Pescara: giusto così Sassuolo al vetriolo

8 Ottobre 2016

Anche l’appello riconosce la posizione irregolare di Ragusa

PESCARA. Giustizia è fatta, ma quante polemiche. Il Pescara tira un sospiro di sollievo (per il momento) e non dovrà mollare i tre punti conquistati dopo lo 0-3 a tavolino con il Sassuolo. Ieri pomeriggio, a Roma, poco dopo le 16,30, la 1ª sezione della corte sportiva d'appello nazionale ha respinto il ricorso del Sassuolo, confermando la sconfitta per 0-3 nella gara con i biancazzurri dello scorso 28 agosto, ribaltando il 2-1 del campo. Il giudice sportivo, qualche giorno dopo la gara, aveva sanzionato il Sassuolo per aver schierato l'attaccante Antonino Ragusa, tra l'altro ex Pescara, «considerato che l'inserimento di tale nominativo nell'elenco di 25 calciatori non era stato trasmesso alla Lega a mezzo Pec entro le ore 12 del giorno precedente la gara, come tassativamente previsto dalla vigente normativa federale (CU 83/A del 20 novembre 2014), e che tale omissione comporta la sanzione della perdita della gara (ibidem n.9) ai sensi dell'art. 17, comma 5, lett. a) del codice di giustizia sportiva». Il Sassuolo, però, dopo la pubblicazione del comunicato ufficiale, che conterrà le motivazioni della sentenza, potrà fare ricorso al collegio di garanzia del Coni. Il ricorso potrà essere presentato entro 30 giorni dalla pubblicazione del comunicato ufficiale, ciò vuol dire che il braccio di ferro legale potrebbe andare avanti fino a metà dicembre, se non oltre. Il presidente del Pescara, Daniele Sebastiani, ieri sera ha ribadito il suo pensiero: «Soddisfatto della sentenza? Da parte nostra nessuna soddisfazione, ma solo la consapevolezza di avere visto rispettate le regole», è stato il commento del numero uno biancazzurro, dopo il respingimento del ricorso del Sassuolo da parte della corte sportiva d'appello. «Se ci sono delle regole è giusto che vengano rispettate. Questo pronunciamento conferma che evidentemente la regola non è stata rispettata». E continua mandando un messaggio al club emiliano: «Mi dispiace per il Sassuolo, ma io mi sarei comportato in modo diverso, ammettendo l'errore. Poi si può discutere la norma. Giusta o sbagliata che sia oggi è questa. Se si decide di partecipare ad un gioco è doveroso rispettare le regole». E sul possibile ricorso che potrebbe presentare il Sassuolo al collegio di garanzia del Coni, Sebastiani ribadisce: «Siamo sereni e tranquilli».

Umore completamente diverso in Emilia. «Siamo delusi», ha detto l'avvocato Mattia Grassani ai media emiliani. «Ma, fin quando non verranno rese note le motivazioni, preferisco non commentare. Dopo che avremo letto le motivazione, valuteremo se fare ricorso al Coni».

Il legale del club di Squinzi vuole leggere il comunicato ufficiale prima di tentare il tutto per tutto con il collegio di garanzia. Dalla fiducia che i dirigenti neroverdi facevano trasparire fino a qualche giorno fa, ieri è arrivata la doccia fredda. Il verdetto della corte d'appello non è piaciuto affatto a Giovanni Carnevali, l'amministratore delegato del Sassuolo. «Prendiamo atto di quanto deciso anche se non siamo assolutamente d'accordo. Ci sembra una cosa incredibile, è una norma che va rivista, perché una mancanza di comunicazione non interferisce sulla gara e Ragusa era tra i 25 già il giorno prima della partita». le parole di fuoco ai microfoni di Sky Sport 24. «Nel calcio a volte vengono presi provvedimenti relativi, se non si pagano gli stipendi viene tolto un punto, per una mancanza del genere tre. Il problema è che il sistema calcio è sbagliato, ma noi andiamo avanti pensando a proseguire il nostro cammino tra campionato ed Europa League», prosegue Carnevali. «L'Uefa è una grande organizzazione, non lo è la nostra Lega che deve imparare a lavorare in un modo diverso, è vecchia, obsoleta e va rivista sotto tutti gli aspetti, serve un cambiamento per il bene del calcio. Al di là del Sassuolo, spero tanto che questi punti non danneggino altre squadre in lotta per la retrocessione». Le polemiche, insomma, difficilmente si placheranno.

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