«Pescara grande amore, un giorno vorrei tornare»

9 Febbraio 2018

Federico Giampaolo: «Delfino favorito, in futuro mi piacerebbe allenarlo»

PESCARA. Per i tifosi dal cuore biancazzurro sarà per sempre ricordato come “Re Federico”, ovvero uno degli attaccanti più forti e prolifici della storia del Pescara. Quasi 8 stagioni con la maglia biancazzurra e 65 gol realizzati, hanno incoronato Federico Giampaolo come il secondo bomber della storia del Pescara, dietro solo a Mario Tontodonati. Classe 1970, una valanga di reti tra A e B con undici maglie diverse, Giampaolo ora allena ad Avezzano, in serie D, ma un pezzo di cuore è rimasto a Pescara. «Seguo, cero che seguo», dice, «non vedo tutte le partite, ma cerco di tenermi sempre informato», racconta il quasi 48enne allenatore, che a 17 anni e mezzo, partì da Giulianova per andare alla Juventus e inseguire il sogno di diventare un calciatore professionista. Il biondo attaccante aveva una classe superiore alla media, tant’è che molti gli pronosticavano una carriera superiore a quella che poi in realtà è stata. Si è tolto tante soddisfazioni da calciatore, ora ci sta provando da allenatore. Giampaolo, però, è anche il doppio ex di Pescara e Salernitana, che si daranno battaglia domani all’Adriatico. «Partita stupenda, vorrei giocarla di nuovo», dice l’ex attaccante, che ha vestito la maglia dei campani dal 1998 al 2000. «A Salerno arrivai con Delio Rossi in panchina, uno degli allenatori che mi ha dato di più e non è un caso se è stato un discepolo di Zeman», dice l’ex bomber biancazzurro. «Pescara-Salernitana è una gara molto sentita, un quasi derby per entrambe le tifoserie. Ho fatto tante “battaglie”, sia all’Adriatico e sia allo stadio Arechi». Con la maglia del Pescara i ricordi più belli: «Senza dubbio, visto che quando incontravo la Salernitana segnavo spesso», infatti, in 12 precedenti, ha messo a segno sei reti. «Diciamo che ero la bestia nera dei campani». E quella di domani che partita sarà? «Dura, ma vedo il Pescara favorito. Questo sarà un bivio per il Delfino e sono certo che vincerà, tornando in zona play off». Per il 48enne tecnico giuliese i biancazzurri reciteranno un ruolo da protagonista nei prossimi mesi. «I play off sono alla portata del Pescara», dice Giampaolo. «La squadra mi piace, perchè ci sono giocatori interessanti come Capone, Mancuso e Pettinari e un gruppo di giovani di grande prospettiva. Credo che per la promozione diretta i posti siano già occupati da Palermo ed Empoli. Io vedo queste due squadre favorite». Giampaolo poi parla di Zeman e spende parole importanti, come aveva già fatto in precedenza. «Fa la differenza ed è capace di vincere campionati con giocatori semisconosciuti che poi, con il tempo, diventano grandi calciatori», è il pensiero di Federico, fratello di Marco, l’allenatore della Sampdoria. «In carriera mi sarebbe piaciuto avere il boemo come allenatore, anzi, vi svelo che nel 1993 potevo finire a Foggia, ma alla fine i pugliesi presero Stroppa ed io andai al Palermo. Io venivo dalla scuola di Delio Rossi e Zeman mi conosceva benissimo, visto che Delio era una sua “creatura”. Con lui gli attaccanti si divertono e secondo me avrei fatto benissimo nel suo tridente» Giampaolo guarda al passato ma anche al futuro. «Io a Pescara? Da allenatore mi piacerebbe tantissimo. Ho allenato la Primavera e mi sarei aspettato un minimo di continuità. Le cose sono andate diversamente, tuttavia vi dico che mi piacerebbe tantissimo tornare in biancazzurro da allenatore. Sono legatissimo alla città e alla tifoseria. L’amore verso quei colori non è mai svanito».
E chiude raccontando pillole della sua carriera. «Il gol più bello? Tanti, forse troppi. Non saprei scegliere. Diciamo che io non segnavo gol facili. Non voglio essere presuntuoso, ma io il gol lo cercavo e non era frutto del caso. Non vedo più attaccanti che fanno la stessa cosa».
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