Pescara-Maniero, rinnovo o addio

15 Dicembre 2014

L’Entella vorrebbe l’attaccante. Il Lanciano venerdì sfiderà la capolista Carpi senza Paghera

di ROCCO COLETTI

La Juventus rallenta, la Roma no. Accelera e si porta a meno uno dalla vetta della classifica nella domenica in cui si scontravano le prime quattro della serie A. Decisamente meglio i giallorossi che si sono imposti sul Genoa, al Ferraris, oltre lo 0-1 firmato da Nainggolan nella sfida più difficile, almeno nella carta. Lì dove la capolista, invece, ha perso. Va detto che sia la Juve che la Roma hanno sbagliato molto: i bianconeri nel primo tempo, la squadra di Garcia (anche un rigore di Ljajic respinto da Lamanna) nell’arco di una partita giocata per lungo tempo con l’uomo in più. Gli strascichi della Champions hanno ridato vigore e forza alla Roma che ha reagito da grande squadra all’eliminazione. Lo ha fatto nel giorno in cui Garcia ha rinunciato al tridente pesante, lasciando in panchina sia Totti che Destro e affidandosi all’attacco composto da Florenzi-Gervinho-Ljajic. Un bel duello, quello per lo scudetto. Una sfida giocata prima di tutto sul piano dei nervi. La Juventus, ultimamente in fase calante, ha visto spezzarsi la serie di vittorie di fila allo Stadium: sono 25 e abbracciano tre campionati. Va dato merito alla Sampdoria, al terzo posto insieme a Genoa e Lazio. E a quel Gabbiadini, per metà di proprietà della Vecchia Signora, in procinto di passare al Napoli. La Sampdoria per rimpiazzarlo è pronta a prendere Correa, 20 anni, dall’Estudiantes. Altri soldi che vanno all’estero...

Fanno riflettere le parole del presidente del Genoa Preziosi: «Troppe cose stanno succedendo a Roma, non vorrei che fosse coinvolto anche il calcio», ha detto riferendosi all’inchiesta su Mafia Capitale. Due sono le ipotesi: o Preziosi è a conoscenza di qualcosa che deve ancora emergere oppure ha perso una buona occasione per stare zitto.

Risale il Milan contro un Napoli involuto: la lotta per il terzo posto è più che mai aperta.

A Udine sono andati in rete due “ragazzi” del 1977: Antonio Di Natale ha sfondato il tetto di quota 200 gol in serie A, mentre Luca Toni ha realizzato il 300° gol in carriera. Bravi loro, per carità, ma possibile che la serie A non riesca a esprimere di meglio?

@roccocoletti1

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