Pescara e Lanciano strizzano l’occhio alla zona play off

Il Catania è favorito, a ruota ci sono il Bologna e le squadre che a maggio hanno fatto gli spareggi
PESCARA. Organico, blasone e ambizioni, oltre ai mezzi tecnici ed economici. C'è il Catania davanti a tutti nella griglia di partenza della nuova serie B che ripartirà domani (stasera l'anticipo Perugia-Bologna) dopo un'estate contrassegnata dal pasticcio, targato Abodi, della 22° squadra. Sarà la solita maratona alla fine della quale prevarranno le squadre che abbineranno i migliori valori tecnici alla carica agonistica e alla continuità. C'è anche il rivoluzionato Bologna tra le favorite, ma in questo caso i problemi societari possono essere un handicap alla lunga. Poi, si ripartirà da quelle squadre che, nella passata stagione, hanno fatto sognare fino alla fine. Ovvero il Latina, il Bari e lo Spezia. E' intrigante il neopromosso Perugia di Andrea Camplone rinforzato, tra gli altri, dagli arrivi dell'ex romanista Taddei e dall'uruguaiano Giacomazzi. Grosse stelle non ce ne sono, d'altronde il gap tecnico con la serie A è tangibile. Piuttosto la B sarà un laboratorio di giovani destinati a lasciare il segno. Si andrà a caccia degli eredi di Bernardeschi e soci. Circolano pochi soldi in B, e il mercato non ha fatto registrare grossi sussulti. In un contesto del genere le due abruzzesi possono nutrire ambizioni di play off, malgrado non ne facciano menzione. La Virtus Lanciano li ha sfiorati, è stata in corsa fino all'ultima giornata. E, a differenza della passata stagione, non parte a fari spenti, ma con un decimo posto da migliorare, possibilmente. L'ossatura della squadra è rimasta la stessa, a partire dalla difesa che è stato il punto di forza. A ben vedere la differenza sta tra i pali e a centrocampo. Se Nicolas Andrade non farà rimpiangere Sepe e Leali e se sulla linea mediana Pinato, Grossi e Bacinovic terranno fede alle promesse ecco che sarà possibile ripetere gli exploit dell'ultimo campionato. Il tallone d'Achille, con la gestione Baroni, era l'attacco: ora Thiam, Monachello, Cerri e Piccolo hanno tutto per fare meglio. In panchina, c'è un esordiente, Roberto D'Aversa, ma nessuno meglio di lui conosce la Virtus, vuoi per essere stato un giocatore fino a due anni fa vuoi perché l'anno scorso era nello staff come responsabile dell'area tecnica. Il Pescara ha cambiato molto, e non poteva essere altrimenti dopo le ultime due stagioni deludenti. I segnali del precampionato sono incoraggianti. In attesa del ritorno di Brugman, è il centrocampo il punto interrogativo. Sul piano del gioco Marco Baroni difficilmente farà rivivere le emozioni di Zeman e, in parte, quelle di Marino. Sarà un Pescara più tosto che bello. Più caratteriale che tecnico. Ma con una fisionomia ben precisa per quello che si è visto in precampionato. Partono a fari spenti le abruzzesi, ma con i mezzi per vivere un campionato nella parte sinistra della classifica. La passione dei tifosi va alimentata con i risultati. Sin dall'inizio.
@roccocoletti1
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