Pescara sbatte sui legni Il pari con il Pordenone è un’occasione sciupata

14 Marzo 2021

Nella ripresa prima Maistro e poi Galano colpiscono la traversa Due squadre col problema del gol: lo 0-0 è il risultato più logico

È il quarto risultato utile di fila in trasferta. Se non fosse per il disastroso rendimento casalingo ci sarebbe anche da essere soddisfatti del pareggio di Lignano Sabbiadoro contro il Pordenone. E, invece, questo 0-0 assomiglia terribilmente a un’occasione persa alla luce di quanto visto in campo e di quanto accaduto sugli altri campi. Il gol, sempre quello il problema. Comune anche ai friulani, pure loro con la mira difettosa nelle ultime settimane. Due squadre con gli stessi limiti offensivi, non poteva che finire 0-0 al Teghil. Ed è un peccato per il Pescara che ha le occasioni per vincere, ma non le sfrutta. Questa volta non è nemmeno fortunato, perché per ben due volte colpisce i legni della porta di Perisan con Maistro e Galano. Lo stesso portiere dei ramarri è uno dei protagonisti del secondo tempo, quando i biancazzurri riescono a sviluppare una manovra leggermente più incisiva del solito.
Il pareggio sta stretto, per carità. Ma l’avvio del Pordenone è da far tremare i polsi. Ciurria è imprendibile, semina il panico tra i biancazzurri schierati con la difesa a quattro, con tre centrocampisti ultratrentenni e Galano e Maistro in appoggio a Odgaard. Finisce nel cassetto la difesa a cinque e all’inizio c’è qualche problema di posizionamento. Tre occasioni nei primi 15’ per i ramarri con Ciurria che colpisce la parte superiore della traversa. Non è giornata per i friuliani che nella prima mezzora perdono per infortunio prima Vogliacco e poi Morra. Nel primo tempo una sola occasione per i biancazzurri con Maistro che inciampa sul pallone mentre sta per battere a rete in area. Lo stesso Maistro è protagonista in avvio di ripresa di una conclusione dal limite che manda la palla sulla traversa. Il Pescara prende fiducia, malgrado il Pordenone attacchi a testa bassa. La retroguardia resiste, non va mai in affanno. A centrocampo, le sostituzioni di Valdifiori e Rigoni con Busellato e Machìn danno energia e sostanza. Al 25’ la traversa di Galano, sempre su tiro dal limite. Al 32’ sugli sviluppi di calcio d’angolo il brasiliano Guth è solo nell’area piccola ma calcia sul portiere, fallendo una ghiotta occasione. Troppo per chi continua a litigare con il gol. Il Pescara dà la sensazione di poter far male, anche perché il Pordenone è piuttosto sfilacciato. L’ultimo brivido in pieno recupero con un cross di Masciangelo respinto da Perisan sui piedi di Galano che poi viene “murato” da due avversari.
I nove tiri nello specchio della porta a uno a favore dei biancazzurri danno la sensazione di un pareggio che sta stretto. Un’occasione persa, mai come questa volta. Resta la difficoltà nel fare gol, un problema che si trascina dall’inizio della stagione, indipendentemente da chi va in campo. Il cambio di modulo conferisce maggiore audacia alla squadra. Che ci prova con personalità e generosità. Garantisce anche un maggior possesso palla. Poi, chiaramente, mandare in campo un centrocampo composto da Dessena, Valdifiori e Rigoni - tutti ultratrentenni - ha le sue controindicazioni. Così come insistere su Capone che non riesce a confezionare risposte positive alle aperture di credito di Grassadonia. A ben vedere va rimarcata la prova della linea difensiva a quattro in cui svetta Scognamiglio. Ma anche in questo caso meglio attendere verifiche visto che il peso offensivo del Pordenone è relativo. Il tempo passa, la fine della regular season si avvicina e il Pescara è sempre sotto in classifica. Diminuiscono le possibilità di risalita, quella di martedì sera in casa contro l’Ascoli (ieri 1-1 in casa contro il Venezia) è davvero una delle ultime prima del precipizio chiamato serie C. Bisognerà fare pace con il gol e con un rendimento interno davvero da brividi. Perché a questo punto della stagione discutere di gioco e moduli è fine a se stesso, conta solo il risultato. E nelle condizioni del Pescara l’unico che può determinare una svolta in positivo è la vittoria. Per cercare di agganciare la zona play out, perché pensare oggi alla salvezza diretta è pura utopia. Non ci sono i presupposti tecnici visto il ruolino e la caratura di chi sta avanti.
@roccocoletti1. ©RIPRODUZIONE RISERVATA