Pescara in rodaggio un punto di speranza

Biancazzurri manovrieri e protagonisti di un primo tempo incoraggiante Poi il Chievo prende il sopravvento, Fiorillo decisivo in più occasioni
PESCARA. È mancato solo il gol all’Adriatico-Cornacchia per brindare al ritorno di Massimo Oddo alla guida del Pescara. C’erano i tifosi - un migliaio con una selezione a inviti - e si è visto un Delfino ancora in fase di rodaggio. Partita gradevole, tenendo conto che il precampionato è stato pressoché inesistente.
Il Chievo ha confermato di essere una squadra di rango, particolarmente indigesta ai colori biancazzurri. Sono oltre venti anni che è imbattuta contro il Pescara. Niente rivincita contro i clivensi che a fine luglio hanno condannato il Pescara ai play out. Anzi, forse per come si è evoluto il secondo tempo il Chievi è andato più vicino alla vittoria. I biancazzurri nella prima mezzora hanno ben impressionato, poi hanno subito il ritorno degli avversari. Ma, a differenza della passata stagione, sono apparsi più manovrieri. Più organizzati. Laddove non hanno inciso con le qualità tecniche ci hanno provato con il gioco. Il 4-3-2-1 di Oddo è un cantiere aperto in cui vanno inseriti alcuni giocatori presi e altri che dovranno arrivare. Serviranno lavoro e pazienza per vedere crescere il Pescara. Ci sarà bisogno di qualità, il grande assente del Pescara che si è salvato all’ultimo rigore il 14 agosto scorso. Per il momento, c’è da registrare una difesa balbettante; un centrocampo in cui Valdifiori ha confermato di avere visione e piedi educati, ma di non essere ancora nella migliore condizione; Omeonga nel tempo dovrà essere più dinamico, proporsi di più negli inserimenti; e lì davanti Galano è stato il grande assente, mentre Bocic ha alternato accelerazioni a momenti di buio; il colombiano Ceter ha dimostrato di essere un combattente, non un bomber di razza. Fin quando la condizione atletica ha assistito il Pescara, la gara è stata giocata alla pari contro un Chievo che, in pratica, è lo stesso della passata stagione con l’aggiunta dell’ex Delfino Palmiero. Ovviamente, più compatto e solido. Biancazzurri manovrieri, abili ad arrivare in area dove, però, è mancato sempre lo stoccatore, riproponendo un tema già noto fino a qualche mese fa. Peccato per l’uscita per infortunio del terzino Masciangelo che stava spingendo bene a sinistra. Poi, nella ripresa, qualche smagliatura tra i reparti ha permesso al Chievo di prendere il sopravvento e di comandare la gara. Il Pescara è andato un po’ in sofferenza, ma non ha mai rinunciato a rispondere colpo su colpo. Ha tenuto botta. Ha saputo stringere i denti. Squadra in rodaggio, chiaramente, con ampi margini di miglioramento. Con una certezza tra i pali, visto che Vincenzo Fiorillo è stato di nuovo protagonista almeno in un paio di occasioni: al 23’ del primo tempo quando ha alzato sopra la traversa una conclusione dal limite di Renzetti e al 37’ deviando di piede un tiro ravvicinato di Fabbro. In mezzo la traversa colpita di testa da Ceter. Più in generale, un avvio migliore del Pescara e un finale di tempo a favore dei veneti. Che, poi, nella ripresa hanno pigiato il piede sull’acceleratore, mettendo in difficoltà il Pescara.
Diversi i pericoli nell’area biancazzurra, un paio in quella veneta: prima Di Grazia e Galano non sono riusciti a finalizzare una buona ripartenza e poi Bellanova di testa ha mandato alto da posizione molto favorevole. Uno 0-0 che non deve scontentare il Pescara a patto che sia una base di partenza.
Intanto, Fiorillo si può godere 90’ senza prendere gol, una gioia rara in un 2020 in cui incassare reti è stata pressoché una normalità. All’orizzonte c’è la coppa Italia, mercoledì in casa (ore 15,30) contro il SN Notaresco (serie D) e poi, sabato, la trasferta di Reggio Calabria. Partite in cui i biancazzurri dovranno continuare il processo di crescita.
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