Pescara, con questo attacco puoi sognare

Le punte stanno guidando la squadra di Baroni alla riscossa. Il ds Pavone: «La concorrenza in avanti è un valore aggiunto»
PESCARA. Pescara schiacciasassi? È presto per dirlo, ma le ultime due vittorie roboanti hanno detto che il potenziale offensivo dei biancazzurri è devastante. Contro l’Entella era toccato a Riccardo Maniero prendersi i titoli di giornata, mentre a Crotone la palma del protagonista è andata a Federico Melchiorri. Senza dimenticare Cristian Pasquato che ha confermato di avere un ottimo rapporto con il gol: ne ha già fatti tre in sette gare, delle quali solo quattro giocate dal primo minuto. E per poco non ha partecipato alla festa Matteo Politano che ha fallito il calcio di rigore che forse avrebbe chiuso la partita evitando al Pescara qualche apprensione di troppo. Il diesse biancazzurro, Peppino Pavone, si coccola i suoi gioielli. «I nostri attaccanti», afferma il dirigente pescarese, «stanno attraversando un buon periodo di forma, peccato per l’infortunio di Gianluca Caprari, sono sicuro che anche lui avrebbe iniziato presto a segnare».
A parte Caprari, in rosa ci sono Sowe, Pogba e Da Silva, oltre a Lazzari che è in grado di ricoprire il ruolo di esterno nel tridente di attacco. Insomma, un ricco assortimento che rende il reparto avanzato tra i migliori della categoria. E ben venga una sana competizione interna. «La concorrenza è uno stimolo per tutti i calciatori», prosegue Pavone, «contribuisce a fare crescere il loro rendimento facendoli diventare più forti ed è ovvio che la squadra possa trarre beneficio da una simile situazione. Il nostro gruppo è formato da ragazzi responsabili e disposti a sacrificarsi, mi preme sottolineare questo aspetto: il gruppo è coeso e segue le direttive dell’allenatore. Proseguendo questo cammino riusciremo a disputare un buon campionato. Nessuno ha il posto assicurato, ma attraverso l’impegno quotidiano tutti avranno la chance per mettersi in mostra».
Eppure, prima dei due successi consecutivi i risultati erano stati deludenti (tre punti in sei partite, un bottino misero), tuttavia in società nessuno ha pensato di dovere rivisitare progetto. «Le difficoltà iniziali erano preventivate. Abbiamo costruito una squadra ex novo, serviva un po’ di tempo per conoscersi e trovare i corretti equilibri. L’esempio dell’Avellino aiuta a capire le dinamiche di questo campionato. Avendo conservato l’ossatura della scorsa stagione, i meccanismi degli irpini sono già collaudati e lo stesso discorso vale per il Frosinone, un’altra compagine in grande spolvero. Ora noi abbiamo qualche certezza in più, ma sono convinto che si possa migliorare sotto tutti i punti di vista. Sono fiducioso, anche se il cammino è lungo e pieno di insidie».
Di sicuro la classifica dei biancazzurri dovrà diventare più allettante, mentre sarà più difficile incrementare la media gol delle ultime due gare. Da queste parti un poker non si vedeva da quasi undici mesi (Pescara-Carpi del 30 novembre 2013), mentre l’ultimo exploit fuori casa di tali dimensioni si verificò circa due anni e mezzo fa nell’anno della promozione con Zdenek Zeman (Grosseto-Pescara 2-4 del 5 maggio 2012). Con il successo di Crotone, per la prima volta in questo avvio di torneo il ruolino di Marco Baroni (9 punti in 8 gare) diventa migliore di quello di Marino che ne aveva collezionato uno in meno. In Calabria il Pescara ha ottenuto il terzo successo esterno del 2014, l’auspicio è che il mal di trasferta sia alle spalle: venerdì sera a Vicenza il banco di prova.
Giovanni Tontodonati
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