Pescara, poker e festa ora sotto con il Trapani

Finale ipotecata in 45’ (2-0), ritorno del Novara e 4-2 firmato da Verde
PESCARA. Una passerella per il Pescara, una notte magica di preparazione alla finale play off che i biancazzurri disputeranno contro il Trapani: domenica sera all’Adriatico-Cornacchia e giovedì al Provinciale. Primo tempo di marca biancazzurra, secondo appannaggio del Novara. E quando il 2-2 rischiava di essere una macchia sul cammino dei play off ecco la doppietta del redivivo Verde. Successo senza eccessivo pathos, dal momento che il discorso qualificazione era stato già ipotecato domenica scorsa grazie allo 0-2 del Piola. Una passerella perché la rete del solito Gianluca Lapadula (e sono 29!) dopo poco meno di un paio di minuti ha disinnescato le ambizioni del Novara che pure era sceso all’Adriatico-Cornacchia con l’intenzione di fare la “guerra”. Intenzione rimasta sulla carta, perché il diagonale del capocannoniere della serie B – ispirato da un assist al bacio di Pasquato – ha definitivamente schienato gli azzurri dell’ex Marco Baroni. Che hanno perso motivazioni e ardore agonistico con il passare dei minuti, visto che al 9’ Caprari ha fatto gridare al gol con una conclusione dalla distanza che ha mandato la palla sulla traversa e poi ancora a terra. E poi, al 34’, Pasquato con un destro al volo ha monetizzato un bel cross dalla fascia di Benali. Sul 2-0 la gara ha perso di mordente e il Pescara ha iniziato a giocare sul velluto, pensando alla finale. Sin troppo visto che allo scadere del tempo i piemontesi hanno accorciato le distanze con un’autorete di Zampano pressato fallosamente (vero Abisso?) da Lanzafame. Rete che non ha cambiato l’umore dei circa 17mila spettatori che hanno colorato di biancazzurro lo stadio, ma quello di Massimo Oddo sì: letteralmente su tutte le furie il tecnico chiamato a tenere alta la tensione dei suoi che nella ripresa hanno abbassato il ritmo favorendo il ritorno del Novara che ha pareggiato i conti con Buzzegoli (al 28’) complice una disattenzione di Fiorillo per poi arrendersi alle reti di Verde. Al netto di un fisiologico calo di attenzione a qualificazione ormai in pugno, il Pescara ha dimostrato di essere in salute, nonostante Oddo abbia tenuto a riposo Torreira, uno dei protagonisti del Piola, e sia stato costretto a rinunciare a Memushaj, in ritiro con la Nazionale, che però ci sarà domenica. Buono l’approccio, gioco fluido e scorrevole, diverse occasioni da rete costruite, rischiando davvero poco nelle retrovie. Tra andata e ritorno, il Pescara ha rifilato sei gol alla difesa meno battuta del campionato di serie B, un segnale di forza non indifferente dopo una stagione logorante. Il tutto in un ambiente festoso (che spettacolo la ola sugli spalti) che ha fatto le prove generali per la sfida di domenica sera contro il Trapani. Buone indicazioni dal campo, qualcuna rischia di mettere in difficoltà Massimo Oddo visto che, ad esempio, ha ammirato un Cristian Pasquato in palla, capace di dispensare assist e gonfiare la rete. Insomma, il Pescara è fresco mentalmente e pronto a incrociare i guantoni con i granata di Serse Cosmi. Nell’arco dei 180’ dovrà segnare un gol in più degli avversari che partono con il vantaggio della migliore posizione in classifica che potrebbe risultare decisiva in caso di parità di reti tra andata e ritorno. La squadra di Oddo disputerà la finale play off per la serie A per la seconda stagione di fila e anche questa volta sarà chiamata a fare l’impresa che l’anno scorso a Bologna non è riuscita. Questa volta i presupposti sono diversi, i biancazzurri hanno maggiori certezze sul piano del gioco e della finalizzazione. Hanno, tanto per fare un esempio, un Lapadula che è una sentenza di condanna per gli avversari.
Sarà una sfida tra filosofie di gioco agli antipodi: il Pescara ha più qualità, il Trapani maggiore solidità.
Entrambi una precisa identità: i biancazzurri prediligono giocare palla a terra e sono abili negli inserimenti; i granata fondano le proprie certezze su una difesa a cinque rocciosa, su un contropiede letale e sulla capacità di sfruttare i calci piazzati; il calcio pieno di bollicine di Oddo contro l’esperienza e il pragmatismo di Cosmi: uno solo festeggerà la serie A.
@roccocoletti1
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