Pescara, serata da incubo: rigore fallito e autogol al 94’

Vergani sbaglia dal dischetto, poi l’errore di Di Pasquale decide la sfida
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Floriani 6.5 Brosco 6.5 Di Pasquale 5 Milani 5 (33’ st Moruzzi 6); De Marco 5.5 (20’ st Squizzato 5) Dagasso 6 Franchini 5.5 (33’ st Tunjov 6); Merola 6 Vergani 5 (7’ st Cuppone 6) Accornero 5.5 (7’ st Cangiano 6). A disposizione: Gasparini, Masala, Aloi, Pierno, Staver, Tommasini. Allenatore: Zeman.
PERUGIA (3-5-2): Adamonis 7; Lewis 5.5 Angella 6.5 (10’ st Vulikic 6) Dell’Orco 6; Paz 6.5 Iannoni 6 Kouan 6.5 Santoro 6 (22’ st Torrasi 6) Cancellieri 6; Sylla 6.5 Seghetti 6 (22’ st Cudrig 6). A disposizione: Abibi, Yimga, Matos, Bezziccheri, Bartolomei, Polizzi, Giunti, Souare, Viti. Allenatore: Formisano 6.5. Allenatore: Formisano
Arbitro: Scarpa di Collegno
Rete: 49’ st Di Pasquale (autorete)
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 3.720. Ammoniti: Dagasso, Milani, Accornero, Santoro, Lewis, Franchini, De Marco, Iannoni. Espulso al 49’ st Iannoni per doppia ammonizione. Angoli: 8-6. Recupero: 1’, 4’.
PESCARA
Quello che è successo a Davide Di Pasquale al 94° non si augura neanche al peggior nemico. Cross senza pretese di Kouan, intervento goffo in scivolata del difensore del Pescara e la palla finisce nella sua porta. Il Perugia ringrazia e passa 1-0 all’Adriatico, una beffa grande così perché Di Pasquale aveva fatto una prestazione sontuosa e perché il peso specifico dei tre punti che gli umbri si sono portati a casa è notevole. Perugia da solo al terzo posto, il Pescara è sesto a -4 ed è uscito tra i fischi e i cori non certo amichevoli dei suoi tifosi. Ingenerosi? Vista la prestazione forse si, ma se ti chiami Pescara non puoi certo stare al 6° posto in classifica e l’ultimo periodo dei biancazzurri, sommato ad un novembre disastroso, ha fatto perdere la pazienza alla sua tifoseria.
Zeman nel 4-3-3 sorprende e non poco. A centrocampo fuori sia Aloi (infortunato) che Tunjov, spazio a Dagasso play con De Marco e Franchini: è l’ennesima mediana provata dal boemo in stagione ed è sinonimo che il tecnico biancazzurro è lontano dal trovare la quadra.
In attacco la sorpresa si chiama Edoardo Vergani. Inciderà in negativo anche se la prestazione è stata positiva. La prima mezzora è di chiara marca umbra. Kouan e Santoro con i loro inserimenti mandano in tilt l’idea tattica di un Pescara che fatica e non poco a costruire qualcosa. Scarpa di Collegno sventola cartellini gialli a ritmo di uno ogni 5’ e Zeman inizia a preoccuparsi. Metro di giudizio severo? Forse, ma le palle perse in orizzontale con le solite dormite gridano vendetta e costringono Dagasso e compagni a spendere falli. Dominio del Perugia all’inizio ma a conti fatti Plizzari non si sporca mai i guanti.
Merito di Brosco e Di Pasquale che non sbagliano nulla, poi, dopo la mezzora, cambia tutto. Prima Accornero lascia partire il destro a giro che Adamonis manda in angolo poi De Marco mira l’incrocio dei pali e il portiere umbro è battuto.
La traversa lo salva. Il Pescara mette finalmente paura un Perugia che inizia a ricordare i fantasmi della gara di andata. La giocata di Merola al 42° per Accornero è da applausi. L’ex Genoa prende il tempo a Lewis che lo mette giù. Rigore e giallo per il difensore. Senza Tunjov e Cuppone va dal dischetto Vergani. Conclusione goffa e ingiustificabile. Pallone calciato debolmente, Adamonis ringrazia e il portiere umbro salva anche sul tap-in di Merola. Brividi prima del duplice fischio: Sylla manda in porta il pallone, si alza la bandierina dell’assistente e si va al riposo sullo 0-0.
Ripresa equilibrata, a tratti piacevole. Il pareggio è il risultato più logico prima dell’incubo finale che indirizza la partita. Squizzato decide di fare un lancio in diagonale di 40 metri, è un regalo al Perugia e a Kuoan che inizia l’ultima azione del match. Il cross del centrocampista umbro è senza pretese. Di Pasquale (un gigante fino a quel momento) in scivolata manda la palla in porta. Tunjov prova a inventare qualcosa nei secondi finali (espulso Iannone) ma non c’è modo per rimediare. Al triplice fischio cori e fischi contro la squadra. Ad Arezzo domenica prossima alle 18.30 una gara da non fallire. Il terzo posto resta un obiettivo.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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PESCARA (4-3-3): Plizzari 6; Floriani 6.5 Brosco 6.5 Di Pasquale 5 Milani 5 (33’ st Moruzzi 6); De Marco 5.5 (20’ st Squizzato 5) Dagasso 6 Franchini 5.5 (33’ st Tunjov 6); Merola 6 Vergani 5 (7’ st Cuppone 6) Accornero 5.5 (7’ st Cangiano 6). A disposizione: Gasparini, Masala, Aloi, Pierno, Staver, Tommasini. Allenatore: Zeman.
PERUGIA (3-5-2): Adamonis 7; Lewis 5.5 Angella 6.5 (10’ st Vulikic 6) Dell’Orco 6; Paz 6.5 Iannoni 6 Kouan 6.5 Santoro 6 (22’ st Torrasi 6) Cancellieri 6; Sylla 6.5 Seghetti 6 (22’ st Cudrig 6). A disposizione: Abibi, Yimga, Matos, Bezziccheri, Bartolomei, Polizzi, Giunti, Souare, Viti. Allenatore: Formisano 6.5. Allenatore: Formisano
Arbitro: Scarpa di Collegno
Rete: 49’ st Di Pasquale (autorete)
Note: terreno in buone condizioni. Spettatori 3.720. Ammoniti: Dagasso, Milani, Accornero, Santoro, Lewis, Franchini, De Marco, Iannoni. Espulso al 49’ st Iannoni per doppia ammonizione. Angoli: 8-6. Recupero: 1’, 4’.
PESCARA
Quello che è successo a Davide Di Pasquale al 94° non si augura neanche al peggior nemico. Cross senza pretese di Kouan, intervento goffo in scivolata del difensore del Pescara e la palla finisce nella sua porta. Il Perugia ringrazia e passa 1-0 all’Adriatico, una beffa grande così perché Di Pasquale aveva fatto una prestazione sontuosa e perché il peso specifico dei tre punti che gli umbri si sono portati a casa è notevole. Perugia da solo al terzo posto, il Pescara è sesto a -4 ed è uscito tra i fischi e i cori non certo amichevoli dei suoi tifosi. Ingenerosi? Vista la prestazione forse si, ma se ti chiami Pescara non puoi certo stare al 6° posto in classifica e l’ultimo periodo dei biancazzurri, sommato ad un novembre disastroso, ha fatto perdere la pazienza alla sua tifoseria.
Zeman nel 4-3-3 sorprende e non poco. A centrocampo fuori sia Aloi (infortunato) che Tunjov, spazio a Dagasso play con De Marco e Franchini: è l’ennesima mediana provata dal boemo in stagione ed è sinonimo che il tecnico biancazzurro è lontano dal trovare la quadra.
In attacco la sorpresa si chiama Edoardo Vergani. Inciderà in negativo anche se la prestazione è stata positiva. La prima mezzora è di chiara marca umbra. Kouan e Santoro con i loro inserimenti mandano in tilt l’idea tattica di un Pescara che fatica e non poco a costruire qualcosa. Scarpa di Collegno sventola cartellini gialli a ritmo di uno ogni 5’ e Zeman inizia a preoccuparsi. Metro di giudizio severo? Forse, ma le palle perse in orizzontale con le solite dormite gridano vendetta e costringono Dagasso e compagni a spendere falli. Dominio del Perugia all’inizio ma a conti fatti Plizzari non si sporca mai i guanti.
Merito di Brosco e Di Pasquale che non sbagliano nulla, poi, dopo la mezzora, cambia tutto. Prima Accornero lascia partire il destro a giro che Adamonis manda in angolo poi De Marco mira l’incrocio dei pali e il portiere umbro è battuto.
La traversa lo salva. Il Pescara mette finalmente paura un Perugia che inizia a ricordare i fantasmi della gara di andata. La giocata di Merola al 42° per Accornero è da applausi. L’ex Genoa prende il tempo a Lewis che lo mette giù. Rigore e giallo per il difensore. Senza Tunjov e Cuppone va dal dischetto Vergani. Conclusione goffa e ingiustificabile. Pallone calciato debolmente, Adamonis ringrazia e il portiere umbro salva anche sul tap-in di Merola. Brividi prima del duplice fischio: Sylla manda in porta il pallone, si alza la bandierina dell’assistente e si va al riposo sullo 0-0.
Ripresa equilibrata, a tratti piacevole. Il pareggio è il risultato più logico prima dell’incubo finale che indirizza la partita. Squizzato decide di fare un lancio in diagonale di 40 metri, è un regalo al Perugia e a Kuoan che inizia l’ultima azione del match. Il cross del centrocampista umbro è senza pretese. Di Pasquale (un gigante fino a quel momento) in scivolata manda la palla in porta. Tunjov prova a inventare qualcosa nei secondi finali (espulso Iannone) ma non c’è modo per rimediare. Al triplice fischio cori e fischi contro la squadra. Ad Arezzo domenica prossima alle 18.30 una gara da non fallire. Il terzo posto resta un obiettivo.
Enrico Giancarli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

