Pescara punta su Clemenza per sfatare il tabù Entella

8 Ottobre 2021

L’attaccante vuole il riscatto e il quarto gol stagionale: «Basta passi falsi»

PESCARA . Smaltita, si fa per dire, la rabbia per la partita persa contro la Reggiana, il Pescara inizia a pensare concretamente alla trasferta di lunedì (ore 21) a Chiavari contro la Virtus Entella. Sul campo dei liguri il Delfino negli ultimi anni ha sempre sofferto. Nelle ultime due stagioni ha dovuto alzare bandiera bianca: 3-0 l’anno scorso e 2-0 nella stagione 2019-2020. Nelle precedenti due stagioni solo pareggi (senza gol) e l’unica vittoria (2-5) che risale al campionato 2014-2015. Una gara, dunque, difficile e tra due squadre che non fanno della difesa la loro arma migliore: 11 le reti subite dai biancazzurri, 12 quelle incassate dai liguri, ma il cambio di marcia del Pescara deve necessariamente passare attraverso un oggettivo e tangibile miglioramento tattico e individuale della fase di non possesso. Il tecnico Auteri conta di recuperare almeno Frascatore (affaticamento all’adduttore), mentre per Drudi non sembrano esserci margini per un’eventuale convocazione visto il fastidio muscolare. L’allenatore del Pescara non ha mai parlato esplicitamente di problemi nel reparto arretrato, ma i numeri dicono altro e impongono un cambio radicale. Se è vero che il Pescara qualcosa deve pur concedere per come interpreta le partite, è altrettanto vero che quel qualcosa non può essere sempre e comunque una limpida palla gol per gli avversari perché siamo pur sempre in serie C e le chiare occasioni spesso si tramutano in reti.
Ecco Pompetti. A Chiavari la buona notizia è che torna a disposizione Marco Pompetti: il centrocampista ha smaltito il problema muscolare al flessore e per Auteri ecco un’opzione in più. I dubbi, come spesso succede, riguardano il reparto avanzato. Scalpita Franco Ferrari che a suon di prestazioni convincenti partendo dalla panchina vorrebbe una possibilità dal primo minuto e oggi appare favorito su De Marchi. A sinistra D’Ursi e Marilungo sono in ballottaggio al pari di Clemenza e Galano sull’altra corsia. Di Galano abbiamo detto di tutto e di più: 180’ di panchina nelle ultime due partite fanno pensare a qualcosa che va oltre l’aspetto tecnico. Che la terza stagione in biancazzurro di Galano non sia nata sotto una buona stella si era capito già ad agosto, ma che non possa giocare in serie C e fare la differenza diventa difficile crederlo. In quel ruolo Luca Clemenza sta facendo benissimo e la sua corsa con tanto di sorriso e braccia allargate dopo un gol segnato rappresenta la speranza dei tifosi biancazzurri.
Clemenza è pronto. Galano e Clemenza possono convivere? Con il 3-4-3 appare difficile. Con un elastico 4-2-3-1 tutto è possibile. Ma intanto l’ex attaccante della Juventus con la mente già è proiettato alla trasferta Chiavari. «Dobbiamo reagire subito. Non dimentichiamoci che, nonostante la sconfitta, per gran parte del match contro la Reggiana abbiamo dominato. Siamo consapevoli della nostra qualità e ci stiamo preparando bene per la prossima partita». Impossibile non parlare con Clemenza del suo periodo favorevole, fatto di gol (3) e di prestazioni convincenti. «Sono contento di aiutare la squadra e di far bene. Ma vogliamo le vittorie». A cominciare da Chiavari. «Assolutamente sì. Loro sono retrocessi dalla B e hanno grandissimi valori. Sarà difficilissimo perché sono molto forti ma vi assicuro che arriveremo pronti e non sbaglieremo». Luca Clemenza è diventato famoso quando, durante un match con la maglia della Juventus, si inventò un gol capolavoro che riuscì a strappare un sorriso anche a Max Allegri. L’avversario era il Benfica e l’esultanza fu uguale a quella che a Pescara conoscono bene: corsa con i capelli al vento e sorriso. Clemenza ricorda con piacere quei momenti. «Nessun segreto, quando riesco a spostarmi la palla e a colpirla bene con il sinistro sono contento che poi vada a finire alle spalle del portiere. Devo dire che è un bel tiro». Non bello, bellissimo. Sperando che poi non venga vanificato. Successe a Pisa in B con i biancazzurri poi sconfitti all’ultimo secondo, è successo a Gubbio dove Arena prima del gioiello di Clemenza aveva già fatto tanti danni.
Enrico Giancarli
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