Pescara, pari e rimpianti Rigore sbagliato da Mancuso e l’Ascoli acciuffa Brugman

26 Novembre 2018

Meglio i biancazzurri nel primo tempo, ma dopo l’1-0 si tirano indietro I bianconeri nella ripresa fanno valere organizzazione di gioco e fisicità

PESCARA. Un bel derby. Gol, occasioni da rete, ribaltamenti di fronte, cartellini gialli e rossi e una bella cornice di pubblico (9.060 spettatori, tra paganti e abbonati, record stagionale). Tutto d’un fiato in un pomeriggio tanto grigio e cupo quanto intenso di emozioni. Il pareggio lascia l’amaro in bocca ad entrambi, nel senso che sia il Pescara che l’Ascoli sono tornati negli spogliatoi con la sensazione di aver lasciato per strada due punti. Potevano vincere entrambi al termine di una partita vibrante e senza pause. Una battaglia all’Adriatico-Cornacchia, dal primo all’ultimo minuto.
È il primo pareggio casalingo per i biancazzurri che falliscono l’aggancio al primo posto in classifica occupato dal Palermo che, quindi, conserva i due punti di vantaggio. Qualche rimpianto in più per il Pescara, vuoi per il rigore che Lanni ha respinto a Mancuso, sullo 0-0, e per quegli ultimi minuti giocati in superiorità numerica senza creare pericoli alla porta avversaria. Ma l’Ascoli il punto se l’è meritato giocando una partita a viso aperto e sfruttando la maggiore fisicità su un campo allentato dalla pioggia. Un derby sul filo dell’equilibrio con il primo tempo appannaggio ai punti dei biancazzurri; nel secondo meglio i bianconeri. Nella prima frazione di gioco protagonisti i portieri: un paio di buoni interventi di Fiorillo, al 15’ su Ardemagni e al 27’ sullo stesso centravanti ascolano; ma il più impegnato è decisamente Lanni, al rientro tra i pali. Al 17’ è bravo a respingere il rigore calciato da Mancuso (fallo di Laverone sullo stesso Mancuso) e poi nel finale di tempo si esalta prima su Mancuso e poi su Memushaj. Il Pescara raccoglie dopo aver seminato all’inizio della ripresa con il capitano Gaston Brugman, il cui destro al volo è una rasoiata che trafigge Lanni. Un gol con dedica alla zia arrivata pochi giorni fa dagli Stati Uniti. Una volta sbloccato il risultato il più sembra fatto, ma così non è, perché il Delfino non ha più forza nelle gambe. Si limita alla fase difensiva e non insegue il raddoppio. Magari accusa anche un po’ di stanchezza alla lunga. L’Ascoli, invece, fa valere organizzazione e fisicità. Gioca con intensità. Al 16’ il palo di Cavion - un bel diagonale dalla sinistra - è il preludio al pareggio che arriva al 19’. Qualche secondo dopo l’ingresso in campo di Rosseti (al posto di Ngombo) che regala l’assist dell’1-1 a Matteo Ardemagni che per la quarta volta in carriera castiga il Pescara. Squadra messa male in campo sulla palla persa da Marras e l’Ascoli è implacabile per la gioia dei circa 2.000 tifosi bianconeri sistemati in curva Sud. C’è tempo per reagire, ma i biancazzurri lì davanti non pungono. Non lo fanno nemmeno in superiorità numerica per l’espulsione di D’Elia al 26’. Sono i bianconeri a tenere bene il campo, il Pescara attacca ma non sfonda. E a tratti la sensazione è che i padroni di casa siano in inferiorità numerica e non viceversa. Pillon manda diversi attaccanti in campo, ma la difesa ospite non corre mai seri pericoli. Una vittoria nelle ultime cinque partite per il Delfino che accusa un rallentamento fisiologico. Anche perché sui campi allentati dalla pioggia le qualità della squadra risultano sbiadite. La brillantezza viene meno. Onore all’Ascoli e all’ex Vincenzo Vivarini: non rinunciano mai a giocare e finiscono per meritare il punto. Chiaramente devono ringraziare Lanni - al rientro al posto di Perucchini - nel primo tempo, ma nella ripresa il portiere bianconero non viene quasi mai impegnato. La scelta di partire con Monachello al centro del tridente d’attacco non paga. L’ex ascolano dà battaglia, ma non punge e Mancuso sulla sinistra sembra sprecato, non abbastanza nel vivo del gioco. Lì davanti si avverte la mancanza di uno stoccatore, un refrain non di ieri. Nelle retrovie, in compenso, da sottolineare la grande prestazione del francese Gravillon, il migliore in campo. Una diga. Sul piano caratteriale la risposta dopo la sconfitta di Palermo c’è stata. Non è arrivata la vittoria, ma il Pescara c’è. Anche il Lecce, vittorioso con la Cremonese, terzo a un punto dai biancazzurri che domenica sera (ore 21) saranno di scena a Perugia.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA