Pescara, rigori e proteste Sebastiani: «Serve il Var»

27 Ottobre 2023

Il patron: «Troppi errori, occorre la tecnologia in campo anche in campionato»

PESCARA. Il Pescara si lecca le ferite dopo il ko con la Torres e ora insegue i sardi a -6 in classifica. Cosa non ha funzionato mercoledì sera all’Adriatico? Due sono le criticità emerse. La prima, oramai ricorrente e che inizia diventare pericolosa, è la poca concretezza in zona gol.
Pochi gol. Fino a questo punto della stagione spesso Cuppone, troppe volte Merola a tratti anche Accornero hanno litigato con il gol. Tommasini e Vergani, i centravanti scelti in estate, sono ancora non pervenuti vuoi per una condizione fisica che li ha condizionati vuoi per le scelte tecniche. Se a questo si aggiungono le due traverse centrate da Cangiano e Moruzzi ecco che la Torres è andata via dal’Adriatico con l’intera posta in palio.
La seconda criticità? Un’organizzazione di squadra migliore palesata dai sardi. Scotto e compagni hanno dimostrato di avere un’identità chiara e precisa basata sulla solidità difensiva ma anche e soprattutto sulla capacità di creare sempre un vantaggio nelle giocate offensive grazie ai movimenti dei suoi attaccanti supportati da un Ruocco in versione speciale.
Per 20’ del secondo tempo, dopo il gol del 2-0 per intenderci, il Pescara è stato molto più bello e pericoloso della Torres. Ma non basta una fetta di partita per portare a casa punti e convincere al 100%. E Zeman lo ha detto in modo esplicito nel dopo partita. «Abbiamo regalato il primo tempo». Aggiungiamo noi: anche l’approccio nella ripresa con la squadra che ci ha messo un po' troppo a capire il nuovo assetto con Manu e Tommasini.
Centrocampo al buio. Il centrocampo? Non nella sua migliore serata, in attesa di vedere quello pensato in estate con Squizzato, Franchini e Tunjov. E Aloi jolly di lusso. Senza nulla togliere a De Marco, Manu e Dagasso che stanno facendo il loro percorso di crescita.
Il pensiero del presidente. Daniele Sebastiani ha analizzato la gara persa contro la Torres dicendo la sua sulla questione relativa alle palle gol. «Dobbiamo essere più concreti li davanti», ha detto il presidente del Pescara, «ora soffriamo per quello. Accornero sul finale di tempo doveva sbloccare la partita ma non è stato fortunato. Dobbiamo migliorare con il lavoro. A me Tommasini è piaciuto, Vergani deve ancora entrare a pieno regime. Con il tempo e gli insegnamenti di Zeman diventeremo precisi sotto porta. Poi saranno problemi per gli altri. Mercato di gennaio? Assolutamente no, vogliamo solo migliorarci con i nostri ragazzi. Preoccupato per il -6 dal primo posto? No, perché non ho visto una squadra che ci ha messo sotto. Non ho visto grosse differenza in campo come invece era successo lo scorso anno con il Catanzaro».
E il presidente Sebastiani non è affatto deluso del match contro la Torres. «Loro sono una buona squadra molto organizzata e con esperienza. Fanno un’ottima fase difensiva ma poi giocano al calcio e si propongono. Meritano di stare davanti, ma io non sono affatto deluso. Noi paghiamo le nostre solite disattenzioni. Guardate il secondo gol preso in modo ingenuo. Ci può stare nel percorso di crescita. Purtroppo abbiamo regalato il primo tempo, sono d’accordo con Zeman. Dopo il 2-0 ho visto una grande squadra. Gol, due traverse e l’errore di Merola alla fine. Siamo vivi e lo abbiamo dimostrato. E fatemi aggiungere un applauso per Plizzari: giocatore di altissimo livello. Lui sta facendo un grande campionato e sta dimostrando perchè nel Milan ci puntavano così tanto».
Var e rigori. Sebastiani poi punta l’indice sull’episodio del rigore non concesso a Mesik e lancia un messaggio importante sul Var con tanto di frecciata polemica. «Il rigore non dato a Mesik mercoledì? Cosa possiamo farci? Lo hanno visto tutti. Dimostrazione che non si può più fare a meno del Var. In serie C nessuno se lo può permettere? Troviamo uno sponsor, inventiamo qualcosa ma non possiamo permetterci di vedere i campionati falsati. Poi il Var arriva ai play off e noi andiamo fuori per mezzo piede di Merola in fuorigioco contro il Foggia».
Prima di salutare, il presidente Sebastiani manda un messaggio chiaro e preciso per il match di domenica. «La Recanatese? Ora dobbiamo vincere e basta, servono i tre punti per lottare nelle zone alte della classifica. Altro non dobbiamo dire ma attenzione: loro sono ben attrezzati. Melchiorri, Sbaffo, e tanti altri sono giocatori di livello. Guai a sottovalutarli».
Enrico Giancarli
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