Pescara, serve una sterzata Zeman: problemi in attacco

«Qualcosa non va se la squadra non segna per nove volte su sedici gare»
PESCARA. Voglia - pardon - obbligo di riscatto. Troppo brutto per essere vero a Messina, oggi alle 14.30 il Pescara deve cambiare faccia contro la Turris per cancellare la brutta figura di mercoledì e rilanciarsi nella corsa al terzo posto. Magari approfittando dello scontro diretto tra Cerignola e Foggia. Zeman sa bene che la partita di mercoledì va cancellata senza indugio e in conferenza stampa - alla vigilia- avrebbe evitato volentieri l’argomento. «Messina? Meglio non parlarne, è stata una brutta partita. Mi aspettavo qualcosa di meglio. A parte le condizioni atmosferiche non c’è riuscito nulla. Anche se noi proviamo le nostre giocate senza vento. Ci è mancata la cattiveria? Non direi, bisogna essere consapevoli di quello che si fa». Chiuso l’argomento Messina, Zeman parla della squadra e della condizione dei biancazzurri. Le buone notizie arrivano da Erdis Kraja: dopo il lungo stop per una lesione muscolare al soleo, il centrocampista si è allenato bene negli ultimi giorni e oggi sarà a disposizione. Prima convocazione dopo l’operazione al ginocchio per Pellacani, mentre torna Rafia che ha scontato la squalifica. Assenti Gyabuaa ( ne avrà per 20 giorni) e Cancellotti (out fino a Catanzaro). La probabile formazione? Soliti dubbi, soprattutto a centrocampo e Zeman non aiuta in conferenza stampa. «Ho scelto gli undici che scenderanno in campo dall’inizio, ma non ve li dico. La formazione devo dirla prima ai ragazzi».
Le possibili scelte. In realtà in difesa ed in attacco questa volta (salvo sorprese sempre possibili con Zeman) le scelte sembrano essere fatte, mentre in mediana solo Rafia è certo di una maglia. 4-3-3 il sistema di gioco, in difesa Crescenzi a destra (per l’infortunato Cancellotti), Brosco e Mesik centrali, Milani terzino sinistro. In mediana c’è la suggestione Kraja titolare: uno tra lui e Palmiero davanti alla difesa con Rafia e uno tra Mora e Aloi a sinistra. In attacco Desogus e Merola dovrebbero agire a supporto di Edoardo Vergani che potrebbe tornare titolare. Possibili alternative? Ingrosso vorrebbe una chance in difesa e in attacco i soliti ballottaggi con Lescano per Vergani e Delle Monache, Cuppone e Kolaj per una maglia sugli esterni.
La Turris. Zeman ha tanto rispetto della Turris e la situazione di classifica dei campani potrebbe regalare ulteriori motivazioni. «Lottano per evitare i play out e quindi saranno agguerriti. Ma io credo che la squadra sia comunque buona e nello scorso campionato lo ha dimostrato». Nella Turris c’è Pippo Maniero, attaccante allenato da Zeman nell’anno della promozione in A. L’altro ex è Paolo Frascatore. «Maniero? Pippo era un mio giocatore ed è molto forte. Ma forse è troppo allegro per fare le cose serie».
Rafia e l’attacco. Per il centrocampista Rafia sta per iniziare il periodo del Ramadan (dal 22 marzo al 21 aprile) con il digiuno dall’alba al tramonto e per un atleta non sarà un mese facile. Ma Zeman minimizza. «Nessun problema per Rafia, sono in tanti nella sua situazione e giocano». Prima di chiudere e di salutare, Zeman punta l’indice sul reparto offensivo. «Davanti per qualità siamo buoni, ma qualche problema sicuramente c’è. Se nelle ultime 16 gare per 9 volte la squadra non ha segnato vuol dire che dobbiamo lavorare». A proposito di gol e di attaccanti. Non è sfuggita ad Agropoli l’esultanza di Zeman sul colpo di testa decisivo di Lescano. «E cosa c’è di strano? Abbiamo fatto una bella giocata, ho applaudito». E in attesa allora di altri applausi di Zeman, oggi il Pescara deve dimostrare che Messina è stato solo un passo falso. Perché la corsa al terzo posto non regala più jolly da spendere e perché in società questa volta qualcuno potrebbe arrabbiarsi davvero.
Enrico Giancarli
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