Pescara inguardabile a Empoli

I biancazzurri falliscono (3-1) l'assalto alla vetta. Contro i toscani vanno subito in difficoltà e non si riprendono più
EMPOLI - PESCARA 3-1
EMPOLI (3-4-1-2): Provedel; Veseli (40′ st Simic); Romagnoli; Luperto; Untersee; Bennacer; Castagnetti; Pasqual; Krunic; Ninkovic (22′ st Zajc); Caputo (43′ st Jakupovic). A disp: Terracciano; Giacomel; Seck; Polvani; Zappella; Di Lorenzo; Traorè; Lollo; Piu. Allenatore: Vivarini
PESCARA (4-3-3): Fiorillo; Crescenzi; Perrotta; Coda; Mazzotta; Palazzi (28′ st Coulibaly); Brugman; Valzania; Mancuso; Pettinari; Del Sole (1′ st Benali). A disp: Balzano; Bovo; Zampano; Elizalde; Fornasier; Kanoute; Carraro; Ganz; Capone. Allenatore: Zeman
ARBITRO: La Penna di Roma.
MARCATORI: 14′ pt Ninkovic (E); 36′ pt Caputo (E); 37′ st Coulibay (P); 41′ st Caputo (E)
AMMONITI: Castagnetti (E)
Assalto alla vetta fallito. Pescara respinto con perdite nello scontro al vertice del Castellani. Ha vinto l’Empoli 3-1 e lo ha fatto con pieno merito, isolandosi in vetta alla classifica (un punto in più del Frosinone) grazie anche al contemporaneo passo falso del Venezia. Sconfitta netta, limpida e meritata per i biancazzurri che hanno arrestato la corsa dopo due successi di fila, fallendo l’esame di laurea. Non pervenuta la squadra di Zeman al cospetto di un Empoli che ha fatto il bello e il cattivo tempo nella sfida dell’undicesima giornata della serie B. Una serata da dimenticare, nata con il caso Pigliacelli (in tribuna e quindi senza un secondo portiere in panchina) - gravissimo con responsabilità tutte da chiarire - e finita con una prestazione deludente. C’è da chiedersi che cosa abbia di zemaniano questo Pescara. E l’interrogativo dopo 11 giornate sta a significare che il lavoro del boemo, finora, non ha prodotto frutti: nella mentalità, nel gioco e nell’atteggiamento.
Biancazzurri assenti al match clou del turno infrasettimanale. Incapaci di reggere il confronto con un Empoli in cui, invece, si vede la mano di Vincenzo Vivarini, l’allenatore originario di Ari che in poco tempo ha dato un’anima e uno spessore a una squadra rivoluzionata dopo la retrocessione. I toscani giocano un calcio razionale ed efficace. I due trequartisti Krunic e Ninkovic dietro il centravanti Caputo sono una spina nel fianco per la retroguardia ospite che ci mette del suo in entrambe le occasioni in cui Fiorillo viene bucato nel primo tempo. Al 14’ Ninkovic sblocca il risultato di testa e Coda è chiaramente fuori posizione dopo che l’azione nasce da un controllo errato di Brugman. Al 34’ il raddoppio di Caputo su rigore concesso per un fallo ingenuo di Perrotta su Krunic. Due gol in 45’ in cui il migliore del Pescara è Vincenzo Fiorillo.
Delfino inguardabile quello schierato da Zeman con quattro novità, dall’inizio, rispetto alla gara vinta dall’Avellino. Con Bovo in panchina dopo che sabato era stato uno dei migliori. Un altro primo tempo regalato, un film già visto. Squadra impalpabile: difesa fragile, centrocampo senza idee e attaccanti bloccati, facilmente arginati dai toscani. Non un’azione in cui è possibile riconoscere la mano del boemo. Una squadra qualsiasi di serie B in mano a un qualsiasi tecnico. Lento e compassato il Pescara che per almeno un’ora è succube dell’Empoli ordinato e abile a fare movimento per mandare in tilt la premiata ditta Coda&Perrotta. E le 15 occasioni a partita invocate da Zeman? Il nulla fino al 33’ della ripresa quando un diagonale di Benali (entrato al posto di Del Sole) viene respinto da Provedel con l’Empoli avanti 2-0 e con Zajc che aveva appena fallito l’occasione del 3-0.

