Pescara distratto e spento: con l’Andria finisce senza gol

Delfino fermato dall’ultima in classifica, Boben nel secondo tempo evita il ko
f. andria0
pescara0
FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Savini 6; Delvino 6, De Franco 6, Borg 6; Ciotti 5.5, Salandria 5.5 (36’ st Costa Ferreira sv), Arrigoni 6, Candellori 6 (36’ st Ventola sv), Micovschi 5.5 (41’ st Finizio sv); Pastorini 5 (36’ st Paolini sv), Bolsius 5.5 (21’ st Pavone 6). A disp: Polverino, Castellano, Orfei, Ekuban, Djibril, Grosso, Alba. All: Trocini
PESCARA (4-2-3-1): Plizzari 6; Cancellotti 6, Brosco 6, Boben 7.5, Crescenzi 6; Gyabuaa 7 (15’ st Aloi 5.5), Kraja 6.5; Merola 5 (29’ st Cuppone 5.5), Rafia 5.5 (29’ st Kolaj 6), Delle Monache 6 (15’ st Lescano 6); Vergani 6 (46’ st Mora sv). A disp: Sommariva, D’Aniello, Milani, Palmiero, Mora, Mesik, Germinario. All: Colombo
Arbitro: Giordano di Novara
Note: Spettatori: 2.205 (circa 200 i tifosi del Pescara) Al 51’ st espulso Ciotti per doppia ammonizione. Ammoniti: Vergani, Ciotti, Gyabuaa, Rafia. Angoli: 7-4. Recupero: 0; 6’.
ANDRIA
Voglia di sorridere poca, delusione tanta. Uno 0-0 che scontenta tutti, al “Degli Ulivi”, quello tra Fidelis Andria e Pescara. Per i biancazzurri un sostanziale passo indietro rispetto alla gara vinta con il Potenza. Che da febbraio in poi non ci sia nulla di scontato in questo campionato lo ha dimostrato la Viterbese (1-0 al Catanzaro), perché quando guardi in faccia la retrocessione diretta arrivano delle motivazioni più forti anche delle qualità tecniche. Quelle motivazioni che ieri ci ha messo l’Andria al cospetto di un Pescara che ha sonnecchiato troppo e che non ha mai spinto sull’acceleratore.
Primo tempo con partenza al galoppo per l’Andria, piccolo trotto per il Pescara anche se i suoi due fantini d’eccezione, Gyabuaa e Kraja, vorrebbero andare a velocità differente. L’Andria sorprende e si schiera con un compatto 4-5-1, Colombo conferma il 4-2-3-1 con Brosco al posto di Ingrosso come unica novità rispetto a sette giorni fa. Cronaca con poche emozioni: serve Boben a murare i padroni di casa quando Merola sbaglia un passaggio in orizzontale e serve tanta calma per non arrabbiarsi quando Vergani e Rafia mandano tutto solo l’ex Cosenza in porta. Ma ieri per Merola non era serata e l’Andria ha ringraziato. Gyabuaa è padrone del centrocampo ma un fallo speso per mettere una pezza su un errore banale lo condizionerà per il resto della partita. Nella ripresa ti aspetti una Fidelis Andria in calo al cospetto di un Pescara oggettivamente più forte, ma quando Colombo decide di non rischiare Gyabuaa, già ammonito, inserendo Aloi, i padroni di casa cambiano marcia. Diventa un assedio dalle parti di Plizzari, quattro corner battuti nel giro di due minuti e soprattutto una super occasione per Candellori che tutto solo a due passi dalla porta vede spuntare Boben a negargli il gol. Il buon Colombo deve necessariamente nominare Boben “ministro della difesa”, ma nonostante l’Andria abbia preso in mano la partita non si torna al centrocampo a tre. Al contrario ecco la squadra super offensiva: un 4-2-4 con Vergani e Lescano riferimenti centrali supportati ai lati da Cuppone e Kolaj. L’Andria capisce che non può rischiare anche se il punto serve a poco, Cancellotti intuisce che può andare sulla corsia di destra e pennella due cross per Vergani e Cuppone. Due colpi di testa out di un soffio. Prima della fine c’è tempo per mettersi le mani nei capelli perché Cuppone è bravissimo a fare 50 metri palla al piede, ma poi ignora Lescano e Kolaj soli in area. Tirata d’orecchie. E ben rivisto a Luca Mora: in campo nei 5’ di recupero per riassaporare il campo. Di uno come lui c’è sempre bisogno. L’Andria finisce in 10 (doppio giallo a Ciotti al 49°), ma al triplice fischio solo delusione e la consapevolezza che per essere protagonisti ai play off serve il Pescara visto con il Potenza. La vittoria del Cerignola ha ridotto a 6 i punti di vantaggio dei biancazzurri sul quarto posto: domenica prossima con il Giugliano conteranno solo i tre punti.
Enrico Giancarli
pescara0
FIDELIS ANDRIA (3-5-2): Savini 6; Delvino 6, De Franco 6, Borg 6; Ciotti 5.5, Salandria 5.5 (36’ st Costa Ferreira sv), Arrigoni 6, Candellori 6 (36’ st Ventola sv), Micovschi 5.5 (41’ st Finizio sv); Pastorini 5 (36’ st Paolini sv), Bolsius 5.5 (21’ st Pavone 6). A disp: Polverino, Castellano, Orfei, Ekuban, Djibril, Grosso, Alba. All: Trocini
PESCARA (4-2-3-1): Plizzari 6; Cancellotti 6, Brosco 6, Boben 7.5, Crescenzi 6; Gyabuaa 7 (15’ st Aloi 5.5), Kraja 6.5; Merola 5 (29’ st Cuppone 5.5), Rafia 5.5 (29’ st Kolaj 6), Delle Monache 6 (15’ st Lescano 6); Vergani 6 (46’ st Mora sv). A disp: Sommariva, D’Aniello, Milani, Palmiero, Mora, Mesik, Germinario. All: Colombo
Arbitro: Giordano di Novara
Note: Spettatori: 2.205 (circa 200 i tifosi del Pescara) Al 51’ st espulso Ciotti per doppia ammonizione. Ammoniti: Vergani, Ciotti, Gyabuaa, Rafia. Angoli: 7-4. Recupero: 0; 6’.
ANDRIA
Voglia di sorridere poca, delusione tanta. Uno 0-0 che scontenta tutti, al “Degli Ulivi”, quello tra Fidelis Andria e Pescara. Per i biancazzurri un sostanziale passo indietro rispetto alla gara vinta con il Potenza. Che da febbraio in poi non ci sia nulla di scontato in questo campionato lo ha dimostrato la Viterbese (1-0 al Catanzaro), perché quando guardi in faccia la retrocessione diretta arrivano delle motivazioni più forti anche delle qualità tecniche. Quelle motivazioni che ieri ci ha messo l’Andria al cospetto di un Pescara che ha sonnecchiato troppo e che non ha mai spinto sull’acceleratore.
Primo tempo con partenza al galoppo per l’Andria, piccolo trotto per il Pescara anche se i suoi due fantini d’eccezione, Gyabuaa e Kraja, vorrebbero andare a velocità differente. L’Andria sorprende e si schiera con un compatto 4-5-1, Colombo conferma il 4-2-3-1 con Brosco al posto di Ingrosso come unica novità rispetto a sette giorni fa. Cronaca con poche emozioni: serve Boben a murare i padroni di casa quando Merola sbaglia un passaggio in orizzontale e serve tanta calma per non arrabbiarsi quando Vergani e Rafia mandano tutto solo l’ex Cosenza in porta. Ma ieri per Merola non era serata e l’Andria ha ringraziato. Gyabuaa è padrone del centrocampo ma un fallo speso per mettere una pezza su un errore banale lo condizionerà per il resto della partita. Nella ripresa ti aspetti una Fidelis Andria in calo al cospetto di un Pescara oggettivamente più forte, ma quando Colombo decide di non rischiare Gyabuaa, già ammonito, inserendo Aloi, i padroni di casa cambiano marcia. Diventa un assedio dalle parti di Plizzari, quattro corner battuti nel giro di due minuti e soprattutto una super occasione per Candellori che tutto solo a due passi dalla porta vede spuntare Boben a negargli il gol. Il buon Colombo deve necessariamente nominare Boben “ministro della difesa”, ma nonostante l’Andria abbia preso in mano la partita non si torna al centrocampo a tre. Al contrario ecco la squadra super offensiva: un 4-2-4 con Vergani e Lescano riferimenti centrali supportati ai lati da Cuppone e Kolaj. L’Andria capisce che non può rischiare anche se il punto serve a poco, Cancellotti intuisce che può andare sulla corsia di destra e pennella due cross per Vergani e Cuppone. Due colpi di testa out di un soffio. Prima della fine c’è tempo per mettersi le mani nei capelli perché Cuppone è bravissimo a fare 50 metri palla al piede, ma poi ignora Lescano e Kolaj soli in area. Tirata d’orecchie. E ben rivisto a Luca Mora: in campo nei 5’ di recupero per riassaporare il campo. Di uno come lui c’è sempre bisogno. L’Andria finisce in 10 (doppio giallo a Ciotti al 49°), ma al triplice fischio solo delusione e la consapevolezza che per essere protagonisti ai play off serve il Pescara visto con il Potenza. La vittoria del Cerignola ha ridotto a 6 i punti di vantaggio dei biancazzurri sul quarto posto: domenica prossima con il Giugliano conteranno solo i tre punti.
Enrico Giancarli

