Pescara ko con onore: Celta Vigo troppo forte, il gol di Manaj non basta

7 Agosto 2016

Progressi della squadra di Oddo, ma il punto debole resta la difesa

INVIATO A CASTEL DI SANGRO. Il primo duro test del precampionato rende onore al Pescara, che a Castel di Sangro cede di misura (1-2) ai galiziani del Celta Vigo, un avversario nettamente superiore dal punto di vista tecnico, ma anche più avanti nella preparazione.

Nella scorsa stagione la squadra allenata dall’argentino Eduardo Berizzo è arrivata sesta nella Liga, guadagnando l’accesso all’Europa League. La differenza si nota soprattutto nel ritmo che gli iberici imprimono alla gara, riuscendo in particolare a recuperare subito palla grazie a un pressing alto. Mai un ripiegamento all’indietro, al contrario, rapide aggressioni nella zona dove gravita il pallone. I tentativi di recupero (spesso azzeccati) mettono in crisi il Pescara. In ogni caso, è un’amichevole utile per testare la resistenza dei biancazzurri, che dovranno imparare in fretta a confrontarsi contro squadre più attrezzate.

Le note positive per Massimo Oddo vengono dall’applicazione che tutti i calciatori mostrano sin dal primo minuto. Il centrocampo soffre, ma non affonda. Verre, Brugman e Memushaj provano a resistere alle avanzate degli spagnoli dando al tempo stesso discrete geometrie. In avanti Caprari e Benali si dannano l’anima per trovare spazi, ma non sempre riescono a supportare Manaj, proprio per il valore degli avversari. Come al solito, le lacune maggiori risiedono nella difesa, troppo timorosa, che si muove in modo disordinato, non accorciando quasi mai con i giusti tempi. Una mancanza che crea pericolosi buchi tra la linea difensiva e quella del centrocampo, che vengono sfruttati dal Celta Vigo.

Proprio un sincronismo errato consente agli spagnoli di passare in vantaggio. Tocca a Naranjo far saltare gli equilibri dopo 17’. Dalla corsia di destra, Hugo Mallo lascia partire un cross perfetto per l’attaccante spagnolo, che si inserisce tra Coda e Zampano trafiggendo di testa Bizzarri. L’autore del gol è una vecchia conoscenza del Pescara. Tre anni fa Naranjo, quando militava nel Recreativo Huelva dell’ex patron Victor Mesa, attuale azionista uruguaiano del Delfino, fece un provino al Vestina, ma non fu tesserato. Comunque, dopo il suo gol, i biancazzurri reagiscono con orgoglio, provando ad impensierire Sergio. Il portiere del Celta compie un intervento prodigioso su Benali, che viene pescato in area da Manaj.

Nella ripresa Oddo richiama in panchina Coda e inserisce Crescenzi, che si piazza sulla sinistra. Biraghi si sposta al centro, accanto a Zuparic, e Cristante prende il posto di Brugman. Nella girandola dei cambi, che caratterizza la ripresa, al 28’ c’è spazio per il gioiello di Caprari, che se ne va sulla sinistra in velocità saltando un uomo per poi servire un pallone d’oro a Manaj: tocco sottomisura dell’albanese e palla in rete per l’1-1. Il risultato resta in parità solo per 8’: al 36’ Iago Aspas ristabilisce le distanze sfruttando un pallone vagante in area. Finisce 2-1 per il Celta, ma il Pescara non demerita. Alla fine, una gradevole serata di sport per i mille spettatori del Patini.

Grande fair play, con ripetuti abbracci a fine gara. Bello quello tra l’attaccante della Nazionale svedese Guidetti (obiettivo mancato del Delfino nel 2012) e Benali, compagni di squadra nel Manchester City. Prima dell’esordio in Tim Cup (13 agosto), martedì l’ultimo test con la Vastese.

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