Pescara non segna più solo un pari a Chiavari

Terza partita consecutiva senza un gol su azione, davanti manca qualità Nel finale l’arbitro ignora un fallo da rigore di La Mantia su Bunino
Il primo pareggio del 2018 per il Pescara, il secondo 0-0 stagionale dopo quello conquistato a Cremona. I biancazzurri muovono la classifica senza entusiasmare più di tanto e con un risultato per nulla zemaniano, un po’ come il Pescara che il boemo allena, ma che non riesce ancora a convertire alle sue idee di calcio spettacolo. Dei ritmi alti, del pressing, dei tagli degli esterni d’attacco nemmeno l’ombra. Men che meno della squadra corta e aggressiva. Però, il Pescara fa la sua onesta partita. Non sfigura al cospetto della Virtus Entella. Ripete per larghi tratti la gara con la Salernitana, risolta con un calcio da fermo di Brugman.
A Chiavari il jolly potrebbe essere un’entrata scomposta di La Mantia, al 48’ della ripresa, su Bunino in area. Ci sarebbero gli estremi del calcio di rigore, ma Rapuano di Rimini non se la sente di assegnare il penalty dopo una gara in cui la Virtus Entella si è spesso lamentata del suo operato. D’altronde solo su un episodio si poteva decidere una partita povera di contenuti tecnici. Tirata sul piano agonistico, ma avara di giocate da ricordare. Il Pescara ancora una volta trova difficoltà in avanti. Il tridente non punge, l’ultimo gol su azione è quello di Mancuso a Foggia, alla prima di ritorno. Poi tre gare a bocca asciutta, fatta eccezione per la punizione di Brugman della scorsa settimana. E’ un bel problema per Zeman che non riesce a inculcare agli attaccanti mentalità e movimenti da fare. E’ lampante la carenza di qualità nei tre lì davanti. L’unico in grado di inventare qualcosa è Brugman, ma lo conoscono tutti e tutti cercano di arginarlo. Regge l’urto la difesa in cui Zeman fa rientrare l’esperto Campagnaro al posto del giovane Gravillon. E quando la linea a quattro non tiene c’è sempre Vincenzo Fiorillo a fare buona guardia tra i pali. Per carità, nessun miracolo, ma l’estremo difensore genovese para tutto quello che c’è da parare, vincendo il duello a distanza ingaggiato con Aramu che cerca di trafiggerlo in diverse occasioni. Il pareggio di Chiavari serve per mantenere la posizione a metà classifica. Restano due i punti di distacco dall’ottavo posto, occupato dal Parma e dalla Cremonese. La speranza è che il Pescara cresca con il passare del tempo. Che diventi un tantino zemaniano. Solo così potrà concretamente aspirare a qualificarsi ai play off. Oggi continua a essere un’incompiuta. Con due problemi strettamente legati tra di loro: la qualità tecnica della squadra affatto eccelsa e le difficoltà dell’attacco. Pettinari non segna dall’8 dicembre scorso, a Cesena; Mancuso continua a deludere le attese; e Yamga è un pesce fuor d’acqua che a Chiavari ha anche fallito un paio di ghiotte occasioni davanti al pescarese Iacobucci. La speranza è che Zeman possa guadagnare qualcosa dai ritorni dei tanti assenti. In primis dall’esterno d’attacco Falco che al momento del suo arrivo, a gennaio, è finito direttamente in infermeria senza passare dal campo. Molto diranno le prossime due gare in calendario, entrambe all’Adriatico-Cornacchia contro la Cremonese (sabato alle ore 15) e il Carpi (martedì 27 febbraio in notturna). C’è bisogno di un’accelerazione in classifica. Occorre un cambio di passo alla squadra, piuttosto piatta nello sviluppo dell’azione.
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