Pescara, devi seguire l’esempio del Cosenza

26 Marzo 2021

Rossoblù spacciati l’anno scorso, poi la grande rimonta

PESCARA. La classifica dice che il Pescara è quasi spacciato. A quanto pare, per decretare la retrocessione in serie C dei biancazzurri bisogna attendere solo la conferma della matematica. A otto giornate dalla fine, la squadra è penultima in classifica a 6 punti di distanza dalla zona play out e a -11 dalla salvezza diretta. Le ultime quattro partite (un pareggio e tre sconfitte) hanno ridotto al lumicino le speranze di conservare la categoria e l’atteggiamento arrendevole mostrato sabato scorso al Menti di Vicenza non lascia spazio ad eventuali colpi di coda. Tuttavia, il calcio non è una scienza esatta e in passato anche compagini che sembravano allo sbando totale hanno trovato al loro interno le energie per risalire la china. È successo, ad esempio, al Cosenza di Roberto Occhiuzzi che nella passata stagione pareva condannato alla C prima dello stop causato dalla pandemia (24 punti in 28 gare, in media 0,85 a partita), ma alla ripresa del torneo dopo il lockdown è riuscito a collezionare 22 punti nelle restanti 10 partite (media 2,2 a gara) centrando la salvezza diretta grazie alla vittoria sulla Juve Stabia nell’ultima giornata. Un miracolo sportivo che ha portato i calabresi alla ribalta in tutto il Continente, visto che secondo uno studio della BBC il Cosenza di Occhiuzzi è stato il club con il miglior rendimento in Europa, addirittura più alto di quello dello stratosferico Manchester City di Pep Guardiola, come ha illustrato il principale network televisivo inglese.
Cambio di marcia. Dunque, per cullare il sogno di restare in B, al Pescara servirebbe uno scatto simile a quello effettuato nel torneo 2019-20 dal Cosenza che, peraltro, anche quest’anno è impegnato nella lotta per la salvezza. Senza illudere nessuno, vale la pena di citare un dato statistico abbastanza curioso che dà un minimo di speranza ai tifosi biancazzurri. Nelle prime undici giornate del girone di andata il Pescara ha conquistato 7 punti, frutto di due vittorie, un pareggio e otto sconfitte. Si tratta di un bottino identico a quello raccolto nelle partite della seconda parte del campionato fin qui disputate. Anche negli undici match del girone di ritorno, il Delfino ha infatti collezionato 7 punti, con una sola vittoria (in trasferta a Cittadella), quattro pareggi e sei ko. La differenza sta nei gol realizzati e subiti. Nella prima parte del torneo la squadra guidata da Massimo Oddo per nove giornate e da Roberto Breda nelle successive due ha messo a segno 10 reti (3 in più rispetto a quelli siglati dopo il giro di boa) e ne ha incassate 22 (7 in più del Pescara negli 11 incontri del girone di ritorno). Breda ha sostituito Oddo dalla decima giornata vincendo all’esordio ad Ascoli e nelle successive sette gare ha racimolato altri due successi, oltre a tre pareggi e due sconfitte. In totale, 12 punti nelle prime 8 sfide della sua gestione, con l'apice toccato nella trasferta di Reggio Emilia dello scorso 4 gennaio. Ebbene, quel giorno, il Pescara ha espugnato il Mapei Stadium (0-1) con un gol di Gennaro Scognamiglio uscendo addirittura dalla zona play out. Se il campionato fosse finito lì, quel blitz avrebbe consegnato la salvezza ai biancazzurri senza passare per gli spareggi. Nella condizione attuale sarà impossibile ripetere quella scalata che è stata facilitata anche dal cammino zoppicante delle altre pretendenti. In quel periodo quasi tutte camminavano, ora qualcuna corre e infatti il ritardo del Delfino dalla salvezza diretta è salito a 11 punti. Non resta che tentare l’assalto ai play out, obiettivo ancora possibile, a patto che si cambi registro. Il Pescara inconsistente e rinunciatario visto all’opera a Vicenza non ha nessuna chance di tornare in corsa, però, in teoria può succedere di tutto. Staremo a vedere.
Giovanni Tontodonati
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