PESCARA»IL PRIMO ALLENAMENTO DEL NUOVO TECNICO

PESCARA. «Il Pescara deve guardare davanti, non dietro perché ha la potenzialità per raggiungere obiettivi importanti». Nel giorno in cui Massimo Epifani dirige il suo primo allenamento, Daniele...
PESCARA. «Il Pescara deve guardare davanti, non dietro perché ha la potenzialità per raggiungere obiettivi importanti». Nel giorno in cui Massimo Epifani dirige il suo primo allenamento, Daniele Sebastiani ribadisce un concetto espresso con fermezza nelle ultime settimane. Il Delfino è a tre punti dai play off e a +5 dal quint’ultimo posto, ma il presidente biancazzurro non teme di essere risucchiato in zona play out. La sua nuova scommessa si chiama Epifani, un tecnico che ha idee chiare e dovrà fare esperienza nel calcio professionistico. «Basta leggere le formazioni e i componenti della panchina per intuire la forza del nostro organico. Ci sono tanti calciatori che giocherebbero titolari nella stragrande maggioranza dei club di B. Sono convinto che questa squadra potrà raggiungere obiettivi importanti. Lo ero con Zeman e non ho cambiato idea ora che c’è Epifani. A chi pensa che la mossa di promuovere l’allenatore della Primavera sia rischiosa rispondo dicendo che questa società non ha mai avuto paura di lanciare tecnici giovani e bravi. Quando si hanno le capacità l’età non conta».
Prima dell’inizio dell’allenamento, l'ormai ex tecnico del Pescara Zdenek Zeman si è presentato al centro sportivo Poggio degli Ulivi per svuotare l’armadietto e riprendere le sue cose. Il boemo ha incrociato i giocatori e li ha salutati.
A pochi metri di distanza c’era Sebastiani che lo ha ignorato. Il presidente si è detto molto deluso dal comportamento di Zeman che, a suo dire, ha disertato l’incontro di domenica mattina perché non aveva voglia di proseguire l’avventura in riva all’Adriatico. «L’esonero di Zeman non era nell’aria, anche perché a Cittadella la squadra ha disputato una buona partita», spiega Sebastiani, «al termine del match abbiamo revocato i permessi e convocato una riunione al Poggio degli Ulivi fissando l’allenamento alla 9,30, ma Zeman non si è presentato. Non solo, non mi ha nemmeno avvertito, così ho desunto che probabilmente non aveva più interesse ad allenare il Pescara. Se uno non risponde neanche a una direttiva della società, non è più il caso di andare avanti. Sono molto deluso dal suo comportamento». Il rapporto tra i due si era già logorato da un po’. «Quando si sposa un progetto o si è convinti di farlo o no. Io ero ancora sicuro di poter centrare i play off con Zeman in panchina, mentre lui forse aveva idee diverse. Faceva sempre i soliti discorsi che alimentavano la favola dei giocatori zemaniani o non zemaniani. Io penso che questa squadra debba tornare a sorridere, visto che non lo fa da un po’».
Poi un commento sul direttore sportivo Peppino Pavone che, dopo l’esonero di Zdenek Zeman, ha rassegnato le dimissioni. «Pavone ha mostrato grande serietà e la sua scelta dimostra che non comando solo io in società. L’anno scorso ho ascoltato il suo consiglio riprendendo Zeman, ma ora lui non si sente più in linea col progetto. Comunque sia, rifarei quella scelta perché mi fido dei miei collaboratori. Pavone mi ha detto: “Sono il maggiore responsabile di questa situazione”, poi si è dimesso. Il suo è stato un comportamento esemplare in un mondo dove l’esercizio delle dimissioni non esiste da nessuna parte».
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