Pescara, cinque gare per dare una svolta al campionato

Da sabato a Vercelli alla pausa invernale di fine anno tre partite fuori e due in casa per allontanarsi dai bassifondi
PESCARA. Archiviata (con onore) la Coppa Italia, la mente è rivolta all’impegno di sabato sul campo della Pro Vercelli. Marco Baroni può essere soddisfatto della prestazione contro il Sassuolo perché, al di là delle occasioni fallite e del penalty negato, l’ordine e la compattezza mostrati durante la gara fanno ben sperare per il futuro. Ed anche le trame di gioco, disegnate soprattutto nei venti minuti finali, dimostrano che la squadra ha le qualità per mettere in pratica anche una buona fase offensiva. Tuttavia, il campionato è un’altra storia e per uscire indenni dal sintetico del Silvio Piola servirà una prestazione gagliarda o, per dirla alla Baroni «di grande temperamento». I ritmi saranno più alti rispetto a martedì scorso e la tenuta fisica sarà un elemento determinante. Questo è l’aspetto che più di tutti preoccupa l’allenatore. Ormai è una consuetudine e anche stavolta il Pescara si presenta all’appuntamento con tanti cerotti: oltre ai quattro squalificati, ci sono sei infortunati e un lungo elenco di acciaccati. Per ultimi Cosic, Bjarnason e Zampano che, se dovessero dare forfait, metterebbero in seria difficoltà il tecnico. All’orizzonte ci sono cinque impegni prima della pausa invernale, mai prima d’ora così tanto attesa e gradita: Pro Vercelli, Perugia e Livorno fuori, Avellino e Varese in casa. Dunque, tre match lontano dall’Adriatico, dove il bilancio è abbastanza magro, come del resto quello casalingo. Dei 17 punti totali i biancazzurri ne hanno conquistati 9 tra le mura amiche e 8 in trasferta (2 vittorie, altrettanti pareggi e 4 sconfitte). Paradossalmente, esibirsi fuori potrebbe essere un vantaggio. Di sicuro il clima di contestazione che si vive da queste parti non aiuta a correggere la rotta. Il Pescara, costruito per stare in alto, ha appena cinque squadre alle spalle ed è a 7 lunghezze dalla Virtus Lanciano, ottava in graduatoria. Una distanza dai play off non molto cospicua che potrebbe essere colmato attraverso una decisa accelerazione. Bisognerà vedere se in questi 25 giorni squadra e allenatore riusciranno a sopportare le tantissime defezioni. E magari accumulare un bottino soddisfacente (almeno 8 punti), poi si tireranno le somme. La fine del girone di andata rappresenta, oltre che lo spartiacque della stagione, il momento della riflessione, in attesa dell’apertura del mercato. La rosa (troppo) vasta ha permesso a Baroni di schierare comunque una formazione competitiva, ma quando tutti saranno recuperati potrebbe diventare un problema. Per questo la soluzione più idonea, sia per facilitare le scelte dell’allenatore che per evitare inevitabili “mal di pancia” dei giocatori poco impiegati, è quella di sfoltire l’organico. Intanto, ieri a Parma la squadra è tornata ad allenarsi. A riposo Melchiorri e Cosic. L’attaccante è alle prese con una contusione all'emitorace sinistro, mentre il difensore serbo lamenta una contrattura ai flessori della coscia sinistra. Lo staff sanitario spera di recuperarlo con le applicazioni fisioterapiche. Zampano e Bjarnason hanno problemi alla caviglia, ma entrambi dovrebbero farcela. A Vercelli non ci saranno gli squalificati Memushaj, Lazzari, Pucino e Melchiorri, oltre ai lungodegenti Fiorillo, Nielsen, Caprari, Brugman, Venuti e Milicevic.
Giovanni Tontodonati
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