Pescara, Cascione contro Stroppa: faceva il doppio gioco

L’ex capitano passato al Cesena racconta le stagioni trascorse in biancazzurro e attacca il tecnico della serie A
PESCARA. Stavolta è tutto vero. Emmanuel Cascione saluta Pescara. Da ieri è un nuovo giocatore del Cesena dove andrà a giocare in prestito secco dal Parma che ha acquistato il suo cartellino. Se ne va lasciando l’Abruzzo con dichiarazioni di amore verso la piazza e, allo stesso tempo, si toglie anche qualche sassolino.
Cascione, come si sente dopo la fine della storia con il Pescara? «Mi dispiace troppo, negli ultimi giorni avevo cambiato idea e deciso di rimanere, ma ormai i giochi erano fatti».
L’anno scorso c’erano stati alcuni screzi con la società. Perché non avete chiarito? «È vero, qualcosa non è andato per il verso giusto, lo scarso rendimento in campionato ha scatenato forti tensioni. Poi, prima del ritiro, ho avuto un confronto con Sebastiani che non ha sortito alcun effetto. Ora però il nostro è un buon rapporto».
Che cosa è cambiato negli ultimi giorni? «Ci siamo incontrati venerdì scorso ed è stata una chiacchierata piacevole. Abbiamo ritrovato la serenità, tant’è che ho chiesto di rimanere. Però è vero, non ci sono più i presupposti visto che la squadra ha degli equilibri consolidati e il torneo è già cominciato. È giusto così. Poco fa (ieri pomeriggio, ndc) il presidente mi ha mandato un sms che mi ha quasi commosso. Ci siamo lasciati senza rancore, come due persone che hanno scelto strade diverse ma si vogliono ancora bene».
Si è parlato tanto del cattivo feeling con Stroppa. Qual è la verità? «Non avevamo un bel rapporto, non mi è piaciuto il suo comportamento. Ha fatto il doppio gioco. Quando sono stato escluso ho continuato a lavorare come se nulla fosse. Non mi sono mai lamentato, invece lui ha detto che in squadra c’era chi remava contro. Il suo è stato un alibi, avrebbe dovuto tirare fuori la personalità per affrontare una situazione precaria».
Però lo spogliatoio era spaccato. «L’organico aveva subito un profondo rinnovamento, serviva un po’ di tempo per cementarlo. Non è vero che i problemi dipendevano dalla presenza degli stranieri, visto che alla fine del girone di andata il Pescara aveva una classifica ottima. Il discorso è che molti pensavano soltanto a se stessi, invece di fare il bene della squadra».
Le ha fatto male perdere i gradi di capitano? «Non l’ho presa bene, ma anche se non giocavo mi sentivo sempre la fascia addosso. Sono rimasto deluso qualche mese dopo quando il ruolo è stato preso da calciatori che erano arrivati da un paio di settimane. Personalmente, l’avrei data a Bocchetti, Balzano o Zanon».
Che cosa le resta al termine dell’esperienza pescarese? «Il ricordo più bello è il giorno della promozione in A. Poi i compagni di squadra, la città e i tifosi. Da calciatore non avrei potuto desiderare una tifoseria migliore. Perché quando le cose vanno bene è facile ricevere gli elogi, ma se vanno male spesso vieni massacrato. Invece, con me sono stati tutti corretti. Vorrei ringraziare tutti: Marino e i suoi collaboratori e tutto lo staff. Sono stati gentili e comprensivi e magari un giorno tornerò».
Notiziario. Ufficiale anche il passaggio di Federico Di Francesco al Parma in comproprietà. L’esterno andrà a giocare nel Gubbio che resta in netto vantaggio sul Latina. Questa mattina Schiavi sarà visitato da un otorino che dovrà decidere se far operare o meno il difensore che ha riportato una frattura allo zigomo destro. In ogni caso, Schiavi salterà le gare contro Trapani e Crotone. Oggi controllo anche per Rossi: si teme uno stiramento al flessore sinistro. In gruppo Cosic, Viviani e Vukusic, fermi Politano e Sforzini. Il primo ne avrà per altri venti giorni, mentre l’ariete tornerà ad ottobre.
Giovanni Tontodonati
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