lui ha colpito anche ciò che la mascotte rappresenta: inclusione, solidarietà, attenzione alla disabilità e vicinanza ai più piccoli. Ha colpito anche tutti quei bambini che hanno assistito a una scena che non dovrebbe mai verificarsi in un contesto sportivo. Per questo valuteremo ogni iniziativa necessaria a tutela dell’immagine della mascotte e dei valori che incarna, nella convinzione che il rispetto e l’esempio debbano sempre prevalere su qualsiasi risultato sportivo».
LA REAZIONE
Sulla vicenda è intervenuto ieri anche lo stesso Massimo Mucciante, che ha annunciato la decisione di lasciare il proprio incarico. «A seguito di questa vicenda, emersa a distanza di un mese e per ragioni che non sono ancora chiare, anche se forse intuibili», afferma in un messaggio, «e che coinvolge la mia persona, un consigliere comunale e un rappresentante delle forze dell’ordine, ritengo opportuno concludere il mio lavoro e valutare come tutelare la mia serenità e quella della mia famiglia».
Mucciante esprime rammarico per quanto accaduto. «Mi dispiace che tutto questo sia nato semplicemente dalla richiesta di rispettare le regole del lavoro giornalistico. Oggi sembra prevalere la tendenza ad alimentare polemiche senza fine, ignorando la privacy delle persone e mettendole alla gogna senza concedere loro la possibilità di un contraddittorio o di una difesa. E purtroppo non si tratta di un caso isolato». Da qui la scelta di fare un passo indietro: «In attesa che l’Ordine dei Giornalisti, il Comune di Pescara, le forze dell’ordine e la stessa società facciano piena chiarezza sulla vicenda, ho deciso di ritirarmi e dedicarmi ad altro».
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