«Pescara, fuori gli attributi a Novara senza fare calcoli»

Basta un punto per la salvezza, ma Pillon non si accontenta: voglio gli uomini
PESCARA. Un punto potrebbe bastare, ma non ditelo a Pillon. «Noi dobbiamo entrare in campo con grande aggressività». L’allenatore del Pescara spazza via gli ultimi dubbi. I biancazzurri non hanno nessuna intenzione di accontentarsi, oggi pomeriggio, a Novara, contro la squadra di Mimmo Di Carlo che è in piena lotta per evitare i play out. Il Delfino ha 46 punti - quattro in più dei piemontesi - e con un pareggio potrebbe salvarsi aritmeticamente. Il Novara è reduce da un mese deludente e solo tre punti raccolti. L’ultimo successo il 29 marzo, col Cesena, al Piola, dove oggi alle ore 15 il Pescara è di scena. «Ci aspetta una partita molto vigorosa», è l’analisi di Bepi Pillon. «Dobbiamo entrare in campo con aggressività. Prevedo un partita molto dura perché il Novara si gioca tanto in questa gara. Dobbiamo essere tosti e vigorosi». Biancazzurri che tornano in Piemonte, dopo il ko di Vercelli. «Il campo è anche insidioso, è un sintetico dove la palla non rimbalza bene. Non dobbiamo fare l'errore di Vercelli, dove siamo stati sotto tono», mette in guardia l’allenatore trevigiano. «Il Novara è una buona squadra, costruita per i play off e non per la salvezza. Diciamo che è un po’ come noi, anche i piemontesi si sono ritrovati a lottare per la salvezza nonostante avessero altri obiettivi».
Niente calcoli. Pillon mette subito in guardia. «Dobbiamo fare molta attenzione ai loro attaccanti». E se gli si fa di nuovo notare che basterebbe anche un punto per la salvezza matematica, la risposta è sempre la stessa: «Il Pescara deve cercare sempre il massimo, se ci mettiamo in testa che basta il pareggio partiamo già male», sorride Pillon, che manda un messaggio molto chiaro al suo spogliatoio. «Ce la siamo giocata in ogni campo, senza mai calcolare niente, anche nei momenti di maggiore difficoltà. La nostra deve essere una mentalità vincente».
Banco di prova. «Dico solo che abbiamo tre partite, pensiamo a questa e cerchiamo di raccogliere il massimo», aggiunge. E poi pungola i suoi giocatori: «A Novara si capirà se siamo una squadra con gli attributi», anche se il termine usato è più forte. «Perché sono queste le partite in cui si misurano gli uomini. È un banco di prova molto importante». Diretto e senza peli sulla lingua, l’allenatore biancazzurro che ha rivitalizzato il Delfino conquistando 9 punti in sei partite.
Le scelte. Oggi al Piola dovrebbe essere schierata la stessa formazione di martedì. «Dovrò fare delle valutazioni. Ho qualche dubbio. Bunino sta facendo molto bene. Coulibaly ha un problema, non so se riuscirò a recuperarlo anche se verrà con noi. Tutti quelli che non stanno giocando stanno facendo bene, devo pensarci». Alla fine, il 4-3-3 con Mancuso,Pettinari e Capone in attacco sarà confermato, mentre sono rimasti a casa per infortunio Cocco e Mazzotta.
Il futuro. Il 62enne tecnico di Preganziol in poco tempo è entrato nelle grazie dell’ambiente biancazzurro e sul campo si è già meritato la conferma per il prossimo anno. «Mi sto impegnando per la conferma, ma la prima cosa è la salvezza. Sono venuto a Pescara perché avevo molta fiducia nella squadra a disposizione. Non merita questa classifica, ha grandi margini di miglioramento. Sono qui da un mese, ma non ho avuto molto tempo per lavorare, abbiamo giocato anche due infrasettimanali e quindi ho avuto poche settimane complete a disposizione. È una squadra che può crescere in prospettiva. Il mio rammarico è il non aver potuto lavorare sui particolari, siamo sempre stati sotto pressione perché abbiamo giocato tanto», il suo commento sulla squadra, ma analizza anche la sua posizione: «Ho sempre detto che qui sto bene e mi hanno accolto tutti in modo eccezionale. Mi hanno fatto sentire fiducia. Spero di raggiungere questa salvezza, poi penseremo a tutto il resto. Non mi aspetto mai niente perché conosco il mondo calcio», conclude Pillon che oggi potrebbe chiudere il discorso salvezza.
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