Pescara, la difesa fa acqua: superficialità e limiti tecnici

9 Novembre 2015

In 12 partite incassate 15 reti: solo Trapani, Brescia e Spezia hanno fatto peggio Oddo meglio dei suoi predecessori, ma l’arrivo di un rinforzo sembra inevitabile

PESCARA. Distrazione, superficialità e limiti tecnici. La sconfitta interna contro la Ternana riapre il vecchio dibattito sulla consistenza del Pescara in fase difensiva. Fino alla gara persa a Novara, la questione era stata mascherata dal bel gioco e dai risultati soddisfacenti. Ma il secondo stop consecutivo allarga gli orizzonti per ragionare su un difetto congenito che i biancazzurri si portano dietro da qualche anno: i troppi gol subìti. Nell’elenco delle prime 14 squadre della serie B, solo Trapani, Brescia e Spezia hanno fatto peggio del Delfino. Peraltro, le ultime due sono reduci da batoste clamorose: 4 reti incassate dal Brescia a Novara, addirittura 5 lo Spezia a Trapani. Dopo 12 gare sono 15 i gol presi dalla compagine di Massimo Oddo che ha migliorato il trend rispetto ai suoi predecessori non riuscendo però a cancellare l’annoso problema. Si sa, nel calcio, quasi sempre dietro a una rete subìta c’è una svista che può essere individuale o di reparto. Ebbene, i 15 gol incassati dal Pescara sono stati quasi sempre causati da clamorose ingenuità dei singoli. Conviene elencarli tutti, anzi, è consigliabile farli rivedere ai calciatori per analizzarli a mente fredda. Di sicuro Oddo lo ha già fatto, ma tornarci su un’altra volta sarebbe forse utile per far sì che certe amnesie non si ripetano. La sagra degli orrori inizia a Livorno con almeno tre gol evitabili (il secondo di Vantaggiato, quello di Ceccherini sugli sviluppi di un calcio d’angolo e il quarto di Fedato). Si prosegue in casa con il Perugia che accorcia le distanze allo scadere con Di Carmine che sfrutta la disattenzione di Zuparic e Crescenzi, ma il suo acuto non inciderà sul risultato finale. Nel turno successivo, si va a Vicenza dove il protagonista in negativo è Torreira che prima commette un fallo ingenuo in area, ma Giacomelli sbaglia il penalty, poi Fornasier concede troppo spazio a Raicevic che fulmina Fiorillo da venti metri. Al 95’ di nuovo Torreira entra in modo scriteriato su Pinato procurando un altro rigore trasformato da Gatto. Si arriva alla trasferta di Ascoli dove il Pescara domina per oltre un’ora incassando 3 gol negli ultimi venti minuti a causa di imperdonabili errori difensivi. Il resto è storia recente: la rete di Evacuo a Novara con la retroguardia immobile, le sviste di Zuparic e Crescenzi contro la Ternana, senza dimenticare il gol di Claiton che stacca in area indisturbato realizzando il gol della bandiera del Crotone. Riassumendo il tutto si possono fare due considerazioni. La prima è che gli abbagli individuali pesano come un macigno sul rendimento del Delfino che avrebbe potuto avere almeno 5 punti in più in classifica. La seconda è che senza Hugo Campagnaro la difesa sbanda in modo eccessivo. Finora l’argentino ha accumulato 3 presenze e nei 205 minuti in cui è rimasto in campo la porta di Fiorillo è rimasta inviolata. Sarà un caso? Crediamo proprio di no. Il polpaccio dell’ex interista, provato da mille battaglie in carriera, non fa dormire sonni tranquilli ai pescaresi. Se il guaio dovesse persistere, a gennaio sarebbe inevitabile l’acquisto di un centrale affidabile. In fondo, a dispetto di una rosa molto ampia negli altri reparti, in difesa la coperta è corta. Il problema principale è sempre lo stesso, eppure Oddo è riuscito a limitare i danni nella prima parte del torneo. In fondo, rispetto agli ultimi tornei, i 15 gol subìti sono pochi in confronto ai 21 incassati dopo 12 turni da Baroni l’anno scorso, i 18 da Marino due stagioni fa, i 23 di Stroppa in serie A e i 18 del Pescara di Zeman. Dal 2010 in poi soltanto Eusebio Di Francesco aveva fatto meglio con 14 reti subìte. È giunta l’ora di sistemare le cose. In fretta.

Giovanni Tontodonati

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