Pescara in crescita, un pari di speranza

6 Aprile 2021

Nella prima delle due trasferte di fila in Lombardia buona prestazione dei biancazzurri che cominciano ad avere una fisionomia di squadra

Non è solo il secondo risultato positivo di fila a ispirare un po’ di fiducia nella rincorsa alla salvezza quando mancano sei partite al termine della regular season. C’è, soprattutto, la consapevolezza che un gruppo di giocatori messo insieme a fine gennaio sta diventando squadra. E che sta iniziando a scoprire le proprie qualità, quelle che permettono al Pescara di strappare il pari a Monza nella prima delle due trasferte consecutive in Lombardia. Un punto conquistato con merito, nonostante i brianzoli abbiano quasi il doppio dei punti in classifica e siano considerati una corazzata per la serie B. Una macchina da guerra in difficoltà, non a caso il quinto punto in altrettante partite e il secondo posto che inizia a svanire all’orizzonte potrebbero indurre la premiata ditta Berlusconi&Galliani a cambiare Brocchi in panchina. Sui problemi dei biancorossi il Pescara costruisce una prestazione gagliarda e attenta. Sempre con il 4-3-3 utilizzato nel turno pre-pasquale contro il Pisa con l’eccezione di Machìn al posto di Maistro. Un 4-3-3 declinato in fase difensiva perlopiù, ma comunque efficace. Un Pescara equilibrato, che difende più alto rispetto al vecchio 5-3-2 e che, soprattutto, aumenta la produzione di azioni offensive. I volti del nuovo corso sono quelli di Sorensen e Capone: fino a qualche settimana fa impresentabili e ieri protagonisti i n positivo. La sensazione è che Grassadonia stia trovando un punto di incontro tra difetti strutturali e qualità dei singoli sull’orlo del baratro. Difficile stabilire se la chimica sia stata individuata in tempo utile per la rincorsa salvezza. Sta di fatto che il Pescara tiene accesa la fiammella della speranza. Al di là della situazione di classifica che resta deficitaria: -4 dalla Reggiana raggiunta dall’Ascoli vittorioso a quota 31.
Certo, alcuni limiti rimangono. Incassare gol sugli sviluppi di un angolo, ad esempio, è un’abitudine per i biancazzurri. E così al 23’ il Monza sblocca il risultato con Davide Frattesi che salta solo in area e batte Fiorillo. Una rete che arriva dopo due legni: uno di Armellino all’11’ e l’altro di Capone al 16’. Il Monza ha le redini del gioco in mano, ma il Pescara regge l’urto. La squadra di Brocchi fa possesso palla, però è Capone in diagonale a impegnare Di Gregorio al 42’. Poi, è Vokic (entrato al 13’ al posto di Galano infortunato) dalla distanza a mandare la palla sulla traversa. La sensazione all’intervallo è che il Pescara possa giocarsi le sue carte. E così è. Nella ripresa i biancazzurri si fanno più propositivi. Giocano spesso nella metà campo del Monza senza però trovare spazi. Al 18’ è Armellino a tirare fuori, da buona posizione in area, sugli sviluppi di un angolo. Entra Ceter per uno spento Odgaard, il Pescara continua a insistere alla ricerca del pareggio, l’atteggiamento del Monza quasi lo incoraggia. Al 24’ il portiere Di Gregorio salva su Masciangelo e un minuto dopo Ceter di testa manda di poco a lato. Il massimo sforzo biancazzurro è premiato al 27’ quando l’instancabile Bellanova dalla destra rimette in mezzo un pallone sbucciato dal Pirola e sul quale si avventa Ceter per la rete dell’1-1. Quinto gol del colombiano, l’ultimo l’aveva segnato sempre ai brianzoli all’andata, a dicembre. Ultimo quarto d’ora ad alta tensione con Brocchi che mette in campo forze fresche. Il Pescara non si scompone. Nel finale Paletta devia una conclusione di Ceter indirizzata in porta e in pieno recupero Fiorillo salva su punizione di Colpani dal limite. È l’ultimo brivido di una partita che tiene in corsa il Pescara nonostante ci sia una gara in meno sulla strada che porta alla salvezza. Per la prima volta i biancazzurri chiudono una trasferta con più tiri in porta dell’avversario, questo per testimoniare l’attendibilità di un cambio di rotta sul piano del gioco e dell’identità di squadra.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA