Pescara, dubbi sui bilanci La palla passa al giudice

Mancinelli, l’ispettore incaricato dal tribunale delle imprese dell’Aquila per verificare i conti del club biancazzurro, ha depositato la sua relazione
PESCARA. Come si concluderà lo scontro tra Daniele Sebastiani e Iannascoli Iannascoli e quali conseguenze avrà lo sapremo tra qualche settimana, ma la resa dei conti è vicina. Questo perché nei giorni scorsi Massimo Mancinelli, il commercialista nominato dal tribunale delle imprese dell’Aquila chiamato a far luce sui bilanci del Delfino, ha depositato la sua relazione. Il documento va a sostegno di quasi tutte le eccezioni sollevate dai legali dell’ex amministratore delegato del Pescara, Marco Sanvitale e Giovanni Di Bartolomeo, che avevano puntato i fari su alcune operazioni relative all’esercizio 2015 e 2016.
Bilancio 30 giugno 2015. Le accuse di Iannascoli riguardano cinque punti. Nella prima, si parla di “operazioni per contanti prive di giustificazione per circa 55.498 euro” dei biglietti delle partite. «In sintesi», si legge nella relazione dell’ispettore, «tali operazioni sono prive di documentazione di supporto idonea a confermare l’effettiva riconducibilità delle insussistenze di cassa all’emissione dei biglietti omaggio». Mancinelli aggiunge che non solo «il rilievo (dei legali di Iannascoli, ndr) è fondato», ma «il fenomeno appare di proporzioni più ampie... e viene quantificato in 151.281,12 euro per l’esercizio 2015 e 293.866,50 euro per quello del 2016. La seconda contestazione riguarda l’iscrizione di crediti per imposte anticipate: 3.358.334 euro che per il Pescara potrebbe essere recuperato da utili “derivanti dalla vendita di calciatori di prima squadra e, soprattutto, del settore giovanile”. Secondo Mancinelli la permanenza di quella cifra “non appare coerente né con il criterio della ragionevole certezza né con quello della prudenza». La terza si riferisce ai costi pluriennali del settore giovanili (2.903.837). In questo caso, Mancinelli scrive che «le capitalizzazioni non sembrano irragionevoli... e si può ritenere che la capitalizzazione non sia da considerare illegittima». La quarta contestazione di Iannascoli, “Omessa rilevazione del debito, 1.480.000 euro, verso l’Envingado” per l’acquisto di Quintero è ravvisata anche da Mancinelli, così come la quinta (un fondo svalutazione crediti di 39.658 che per l’ispettore sarebbe dovuto essere di 81.977,88 euro). La conclusione del commercialista è che se tre punti su cinque analizzati fossero stati trattati correttamente, il bilancio si sarebbe chiuso con un incremento delle perdite pari a 5.300.653,88 e i conti sarebbero stati in rosso non di 4.691.811, ma di 9.841.183, 76 di euro.
Bilancio 30 giugno 2016. Sono sette le contestazioni di Iannascoli. La prima riguarda la vendita di Caprari all’Inter per 4.146.386,66 euro. Per Mancinelli, anche se il tesseramento è avvenuto il 3 luglio 2016, non c’è nessuna irregolarità visto che l’operazione è stata siglata il 30 giugno 2016. La seconda istanza verte sul sospetto di illegittima iscrizione di crediti (2.930.910 euro per imposte anticipate) considerati recuperabili entro l’esercizio che per Mancinelli è illegittima. La terza si riferisce alla capitalizzazione di costi di costi pluriennali del settore giovanile (859.391 euro) sulla quale l’ispettore scrive «non sembra potersi definire indebita», poi c’è di nuovo la voce Quintero. Infine, Mancinelli appoggia le istanze di Iannascoli sottolineando l’insufficienza del fondo svalutazione crediti (bisognava portarlo da 3.401 a 36.777,10 euro), l’illegittima considerazione nell’attivo di crediti inesigibili (400.000 euro dal Wanderers per il calciatore Rodriguez, opzionato ma non riscattato) e l’omessa o errata rilevazione del debito verso il fornitore Oran Srl (368.953,05 euro). Nel bilancio 2016, scrive Mancinelli, «se 5 punti su 7 fossero stati trattati correttamente, la perdita sarebbe passata da circa 720mila euro a poco più di 5 milioni. In pratica, una differenza di altri 4.318.156,96 euro.
La reazione del club. Il presidente Sebastiani è convinto di far cadere tutte le accuse. «Presenteremo le nostre deduzioni. Questa società non ha mai avuto problemi. L’aspetto singolare è che le contestazioni vengono da Iannascoli che aveva il ruolo di amministratore e le deleghe. L’unica cosa in cui non è coinvolto è la cessione di Caprari, che l’ispettore ha considerato regolare». La palla passa al giudice che entro un mese dovrebbe convocare l’udienza e le parti saranno pronte a darsi battaglia. (g.t.)
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