PESCARA CORRE LANCIANO TROPPO PICCOLO

di ANTONIO DE LEONARDIS Dal derby questa volta è arrivato un doppio verdetto: il Pescara ha tutto quel che serve per giocarsi fino in fondo un posto nei play off, il Lanciano dovrà soffrire e lottare...
di ANTONIO DE LEONARDIS
Dal derby questa volta è arrivato un doppio verdetto: il Pescara ha tutto quel che serve per giocarsi fino in fondo un posto nei play off, il Lanciano dovrà soffrire e lottare parecchio per sperare di tirarsi fuori dai guai. Un verdetto, per la verità, che era nell'aria già alla vigilia e che il campo ha confermato in maniera chiara, mettendo in risalto le qualità dei biancoazzurri e i troppi difetti dei rossoneri.
Una sfida impari che il Lanciano ha avuto comunque il merito di tenere in bilico fino in fondo con orgoglio, carattere e il meglio che poteva sul piano tattico, e che il Pescara ha alla fine vinto mettendo sul tavolo compattezza di squadra, gioco propositivo, il talento e l'esperienza dei suoi giocatori migliori, ovvero Caprari, Benali e Campagnaro. Così, nella corsa di vertice Oddo ha già battuto Baroni che la stagione scorsa, a due giornate dalla fine dell'andata, aveva qualche punto in meno, e può provare a far meglio pure di Marino che nel 2013 a fine dicembre insidiava addirittura le prime, ovvero Palermo ed Empoli, con 34 punti.
Un Pescara, quello costruito dal più giovane tecnico della B, che negli ultimi due turni ha dato l'impressione di essersi messo finalmente alle spalle le troppe incertezze e i cali di tensione (Ascoli, Novara, Cesena, Brescia) che ne hanno frenato la corsa nella prima parte del campionato. Oggi, soprattutto grazie al recupero del difensore argentino, non sembra avere punti deboli, dà anzi l'impressione di esserne consapevole visto l'atteggiamento che mantiene in campo, può addirittura far meglio se trova anche i gol di Cocco o magari di Sansovini che lì davanti è ancora in grado di fare al meglio la sua parte. Una squadra in salute, insomma, come appunto aveva lasciato intendere nella vittoriosa sfida con l'Entella, e come ha puntualmente ribadito nel derby del Biondi.
Tutt'altra aria quella che tira a Lanciano e certo non per colpa di D'Aversa e nemmeno dei giocatori che sul piano dell'impegno, della capacità di giocare al massimo delle loro possibilità non hanno nulla da rimproverarsi. La verità è che quello che stiamo vedendo in questa stagione è un Lanciano troppo…Piccolo, ovvero assolutamente dipendente dal suo giocatore di maggior talento che, come è ovvio che sia, non può bastare per mascherare le carenze di un organico che non può dare le necessarie garanzie in un campionato da giocare tutto in salita. Piccolo ha segnato quasi la metà dei gol dei frentani, contro il Pescara da lui sono partite le azioni più insidiose mentre gli unici a mettere in difficoltà Fiorillo sono stati Di Cecco e Paghera che, nei quattro anni col Lanciano, hanno messo insieme 10 gol. Questo per dire che lì davanti i problemi sono enormi e che è d'obbligo ripartire da lì al mercato per provare sul serio a invertire la rotta nel decisivo girone di ritorno. Al resto penseranno D'Aversa e la vecchia guardia che hanno già dimostrato di poter affrontare e superare anche gli esami più difficili.
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