Pescara e le altre di B «Pronti a giocare d’estate pur di finire»

29 Aprile 2020

Sebastiani al Consiglio di Lega. Società in coro: «Dal via libera serviranno tre mesi per la preparazione e per tutte le gare»

PESCARA. «Dal giorno del nulla osta governativo sulla ripresa degli allenamenti, servono tre mesi per portare a termine la stagione». Attraverso il consiglio direttivo, la Lega serie B torna a farsi sentire deliberando all’unanimità un documento che stabilisce il tempo necessario per concludere il campionato. Alla riunione convocata in videochat dal presidente della Lega B Mauro Balata, ha partecipato in qualità di consigliere anche il patron del Pescara Daniele Sebastiani. Considerando che le sedute di lavoro potranno riprendere il 18 maggio, se il torneo cadetto ripartirà, il termine ultimo per chiudere la stagione sarà il 18 agosto. In sostanza, per disputare le dieci partite che mancano alla fine della regular season e le sfide di play off e play out, la Lega B intende sfruttare anche il periodo in cui i club di A saranno impegnati nelle coppe europee.
Nel programma stilato dalla Figc, infatti, il massimo campionato italiano dovrebbe terminare il 2 agosto, poi le cinque squadre partecipanti potranno dedicarsi alla Champions League (Juventus, Napoli e Atalanta) e all’Europa League (Inter e Roma). I tre mesi richiesti dalla Lega B rappresentano un lasso di tempo sufficientemente ampio per programmare il ritorno in campo con relativa tranquillità. I primi trenta giorni verrebbero dedicati alla preparazione fisica, poi si potrebbe tornare a giocare individuando le date dei restanti dieci match e lasciando spazio ad agosto agli spareggi. La delibera del consiglio direttivo è un flebile segnale di unità in una fase in cui iniziavano ad affiorare forti divergenze. In verità, nonostante alla fine il documento sia stato condiviso, la spaccatura non è ancora evaporata. Nelle condizioni attuali, che prevedono la necessità di rispettare il rigido protocollo di sicurezza, sembra che numerosi club siano contrari alla prosecuzione del campionato. Anzi, ultimamente pare che sia cresciuto con forza il partito delle società intenzionate a gettare la spugna per questa stagione. Tra queste c’è anche la Juve Stabia, che solo pochi giorni fa aveva suggerito di far ripartire il torneo in autunno. Invece, il presidente dei campani Andrea Langella ha scoperto le carte precisando i termini della questione. «Non si può ripartire, quantomeno non a queste condizioni», le parole di Langella a Il Mattino. «Trovo sconcertante che qualcuno possa dire che la Lega B è compatta per la ripresa del campionato. Le disposizioni del protocollo sanitario sono inattuabili…». Per rispettarlo le società cadette dovrebbero sborsare una bella somma (si parla di una cifra compresa tra i 500.000 e gli 800.000 euro, ndc) e molte di loro non hanno strutture adeguate. Il Pescara è tra le poche ad avere un centro sportivo dove fare allenare la squadra e un hotel nelle vicinanze, l’Ekk di Città Sant’Angelo, nel quale ospitarla. «Se poi un giocatore dovesse risultare positivo sarebbe un disastro, perché la responsabilità cadrebbe su tutta la società e si andrebbe nel penale», l’altro tema scottante posto dal presidente della Juve Stabia. Siamo certi che la B voglia ripartire?
Giovanni Tontodonati
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