«Pescara promosso, ma con riserva»

2 Gennaio 2015

Tifosi, addetti ai lavori ed ex analizzano il girone d’andata iniziato male e finito con il successo di Livorno

PESCARA. Promosso con riserva. Il girone d'andata del Pescara non ha lasciato completamente soddisfatti addetti ai lavori e personaggi pubblici della città che seguono con attenzione le vicende dei biancazzurri. Solo l'ultimo trend di risultati positivi ha salvato, in parte, il bilancio della prima metà della stagione e, allo stesso tempo, ha posto le basi per un 2015 pieno di buoni propositi.

«Il livello di questa serie B è mediocre», sottolinea l'ex centravanti Edi Bivi. «Non so se dipende dalla scarsa qualità generazionale dei giocatori e dalla mentalità tutta italiana di rischiare poco i giovani. Fatto sta che sono bastate due vittorie di fila per trovarsi a ridosso delle prime. A mio avviso, il Pescara ha tutte le carte per giocarsela ai play off con una coppia d'attacco come Maniero, la classica boa d'area, e Melchiorri, che mi ricorda vagamente l'ex veronese e juventino Domenico Penzo, per il modo con cui sguscia tra le linee».

«E' un'annata altalenante», dice il presidente della camera di commercio Daniele Becci. «Siamo passati con troppa frequenza a momenti di pura depressione fino all'entusiasmo attuale. Tutto ciò ha una logica se consideriamo il gruppo completamente nuovo che Baroni ha dovuto plasmare nonostante le difficoltà per gli infortuni e le assenze dei nazionali. L'augurio è che, finalmente, sia arrivata la svolta».

«La squadra sta venendo fuori alla distanza», evidenzia l'ex presidente Franco Fedele. «Mi dispiace per le critiche ingenerose ricevute dalla proprietà che ha costruito, mai come quest'anno, una rosa ottimale. L'attacco è uno dei migliori della categoria, il centrocampo è altamente qualitativo con il rientro di Brugman e la difesa, pian pianino, si sta assestando».

«Gli ultimi risultati dimostrano una crescita costante e sono ottimista per il girone di ritorno», aggiunge Vincenzo Marinelli, ex presidente del Pescara e dirigente dell’under 21 azzurra.

Qualche perplessità, invece, affiora dall'analisi tecnica di Bruno Pace. «Secondo il mio punto di vista il bilancio è magro, perché per la qualità dei giocatori il Pescara è troppo indietro in classifica. Il gioco si è visto solo a intermittenza con qualche folata individuale e il tecnico Baroni mi pare sempre frenato nel suo modo di interpretare le partite, e questo limite era già emerso l'anno scorso a Lanciano. Basta ricordare che ha lanciato Vitturini solo per necessità, quando mancavano tutti i terzini. Finalmente a Livorno si è visto un atteggiamento più propositivo con gli esterni difensivi più attivi in fase di spinta e Salamon e Selasi sicuri centralemnte. Ciò mi lascia sperare in una svolta».

Il regista William Zola, che in passato ha giocato con la De Martino biancazzurra, coglie l'occasione per ribadire le ambizioni della piazza. «Pescara è una città con uno stile di vita tutto particolare. Pertanto anche la squadra di calcio non sfugge alle umoralità dei suoi tifosi. Dispiace vedere la curva vuota perché si crea un'aria di pessimismo generalizzato. Se pensiamo alle difficoltà che incontrano Bari, Brescia e Catania ci risolleviamo ma vediamo anche che a Lanciano, Carpi e Frosionone, dove la pressione è minore, i risultati arrivano. Forse il segreto sta nell'avere una formazione base per qualche anno e cementarla di volta in volta con un ritocco. Il lavoro di Baroni, in questo senso, non è stato facile. Dal mercato di gennaio mi aspetto un rinforzino dopo l'infortunio di Grillo».

Interessante è anche il pensiero del direttore sportivo Fabio Lupo. «Nel complesso le aspettative della vigilia sul Pescara sono state disattese. Credo, però, che il tecnico sia stato bravo a cambiare modulo, perché le caratteristiche della maggior parte dei giocatori non sposavano alla perfezione il 4-3-3. D'altronde», sostiene Fabio Lupo, «questo è un torneo livellato con diverse squadre racchiuse in 5-6 punti. Non esiste il Palermo tritatutto dell'anno scorso, tanto che lo stesso Bologna, che con Corvino si appresta a un calciomercato importante, sta incontrando difficoltà sorprendenti».

Per l'ex capitano di due promozioni in serie A Bruno Nobili diventa fondamentale essere in forma a primavera. «I campionati si decidono notoriamente tra marzo e aprile. Tra alti e bassi il Pescara ha dimostrato di potersela giocare con tutte e siccome il livello di questa serie B non mi pare trascendentale si può sperare per il meglio».

Il tenore Piero Mazzocchetti, ambasciatore di Pescara nel mondo, preferisce restare con i piedi per terra. «Sono spesso in giro all'estero e mi accorgo di quanto entusiasmo ci sia tra i tifosi che vivono lontano dall'Abruzzo. A tutti dico», il pensiero di Mazzocchetti, «che bisogna accontentarsi del momento perché non è facile investire nel calcio in un momento di crisi economica».

La supertifosa Nella Grossi del Club Donne Biancazzurre, invece, tira le orecchie ai contestatori della tribuna. «Non capisco perché certa gente che viene allo stadio, addirittura non pagando nemmeno il biglietto, vuole tutto e subito. D'accordo che i risultati delle ultime tre stagioni non sono stati eccezionali, ma questo che non significa che la proprietà non abbia agito per il bene della città. Poi, non tollero questa diffidenza nei confronti di Baroni, che ha giocato ad alti livelli nel Napoli scudettato di Maradona, nella Roma e nel Verona. Cambiare in corsa un allenatore non risolve mica i problemi, lo abbiamo visto nella scorsa stagione con Cosmi al posto di Marino. E allora, tanto vale avere più fiducia in questo staff».

Piuttosto ottimisti sono i rappresentanti istituzionali della città. «Possiamo aspettarci tante soddisfazioni dopo qualche sofferenza di troppo», dice il sindaco di Pescara Marco Alessandrini.

«Girare a 28 punti non è poi così male», aggiunge l'assessore allo sport Giuliano Diodati. «Siamo in media per raggiungere quantomeno i play off».

Il direttore della Caritas Don Marco Pagniello è un vecchio cuore biancazzurro, avendo lavorato da Eriberto ai tempi delle promozioni in serie A targate Giovanni Galeone. «Stimo molto come persona equilibrata l'allenatore Marco Baroni e sono convinto che riuscirà a tirare il massimo da questo gruppo. Purtroppo non è facile avere continuità di risultati quando si lavora con i prestiti dei calciatori. Mi auguro che in futuro si possa avere una rosa composta per intero da giocatori di proprietà e fare un progetto a lunga scadenza».

«I risultati nel calcio sono determinanti», sottolinea l'ex ala destra biancazzurra Rocco Pagano. «Prendete Andrea Camplone, che rischiava l'esonero se non batteva il Cittadella, dopo essere stato primo in classifica con il Perugia. Anche a Pescara la piazza è esigente ma non bisogna mai esprimere giudizi affrettati, anche perché le potenzialità per far bene ci sono tutte. Bravo Baroni a capire che non ci sono gli esterni adatti per il 4-3-3».

«Il girone di andata è andato», conclude simpaticamente Germano D'Aurelio, in arte N'Duccio. «Per fortuna non tutta la squadra è andata. Speriamo con il ritorno dei risultati di riscaldare la fiamma della passione di tutti quelli che chiacchierano in cantina e non arrivano alla mattina».

Marco Ratta

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