Pescara, niente più alibi Adesso serve una scossa

Delfino a secco di vittorie da 3 partite e il tecnico Auteri deve trovare una soluzione alla difesa colabrodo (11 reti incassate). Frascatore e Drudi in dubbio per l’Entella
PESCARA. Il big match perso contro la Reggiana fa masticare amaro tutto l’ambiente biancazzurro. Un’amarezza che è sfociata subito in rabbia nelle parole del tecnico Auteri e del presidente Sebastiani per le evidenti sviste arbitrali che hanno condizionato il risultato. Dai gol in fuorigioco (il primo anche con un tocco di mano di Guglielmotti) all’espulsione non corretta di Di Gennaro: tutti episodi che hanno oggettivamente indirizzato il risultato ma che non devono diventare un alibi per mascherare delle carenze strutturali che la squadra ha evidenziato costantemente da inizio stagione. La beffa è che per 70’ contro un avversario di grosso spessore si era visto il miglior Pescara ma nell’ultima parte di gara è stato vanificato quanto di buono fatto. Sono tante le ombre che rendono poco limpido l’orizzonte di fronte a Gaetano Auteri.
Difesa colabrodo. A cominciare dagli oggettivi numeri che riguardano la fase difensiva: 11 reti al passivo, peggio ha fatto la Virtus Entella, con 12, prossima avversaria del Pescara. Statistiche impietose se vuoi pensare di vincere il campionato soprattutto perché figlie di oggettive difficoltà nell’interpretare la fase di non possesso. Ok le sviste arbitrali, ma sia sul primo che sul secondo gol il posizionamento degli uomini di Auteri è stato da brividi e qualche centimetro di oggettivo fuorigioco non può cancellare gli errori individuali e di sistema. E basta riavvolgere il nastro di qualche partita per vedere come la Viterbese abbia graziato Illanes e compagni o come Arena con il suo Gubbio abbia fatto passare i guai a Drudi e Frascatore. Ad Auteri si chiede qualche parola in meno contro gli arbitri in sala stampa e qualche accorgimento in più magari necessario per fronteggiare il nuovo 4-2-3-1 della Reggiana che negli ultimi 20’ ha capovolto il match.
Diambo. Il ghanese da 8 in pagella fino al momento dell’espulsione: il centrocampo con lui ha funzionato molto meglio sia in fase di impostazione che nelle transizioni negative e la domanda viene spontanea. Perché è stato impiegato cosi tardi? Ok l’infortunio in precampionato, ma averlo visto (e bene) solo per qualche minuto a Gubbio prima del match di domenica merita una spiegazione. Il classe 2001 ha regalato qualità, quantità e fisicità e la giocata per il gol di Ferrari ha strappato applausi a tutti.
Attacco. De Marchi fisicamente è devastante e crea con facilità ma poi sciupa con altrettanta facilità. Galano inutilizzato nelle ultime partite: perché? Un allenatore deve anche saper adeguare le sue idee a quelle che sono le caratteristiche degli uomini a disposizione soprattutto se dotati di un tasso tecnico che nulla ha a che vedere con la categoria. E adesso? Il ciclo delle partite chiave è iniziato male ma ha lasciato delle indicazioni positive su determinati concetti.
Verso Chiavari. Lunedì a Chiavari contro l’Entella servono risposte e sopratutto servirà concretezza. Creare tantissimo, concretizzare tanto (ma non tantissimo) e concedere gol a grappoli non porta da nessuna parte. Che piaccia o no questa è la realtà e al tecnico Auteri (che non ha mai schierato la stessa formazione per due partite di fila) il difficile compito di trovare una soluzione. Perché l’alibi degli arbitri, seppur vero negli episodi, non deve mascherare una realtà che rischia di far sprofondare il Pescara e di allontanarlo dai vertici della classifica. Basta poco: concetti base e cose elementari dell’abc difensivo. Poi la grande qualità del reparto offensivo farà il resto.
L’infermeria. Il difensore Frascatore ha un problema all’adduttore e rischia il forfait a Chiavari. Il centrocampista Pompetti sta continuando il percorso riabilitativo e verrà valutato nei prossimi giorni, mentre il centrale Drudi è fermo per un fastidio muscolare ed è in dubbio per il posticipo di lunedì prossimo.
Enrico Giancarli

