Pescara, pari e polemiche E il terzo posto si allontana

21 Febbraio 2022

Gol annullato a Ferrari nel finale, ma il Delfino (con l’uomo in più) non punge

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FERMANA (3-4-3): Ginestra 6.5; Blondett 6, Urbinati 6.5 (1’ st Sperotto 6), Scrosta 6.5; Rossoni 6, Mbaye 6.5 (43’ st Capece 6), Graziano 6.5, Alagna 5; Pannitteri 6.5 (27’ st Tassi 6), Cognigni 7 (27’ st Kyeretemang 6), Simonelli 6 (7’ st Parodi 6).All.: Riolfo (squalificato, in panchina Pantera).

PESCARA (4-2-3-1): Sorrentino 5.5; Cancellotti 5.5, Ierardi 6, Drudi 6, Veroli 5.5 (33’ st Frascatore sv); Pompetti 6, De Risio 5.5 (7’ st D’Ursi 6.5); Clemenza 6, Pontisso 6.5, Rauti 6.5 (23’ st Ferrari 6); Cernigoi 5 (33’ st Blanuta sv). Allenatore: Auteri

Arbitro: Mirabella di Napoli
Reti: 16’ pt Cognigni, 16 st’ D’Ursi (rig). Note: spettatori 1100 circa (500 da Pescara). Espulsi Alagna, al 5’ st, e Ferrari, al 50’ st, per doppia ammonizione. Ammoniti: Rauti, Ferrari, Mbaye, Parodi.
FERMO
Dopo 94’ di noia o quasi, all’ultimo secondo utile Ferrari fa esplodere la gioia dei circa 500 tifosi biancazzurri presenti al Recchioni di Fermo. Se non fosse per un fischio dell’arbitro che annulla tutto. Le proteste sono tantissime. Ma cosa è successo? Fallo di mano nel controllo del pallone del centravanti biancazzurro, ma anche la beffa con il secondo giallo e l’espulsione. Le immagini, non chiarissime, sembrerebbero smentire l’arbitro perché il tocco di Ferrari è sulla spalla. Restano tantissimi dubbi su quel fischio. Come restano i dubbi sulla prova del Pescara che, con l’uomo in più per quasi tutto il secondo tempo, non va oltre l’1-1 con la Fermana e si salva grazie al rigore procurato e trasformato in gol da D’Ursi.
Auteri, a fine partita, dirà di non avere nulla da rimproverare ai suoi, ma i fatti raccontano che solo Pontisso ha tirato in porta (centrando la traversa, nella ripresa) e che il possesso palla si è rivelato sterile e senza mai impensierire la difesa marchigiana. Un pareggio che sa di sconfitta, perché il Cesena allunga a + 7 in ottica terzo posto e perché per 40’ nella ripresa, con la superiorità numerica, il portiere gialloblù Ginestra ha fatto lo spettatore non pagante. Auteri si è detto soddisfatto nel post gara, ma le sue parole non possono essere condivisibili perché non ci sono state soluzioni per superare il muro disegnato con intelligenza da Riolfo e rinforzato dal gol arrivato dopo 16’.
Da applausi i tifosi biancazzurri che hanno riempito il settore ospiti, ma avrebbero meritato una vittoria e non 94’ minuti di sterile possesso palla. Auteri conferma il modulo con tre centrocampisti: Pontisso e Pompetti a turno hanno licenza di avvicinare Cernigoi, mentre De Risio resta più bloccato. Cancellotti è preferito a Zappella e Ierardi rimpiazza Ingrosso.
Cernigoi torna titolare al posto di Ferrari, non al meglio per un colpo ricevuto al costato. L’ex Seregno, però, non inciderà mai e la fotografia della sua partita è a metà primo tempo, quando Pontisso lo manda in profondità. Lui ha vantaggio sul difensore, ma si fa recuperare e perde il duello. Intanto la Fermana aveva già festeggiato: minuto 16, sugli sviluppi di una punizione, Pannitteri calcia da fuori con il sinistro. Sorrentino si limita ad una corta ribattuta che diventa oro colato per Cognigni che scappa a Veroli e trova il vantaggio. Ti aspetti una reazione del Pescara, ma Ginestra resterà inoperoso e il tanto possesso palla, associato alla buona volontà, non può bastare. Un aiuto lo dà ad inizio ripresa Alagna, che non può tenere Rauti e lo mette giù. Secondo giallo e per i biancazzurri 40’ di superiorità numerica. Resta però il dominio sterile anche se D’Ursi porta vivacità e su invito di Rauti si procura il rigore che trasforma spiazzando Ginestra (16’).
È la volta buona per il cambio di passo? Neanche per idea. Solo Pontisso spaventa con un gran destro, ma trova la traversa prima del controverso episodio finale. Che ha chiaramente penalizzato il Pescara. Ma se si vuole essere protagonisti bisogna fare molto di più. Un gol segnato (su rigore) nelle ultime tre gare è un campanello d’allarme. Da ascoltare e anche in fretta perché mercoledì si torna in campo a Pesaro.
Enrico Giancarli
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