Pescara in allarme: Borruto e Cuzzolino ko

Gli argentini sono infortunati e rischiano un lungo stop. Doping, va avanti la battaglia per il caso Canal
PESCARA. Il ko contro l’Acquaesapone brucia parecchio. La Winter Cup è finita tra le mani dei cugini nerazzurri e il Pescara adesso vuole dimenticare la batosta del PalaCercola rituffandosi nel campionato. Dalla Winter Cup, però, non sono arrivate buone notizie per quanto riguarda l’infermeria. Colini, infatti, dovrà fare a meno di due pedine fondamentali: Titi Borruto e Leandro Cuzzolino. Il primo durante la finale si è procurato una frattura al piede, è stato visitato in ospedale ieri mattina e dovrà stare fermo per almeno un mese e mezzo. Cuzzolino, invece, ha un problema muscolare. Si tratta di uno stiramento che lo dovrebbe lasciare fuori per 20 giorni. E domenica, contro il Rieti, sarà assente per squalifica Duarte. La situazione non è delle più rosee, ma in casa biancazzurra si guarda avanti. «La sconfitta in Winter Cup è difficile da commentare», ha detto il direttore sportivo Matteo Iannascoli, «perché dopo il doppio vantaggio, con una partita dominata, siamo scesi d’intensità e siamo caduti nella trappola degli avversari che ci hanno punito ad ogni minimo errore. Dispiace tanto perdere una finale. Ora testa al campionato perché abbiamo un primo posto da difendere e ci aspettano tre partite durissime contro Rieti, Kaos e Luparense».
Intanto, va avanti la battaglia tra il Pescara e la Procura Antidoping per quanto riguarda Mauro Canal. Il laterale biancazzurro rischia la squalifica di un anno per doping ed è già una buona notizia, perché, in casi analoghi, la sanzione è di 2 anni. Canal, infatti, lo scorso aprile aveva ricevuto la sospensione in via cautelare dopo essere risultato positivo ai controlli antidoping al termine della gara di campionato disputata lo scorso 25 marzo contro la Luparense. La sostanza cui è stata accertata la positività nel referto dell'atleta è il Clostebol, un cortisonico ad attività anche anabolizzante, chimicamente del tutto simile al testosterone. Stando alle documentazioni prodotte dalla società, Canal avrebbe subito una contaminazione involontaria e lunedì, dopo la camera di consiglio, è stata disposta una consulenza tecnica d'ufficio, con l’incarico conferito al professore Marcello Chiarotti, per fare ulteriore chiarezza. L'udienza di prosecuzione del giudizio è stata rinviata a data da destinarsi. «Noi stiamo lottando per l'assoluzione totale del nostro tesserato. Abbiamo grande fiducia», ha detto il presidente Danilo Ianascoli.
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