PESCARA RISCOPRE IL BELLO DEL CALCIO
Il primo segnale forte ce lo aveva dato nella gara di Coppa Italia con il Chievo, all'esordio in campionato il nuovo Pescara, nonostante sia stato bloccato sul pari da un Trapani in versione di...
Il primo segnale forte ce lo aveva dato nella gara di Coppa Italia con il Chievo, all'esordio in campionato il nuovo Pescara, nonostante sia stato bloccato sul pari da un Trapani in versione di semplice sparring partner, ha strappato di nuovo applausi e consensi grazie a una prestazione ancor più convincente sul piano del gioco, della corsa, dell'organizzazione in campo, della determinazione e del coraggio.
Sì, una partita di calcio come non se ne vedeva da tempo all'Adriatico con conclusioni a raffica, una serie incredibile di palle-gol fallite di un soffio, qualità e quantità a supporto di un collettivo in cui tutti remano, anche sudando, nella stessa direzione. Sicuramente non è un caso se, lasciando lo stadio, mi è tornato alla mente quel Pescara - Lazio dell'86 quando io e tutti quelli che avevano assistito alla partita scoprimmo una squadra che avrebbe scritto una delle pagine più belle della storia biancazzurra.
Finì in pareggio e fu anche allora una beffa, bastò per far scoccare una scintilla che presto avrebbe infiammato tutto l'ambiente, dentro e fuori dal campo. Anche quel Pescara veniva da una delusione cocente ed era stato costruito a costo zero dopo aver buttato a mare gran parte dei veterani che avevano trasformato in un incubo un campionato iniziato con grandi ambizioni. Altra storia, è vero, e anche abbastanza datata, ma certi segnali vanno oltre il tempo se si prende il calcio per quello che è. Un gioco collettivo, appunto, in cui il gruppo, il lavoro che si fa insieme nel corso della settimana, la voglia di dare sempre il massimo, l'atteggiamento con il quale si affronta l'avversario valgono molto più delle qualità del singolo.
Il Pescara di oggi, che ha appena iniziato i suoi esami, è tutto questo con tante gradite sorprese. Parlo di Zuparic e Cosic che si scoprono tandem di difesa decisamente affidabile, di Lazzari, assenza pesante contro il Trapani per la sua capacità di sfruttare gli spazi, di Bjarnason che, come mezz'ala, ha l'occasione di giocare la sua prima stagione da protagonista in Italia, di Politano a tempo pieno e a tutto campo, di Maniero e Melchiorri che hanno tutto quel che serve per rendere incisiva la manovra d'attacco. Alla base, ovviamente, le scelte e le capacità di Baroni, nell'insieme un patrimonio che ci può regalare finalmente una stagione di calcio vero.
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