Pescara senz’anima l’Atalanta ha vita facile

1 Dicembre 2016

Tris dei bergamaschi, i biancazzurri salutano la competizione

BERGAMO. Poteva essere l’occasione per sterzare, invece si è preferito pensare al campionato. La stagione del Pescara resta difficile e la Tim Cup ne è solo la conferma. Certo, affrontare l’Atalanta attuale, sorpresa e rivelazione della serie A, non è facile per nessuno, forse non lo sarà neppure per la Juventus sabato sera. Ma gli abruzzesi avevano il compito di fare qualcosa di più, nonostante il tecnico Massimo Oddo avesse preferito dare l’assoluto precedenza alla sfida di domenica contro il Cagliari. Per questo motivo aveva lasciato a casa tanti calciatori (in totale dieci assenti tra gli abruzzesi). Alla fine il portiere bergamasco Sportiello è risultato inoperoso e in mezz’ora di gara la qualificazione agli ottavi di coppa erano già assegnata, dopo l’avvio shock dei biancazzurri. La rete di Raimondi dopo appena 7’ e il raddoppio di Grassi all’alba del 30’ hanno annichilito le speranze del Pescara di riuscire a battere a domicilio la squadra di Gian Piero Gasperini. Più compatti e quadrati, gli orobici hanno avuto vita fin troppo facile contro i biancazzurri, nonostante Massimo Oddo abbia provato più volte a cambiare volto alla sua squadra. Sicuramente è stata l’occasione per permettere a Gyomber di mettere minuti preziosi nelle gambe, ma l’ex difensore del Catania non ha brillato, come tutta la retroguardia.

La difesa del Pescara ha sofferto un po’ troppo gli inserimenti e gli scambi veloci dell’Atalanta. E così, dopo il facile tap-in di Raimondi per l’1-0 (nato da un gran tiro di Grassi respinto da Fiorillo), gli ospiti sbandano in almeno un paio di occasioni con Capone e Freuler che mancano, nel giro di pochi minuti, il raddoppio per i nerazzurri.

Piove sul bagnato in casa Pescara a metà primo tempo, con l’ennesimo infortunio muscolare (ko Mitrita, dentro Manaj, perdonato dopo l’esclusione nel match con la Roma) e le cose peggiorano. Perché alla mezz’ora l’imbucata di Pesic premia l’inserimento di Grassi, perso dai difensori abruzzesi, e il 2-0 è servito. Solo nel finale di tempo il Pescara prova a riaprire la partita, con un sinistro di Verre dalla distanza e un tentativo di Manaj, chiuso da Sportiello in uscita. In avvio di ripresa Oddo si gioca il tutto per tutto e passa al 3-4-3, affidando il tridente offensivo a Muric, Manaj e Pettinari. Il talento croato, in prestito dall’Ajax, ha sprecato la sua chance da titolare, con una prestazione più che scialba. Tant’è che al quarto d’ora il tecnico biancazzurro lo richiama in panchina e si affida al 3-5-2. L’unico pericolo costruito dal Pescara nel secondo tempo è dopo due giri di lancette, con la torsione di Pettinari su punizione di Biraghi. Poi è solo Atalanta, con i biancazzurri incapaci di reagire. Pesic al 18’ si divora il tris mandando alle stelle, mentre poco dopo è Latte Lath a colpire la traversa dopo aver messo a sedere anche Fiorillo. Il match si riaccende solo nel finale, quando Cristante potrebbe riaprire la gara ma, anziché servire il meglio appostato Manaj, calcia sull’esterno della rete. L’Atalanta prima colpisce il secondo legno della serata con Raimondi, poi alla fine trova il 3-0 in ripartenza, con il meritato gol di Pesic.

Paolo Belotti

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