Pescara, la forza dei cambi Colombo ora affila le armi

8 Novembre 2022

Da Kolaj a Delle Monache, il Delfino è vincente con gli uomini della panchina

PESCARA. Il Pescara corre, mette la freccia e sorpassa il Crotone. Il Catanzaro? Corre anche l’11 di Vivarini e per il momento i biancazzurri devono restare in scia, al secondo posto, a tre punti di distacco dalla vetta e con due partite da vincere prima del big match del 27 novembre.
Effetto panchina. A dire il vero contro la Gelbison (miglior difesa in trasferta fino a domenica scorsa) Lescano e compagni sono andati al piccolo trotto e il Pescara si è messo a correre mandando il motore a pieno regine grazie ai cambi di Colombo. Panchina di grande spessore, prima Kraja e Aloi hanno dato ritmo al centrocampo, poi Kolaj, Delle Monache e Vergani hanno aggiunto qualità nell’uno contro uno. E quando di fronte hai una squadra che sa difendersi bene come la Gelbison, i duelli individuali diventano fondamentali. Bravo (e furbo) Delle Monache nel procurarsi il rigore, bravissimo Kolaj nel chiudere la partita e bravissimi Kraja, Aloi e Vergani nell’aver cambiato il passo da piccolo trotto a gran galoppo. Non solo loro.
Nella panchina del Pescara ci sono tutti giocatori potenziali titolari nelle altre squadre. Da Sommariva a Saccani, da Ingrosso a Crescenzi, da Crecco a Tupta sono risorse che Colombo sa come e quando sfruttare per compattare ancora di più un gruppo che ha già dato tante risposte importanti.
L’analisi del match. Primo tempo sotto ritmo, Palmiero in difficoltà nel far correre rapidamente il pallone, Mora per la prima volta al di sotto del suo straordinario standard e un’organizzazione difensiva al limite della perfezione della Gelbison. Il primo tempo è scivolato via così, senza grosse emozioni. Colombo ha poi pescato dalla sua infinita panchina e il Pescara si è coccolato gli uomini da uno contro uno. A conti fatti decisivi.
Il calendario. Nell’immediato futuro del Pescara, prima dello scontro diretto, ecco due gare contro Messina (in casa) e Turris (in trasferta). Entrambe le squadre sono l’esatto opposto della Gelbison: nessun muro davanti all’area di rigore ma tanta voglia di giocare e proporre. Il tecnico dei siciliani Auteri a Pescara è conosciuto, per aver allenato i biancazzurri nella passata stagione, la Turris dell’attaccante Riccardo Maniero gioca un calcio altrettanto propositivo. Entrambe hanno una somiglianza che fa stare allegro (ma non tranquillo) il tecnico Alberto Colombo. Il Messina è la penultima difesa del campionato con 23 reti subite (14 in trasferta, peggior retroguardia), la Turris l’ultima con 24. Per chi ha ancora in mente gli incubi del muro giallo della Gelbison è una bella notizia, ma c’è di più. Il Messina in trasferta ha giocato sei volte e ha rimediato altrettante sconfitte. Conoscendo il tecnico Alberto Colombo in settimana lavorerà molto sull’aspetto mentale per non rischiare cali di tensione che potrebbero essere pericolosissimi. La classifica però parla chiaro: i siciliani sono sempre tornati a casa con zero punti, hanno segnato una sola rete subendone ben 14. Sulla carta sarà una giornata completamente diversa dal punto di vista tattico rispetto a domenica scorsa. E Colombo sia augura anche a livello di batticuore.
Il pubblico. Se c’è stato un dato sorprendente in negativo domenica scorsa è stato quello legato alle presenze. Il trend era sempre in crescita, contro il Cerignola sugli spalti si era registrato il record stagionale con 4.600 spettatori e la settimana successiva furono tantissimi i tifosi al seguito a Castellammare. Le previsioni ipotizzavano oltre 5.000 presenze ed invece il dato ufficiale ha detto altro: neanche raggiunta quota 4.000 e il colpo d’occhio all’Adriatico non è stato dei migliori. Domenica prossima la speranza è che i numeri possano tornare a crescere in attesa del big match del 27 contro il Catanzaro.
Enrico Giancarli