Pescara sprint, i numeri spianano la strada per la A

Dal 2010 sei volte su otto chi è in vetta all’ottava giornata viene promosso
PESCARA. Entusiasmo alle stelle, rendimento record e precedenti incoraggianti. Grazie ai 4 punti di vantaggio su Verona e Palermo, il Pescara resterà in testa alla classifica almeno fino al termine del prossimo turno. Ma i biancazzurri non vogliono farsi condizionare dal primato. Bepi Pillon predica prudenza e chiede alla squadra di non abbassare la tensione in vista del tour de force che c’è all’orizzonte. Sabato (ore 15) all’Adriatico arriverà il Cittadella, martedì 30 ottobre è in programma la trasferta di Cosenza e lunedì 5 novembre il match casalingo con il Lecce. Tre incontri in nove giorni che metteranno a dura prova Brugman e compagni. Sabato squadra, allenatore e società si aspettano una cornice di pubblico adeguata.
Finora i dati sono abbastanza deludenti. Con una media di 6.858 presenze, il Pescara occupa la decima posizione nella graduatoria degli spettatori della B. Il numero è però cresciuto nell’ultima sfida all’Adriatico contro il Benevento superando di poco quota 8.000. La speranza è che con il Cittadella siano presenti almeno 10.000 tifosi pronti a spingere il Delfino alla quinta vittoria di fila nel proprio stadio.
I precedenti. «Vietato esaltarsi, la strada è ancora lunga», ripete Pillon, ma in fondo il Pescara ha le carte in regola per partecipare alla lotta promozione. Da quando i biancazzurri sono tornati in B (stagione 2010-11) sei volte su otto chi era al primo posto all’ottava giornata alla fine del campionato ha centrato l’obiettivo.
Dopo due mesi i veri valori iniziano ad emergere, anche se fa bene Pillon a ribadire che per arrivare fino in fondo servono equilibrio e umiltà. Nel 2010-11, dopo 8 partite, il Siena di Antonio Conte comanda la classifica davanti a Novara e Atalanta. Al termine della regular season, quest’ultima si piazza prima davanti ai toscani e al Novara che sale in A dopo i play off, mentre il Pescara di Eusebio Di Francesco chiude in decima posizione. L’anno successivo i biancazzurri di Zdenek Zeman conquistano la promozione con 83 punti, gli stessi del Torino che all’8ª giornata è in testa con 18 punti (il Delfino ne aveva 13). L’altro posto al sole se lo aggiudica la Sampdoria al termine degli spareggi. Nel 2012-13 il Sassuolo di Eusebio Di Francesco è protagonista assoluto: primo dopo 8 gare con 22 punti a +6 sul Livorno e +7 sul Verona, conserva la vetta fino alla fine chiudendo a quota 85 salendo in A insieme ai toscani e ai veneti. L’anno successivo Palermo, Empoli e Cesena (ai play off) raggiungono la massima serie, ma dalla 7ª alla 13ª giornata in testa con 18 punti c’è la Virtus Lanciano di Marco Baroni, che però finisce il campionato al 10° posto. Nel 2014-15, invece, dopo 8 incontri in vetta c’è Il Frosinone (a quota 15 insieme all’Avellino) e al termine della stagione i ciociari vanno in A in compagnia di Carpi e Bologna che batte il Pescara di Massimo Oddo nella finalissima play off. L’anno dopo l’ex tecnico biancazzurro si prende la rivincita conquistando la promozione agli spareggi battendo in finale il Trapani. Al termine dell’ottava giornata, in testa c’è il Crotone (con 17 punti, il Pescara ne ha 12), che alla fine centra la A insieme al Cagliari. Nel 2016-17 l’altro precedente in cui chi è primo dopo 8 turni fallisce il salto di categoria. È il caso del Cittadella che ha 18 punti, ma non riesce a conservare il primato (in A vanno Spal, Verona e Benevento). Infine, nel torneo scorso, Empoli e Frosinone guidano la classifica dopo 8 gare con 14 punti e al termine della stagione raggiungono la massima serie insieme al Parma di Roberto D’Aversa. Al di là degli scongiuri, anche i precedenti offrono al Pescara la grande chance: la città già sogna, bisogna sfruttarla. (t.g.)
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