Pescara dignitoso Ma s’inchina a Tonev

8 Maggio 2017

Il Crotone vince con un gol del bulgaro e continua a sperare nella salvezza I biancazzurri fanno il minimo sindacale sfiorando la rete nel primo tempo

PESCARA. Al Pescara l’onore delle armi e al Crotone i tre punti in palio che gli permettono di tenere ancora accesa la fiammella della speranza salvezza. L’epilogo più scontato. Chissà se basterà il gran gol del bulgaro Alexander Tonev ai calabresi per restare in serie A? Difficile, visto che a tre giornate dalla fine restano i quattro punti di ritardo dall’Empoli, quart’ultimo, e i cinque dal Genoa, quint’ultimo in classifica. Sta di fatto che i pitagorici, neopromossi in A come i biancazzurri, stanno dando un senso al finale di stagione, mentre il Pescara è da tempo retrocesso in B. Il Crotone dà la sensazione di competitività, al di là dei pochi mezzi tecnici a disposizione; il Pescara non l’ha mai regalata. Dignitosa la squadra di Zeman, avrebbe meritato il vantaggio per quanto fatto nel primo tempo. Poi, nella ripresa, l’equilibrio è stato spezzato da Tonev con un gran gol di destro dal limite con palla all’incrocio dei pali. Il tutto in una sfida dai mediocri contenuti tecnici, quasi un anticipo di serie B della prossima stagione. I biancazzurri hanno offerto una prestazione dignitosa, quanto basta per salvare la faccia, ma il trend resta sempre quello di una squadra con limiti tecnici, strutturali e caratteriali. Poca gente sugli spalti, non c’è il richiamo della big e quindi i tifosi (anche parte degli abbonati) disertano un appuntamento che ha un senso solo per il Crotone seguito da 271 supporters. A svegliare il Pescara, dopo un avvio soporifero, sono i fischi e gli insulti di una parte della tribuna, visto che il cuore della curva Nord è rimasto vuota come accade ormai da mesi. E così la squadra di Zeman si scuote e confeziona due belle trame di gioco finalizzate da Bahebeck: la prima conclusione termina di poco a lato, la seconda viene neutralizzata dall’intervento di Ferrari, al 37’, a portiere battuto.
Il Crotone, privo di Falcinelli e Crisetig, arranca, si aggrappa alle motivazioni per restare in partita e nella ripresa è più reattivo. Non abbastanza da mettere in ambasce la difesa del Pescara che resiste. Serve un jolly per sbloccare il risultato di una partita che vive di una mediocrità tecnica da far venire il sonno. Nicola lo pesca dalla panchina inserendo Tonev, il bulgaro al primo gol in serie A al 26’ del secondo tempo. Un gran gol. Vincono anche Empoli e Genoa, non cambia nulla nella lotta per la salvezza, ma la fiammella della speranza resta accesa. È quello che interessa al Crotone che sul piano delle individualità appare inferiore anche al Pescara, fanalino di coda della serie A, ma è quadrato e si regge su un collettivo che ha quelle doti caratteriali indispensabili per chi deve lottare per salvarsi. Il club calabrese non ha un budget superiore al Pescara, nemmeno al Palermo (penultimo e matematicamente retrocesso in B da ieri), ma ha idee chiare e un gruppo che non molla mai. Nemmeno quando i limiti tecnici vengono messi a nudo. Il Pescara, alla quarta sconfitta di fila, fa il minimo sindacale, niente però per alimentare rimpianti per una retrocessione annunciata sin dal novembre scorso e da imputare in primis a scelte clamorosamente sbagliate in sede di costruzione della squadra, l’estate scorsa. Errori talmente gravi ai quali neanche Zeman è riuscito a porvi rimedio. E nemmeno ad attutire i contraccolpi.