Pescara, ritmo da serie A Sanso-Bjarnason: Carpi ko

15 Marzo 2015

Il Delfino vince in casa della capolista e mette nel mirino la zona promozione

di Luigi Di Marzio

Il colpaccio è servito. La serie A adesso è davvero nel mirino (-5 dal secondoposto). Il Pescara si conferma grande in trasferta e dà una bella lezione alla capolista Carpi. Il 2-1 per i biancazzurri è assolutamente meritato, peccato solo, se si vuole essere pignoli, per il gol subito nell’ultimo minuto di recupero. Il Delfino è riuscito a violare il fortino del Cabassi, dove solo il Livorno aveva vinto. I biancazzurri disintegrano l’imbattibilità della capolista, che non perdeva da otto gare e non subiva gol da 591’. Ci ha pensato Sansovini a mandare all’aria il record d’imbattibilità al 6’ della ripresa. Il gol di Bjarnason, poi, ha messo in ghiaccio il risultato. Inutile la rete degli emiliani all’ultimo respiro.

Primo tempo equilibrato con occasioni da entrambe le parti, mentre nella seconda parte di gara c’è stato il predominio del Delfino.

Marco Baroni non cambia e conferma il 4-4-2 all’ultimo momento dato che Politano è stato in dubbio fino a poche ore prima della partita. Per la prima volta in mediana Brugman e Memushaj giocano assieme dal primo minuto e l’esperimento risulta assolutamente positivo.

Il terreno di gioco è in pessimo stato e condiziona parecchio lo sviluppo della manovra. Di fronte, il miglior attacco, quello del Pescara, contro la difesa meno perforata della B.

I ritmi sono subito alti, ma per i biancazzurri dopo 8’ minuti c’è il primo brivido, quando Zuparic sbaglia il retropassaggio per Fiorillo, che innesca l’ex Inglese che sbaglia una clamorosa occasione da gol. In questo caso, però, è bravo il portiere pescarese a non lasciare centimetri all’attaccante, riuscendo a “sporcare” la conclusione del numero 9 biancorosso. Il Pescara non si spaventa e poco dopo il quarto d’ora con Melchiorri inventa una pericolosa rovesciata respinta da Gabriel.

Il Carpi pressa a tutto campo, corre e il Pescara ha qualche difficoltà nel far ripartire l’azione. Zampano va a vuoto un paio di volte su Di Gaudio, ma la retroguardia biancazzurra regge.

Il Carpi riparte con disinvoltura, ma è di nuovo il Delfino a rendersi pericoloso sempre con Melchiorri, al 34’, che non riesce a coordinare bene il suo destro su un cross chirurgico di Rossi. Una pericolosa zuccata di Salamon chiude il primo tempo. Il Pescara è vivo e nella ripresa mette le mani sulla vittoria. Zampano si “beve” un paio di avversari e serve una gran palla a Sansovini che di prima intenzione con il destro trafigge Gabriel, che non prendeva gol su azione da ben 16 gare. I biancazzurri sono padroni del campo e la gara si accende. Sono ben quattro i gialli sventolati da Pezzuto nel giro di tredici minuti. Ovvero fino al gol del raddoppio siglato da Birkir Bjarnason. L’islandese è bravissimo a sfruttare al meglio una punizione di Politano e manda in tilt la difesa del Carpi. La capolista è al tappeto e il Pescara continua a spingere. Brugman dirige l’orchestra con grande sicurezza, Memushaj fa “assaggiare” i tacchetti ai suoi ex compagni di squadra, Salamon è un muro in difesa e sulle fasce le scorribande di Bjarnason fanno sempre male. Sansovini e soci non si accontentano, Baroni si sgola dalla panchina e per un clamoroso errore di Pasquato, entrato in campo al posto di Politano, non arriva il tris. Errore assurdo dell’ex Padova, servito da Melchiorri a pochi centimetri dalla linea di porta.

Il Pescara si morde le mani, ma ormai la vittoria è in pugno. Pezzutto va oltre i tre minuti di recupero assegnati e allo scoccare del 94’ c’è la rete del Carpi con Sabbione. Un gol inutile che serve più agli amanti della statistica.

Il Pescara festeggia la quarta vittoria nelle ultime cinque gare. La serie positiva continua, peccato solo per lo spettacolo, visto che anche ieri, come era accaduto nella roboante di Chiavari contro l’Entella, i tifosi pescaresi sono dovuti rimanere in poltrona, a causa della trasferta vietata dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazione Sportive. L’unica nota stonata in un pomeriggio di festa inebriato dal profumo della serie A, adesso distante cinque punti. Venerdì sera l’anticipo all’Adriatico-Cornacchia contro il Bari.

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