«Pescara nel mio destino, trattativa chiusa in 24 ore»
Il centravanti: «Ho fatto l’esordio in A contro il Delfino e da piccolo trascorrevo l’estate in Abruzzo. Sono qui per centrare la salvezza e se arriva Gilardino...»
PESCARA.
Una tappa da non fallire. Alberto Cerri è arrivato a Pescara quasi per caso, con una trattativa-lampo chiusa l’ultimo giorno del 2016. Nipote del ciclista Ercole Gualazzini (ha vinto tappe al Giro, Vuelta e Tour de France) sa bene che nei momenti di difficoltà bisogna mettersi i piedi sui pedali. Lui vuole farlo, per arrivare il prima possibile al traguardo salvezza.
Alberto Cerri, lei è l’acquisto che nessuno si aspettava. Come è nata la trattativa?
«È successo tutto in fretta. Dopo aver giocato l’ultima partita con la Spal, il 29 dicembre, contro il Bari, il Pescara mi ha chiamato il giorno seguente. Ed io non ho esitato ad accettare. Ho parlato direttamente con il ds Leone, che ho avuto a Lanciano, poi c'è stato l'ok del mister. Essere qui per me è una grande responsabilità».
Perché ha scelto senza pensarci due volte?
«Sono tornato in serie A, in primis, anche se siamo in difficoltà a livello di classifica, ma è una grande opportunità quella che mi è stata offerta»
A Pescara con quali motivazioni?
«Sono arrivato qui con l’intento di fare bene e di centrare la salvezza»
Non ha paura di trovare poco spazio in biancazzurro, calcolando anche che a Ferrara negli ultimi due mesi ha giocato meno rispetto all’inizio di stagione?
«Non ho paura, io mi alleno sempre al massimo e mi faccio trovare pronto, poi tocca all’allenatore fare delle scelte. So bene che c’è concorrenza, ma non è un problema perché può essere uno stimolo in più»
Prime impressioni?
«Ottime. Ho trovato un grande gruppo, concentrato e carico per fare un grande girone di ritorno».
L’Abruzzo è nel suo destino, non crede?
«Si. L'Abruzzo è nel mio cuore. Da piccolo passavo l'estate qui, tra Giulianova e Roseto, poi il mio esordio in A è stato proprio contro il Pescara nel 2013, un segno del destino. E ho scelto la maglia numero 20 perché è il numero con il quale ho esordito in A».
L’impatto con Massimo Oddo come è stato?
«Si lavora tanto ed io ho bisogno di questo. Con lui mi trovo molto bene».
A Ferrara cosa non ha funzionato?
«Ho avuto spazio nei primi tre mesi, poi sono mancato per via degli impegni con la Nazionale e la squadra andava bene. Era giusto che si continuasse con determinati giocatori»
Carmine Gautieri, il padre della sua fidanzata Marianna, è stato un calciatore del Pescara. Le ha dato qualche consiglio?
«Mi ha parlato di una piazza calda, con una tifoseria passionale e di una città stupenda. Ho avuto modo già di constatare queste cose perché ho giocato contro il Pescara e quando giocavo a Lanciano ero spesso qui in città».
Il Pescara sta cercando un bomber. In pole c’è Gilardino, secondo lei è l’attaccante ideale?
«La carriera di Gilardino è sotto gli occhi di tutti. Se fosse lui l’attaccante che prenderà la società, tanto di guadagnato per noi»
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