«Pescara, non ci faranno regali»

21 Luglio 2020

Il difensore Scognamiglio: per vincere a Trapani dobbiamo superare i limiti di tenuta mentale

PESCARA . «È il crocevia della stagione». Gennaro Scognamiglio non ha dubbi, la sfida di venerdì a Trapani è un appuntamento decisivo per il futuro del Pescara. Il centrale difensivo è il grande ex, con la maglia granata ha disputato un torneo straordinario nel 2015-16 arrivando a un passo dalla serie A, svanita per un soffio nella finale play off per mano del Delfino guidato da Massimo Oddo. Di quel Trapani, allenato da Serse Cosmi, Scognamiglio era una colonna e al termine del campionato ha stabilito il record di reti in carriera (8 in 45 gare). Ora al timone dei siciliani c’è Fabrizio Castori che lo ha avuto alle sue dipendenze nel 2017-18 a Cesena. L’ex tecnico di Lanciano e Castel di Sangro darà l’anima per tenere accesa la flebilissima speranza di portare in salvo il Trapani, penultimo con 35 punti a -7 dal Pescara e a -6 dalla Juve Stabia (quartultima), la squadra della città del 33enne biancazzurro.
Scognamiglio, è la gara dell’anno?
«Forse sì, anche se poi dovremo giocare altri due incontri contro Livorno e Chievo. Di sicuro, vincere al Provinciale significherebbe mettere una seria ipoteca sulla salvezza, ma su quel campo è sempre dura portare a casa un risultato positivo. Conservo un ricordo bellissimo di quella annata con Cosmi, è un piacere tornare in Sicilia, però avrei preferito farlo in una situazione più serena per entrambi i club».
Può indicarci la quota salvezza?
«Servono due successi per evitare i play out. Se dovessimo battere il Trapani, lunedì potremmo chiudere i conti all’Adriatico contro il Livorno che, tuttavia, non bisognerà sottovalutare. I toscani sono già retrocessi, ma le partite vanno sempre giocate. Comunque, a 48 punti saremmo al riparo da brutte sorprese».
Trapani in una situazione disperata. È un vantaggio per il Pescara?
«Per loro è l’ultima spiaggia, mi aspetto una squadra agguerrita e pronta a darci battaglia per 90 minuti. Conosco bene Castori, l’ho avuto tre anni fa a Cesena, non si arrende mai e non mollerà fino a quando avrà una piccolissima possibilità di raggiungere l’obiettivo. Anche a dicembre, quando è subentrato a Baldini, la classifica del Trapani era abbastanza compromessa e lui è riuscito a risalire la china. Non ci regalerà nulla, ne sono certo».
Quali sono le insidie?
«Dovremo fare attenzione alle loro ripartenze, Castori ha sempre dato una precisa impronta alle sue squadre. È abilissimo a farsi capire dai giocatori, ad entrare nelle loro teste e a pretendere l’applicazione dei suoi principi. A Cesena nel 2017 ha preso la squadra in una situazione difficile e l’ha portata alla salvezza togliendosi parecchie soddisfazioni. Ad esempio, siamo riusciti a battere varie big della B come Palermo, Parma e Frosinone».
Dalla ripresa del campionato 7 punti in altrettante partite. Delfino deludente.
«Anche noi ci aspettavamo un Pescara più brillante, soprattutto dopo la vittoria con la Juve Stabia. Purtroppo, abbiamo confermato di avere limiti di tenuta mentale. Con il Perugia meritavamo di chiudere il primo tempo sul 4-0, invece alla prima difficoltà ci siamo fatti travolgere dalla paura, gli avversari hanno preso coraggio riuscendo a rimontare. Quando prendiamo uno schiaffo, ne incassiamo subito un altro, eppure sul piano del gioco nessuno ci è stato superiore».
Che cosa ha portato Sottil?
«Prima del suo arrivo la squadra aveva perso certezze, era diventata poco cattiva. Sul piano caratteriale qualche progresso c’è stato, con Sottil abbiamo disputato tre prestazioni discrete, ma evidentemente non basta e bisogna tirare fuori qualcosa in più».
Difensore goleador (34 reti tra i professionisti in oltre 350 partite) ancora a secco a tre gare dalla fine. Sa che non le succedeva da dieci anni?
«Il gol mi manca e spero di sbloccarmi, anche se chiuderei volentieri la stagione a digiuno in cambio della salvezza del Pescara».
Giovanni Tontodonati
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