Pescara, tempo di esami Sebastiani: momento no

Il presidente: «Non dobbiamo risolvere coi singoli, giochiamo di squadra»
PESCARA. Il Pescara si prepara ad affrontare una settimana chiave per il suo futuro. Dopo il ko, inatteso ma meritato per quanto visto in campo, contro la Recanatese, quella di domenica prossima (inizio ore 14) contro la Carrarese sarà una partita molto indicativa. Per tanti motivi: anzitutto per capire se l’involuzione evidenziata è solo un fisiologico calo dopo un buon inizio campionato oppure se il problema c’è e ha bisogno di medicine importanti per guarire. L’aspetto, evidente e che fa accendere un grosso campanello d’allarme è che, nel Pescara, la famosa bilancia che da un lato pesa le occasioni create e dall’altro quelle concesse inizia a pendere troppo frequentemente sul lato meno caro a Zeman.
REBUS CENTROCAMPO
Se da inizio campionato a oggi Zeman non ha ancora trovato una quadra a centrocampo vuol dire che il reparto nevralgico è quello che sta mettendo più in difficoltà il tecnico boemo. Quando il Pescara perde palla in quella zona per gli avversari diventa un gioco da ragazzi applicare il piano partita pensato: rubare palla e attaccare una difesa che non ha le protezioni necessarie. Squizzato play è la certezza, Tunjov mezzala anche ma il boemo lo ha più volte punzecchiato. E domenica scorsa lo ha tirato fuori all’intervallo peggiorando però, e non di poco, le cose. Per l’altro posto in mediana De Marco tante volte, poi Manu, Dagasso e Aloi si sono alternati, ma senza trovare tante certezze. De Marco è quello che ha dato di più, piacerebbe anche capire in quella posizione il vero potenziale di Aloi e Mora, utilizzati con il contagocce, ma con qualità ed esperienza da vendere. E finalmente è tornato anche Franchini: la sensazione è che da domenica a Carrara Zeman non lavorerà più sugli esperimenti, ma proverà a dare certezze. Squizzato-Franchini-Tunjov è destinato a diventare il centrocampo titolare.
IL BOMBER
Finalmente Christian Tommasini: due palloni toccati nel primo tempo, un assist e un gol. E qualche interrogativo che ha accompagnato la sua uscita all’intervallo. Con Vergani a oggi fuori dai radar e Cuppone che spreca troppo, l’ex Taranto è pronto a caricarsi sulle spalle il reparto offensivo con Merola e uno tra Accornero e Cangiano. E iniziano anche dei dubbi in difesa: se da un lato Pierno, Mesik e Moruzzi (o Milani) danno garanzie, dall’altro capitan Riccardo Brosco nell’ultimo periodo è apparso poco lucido e potrebbe tirare il fiato. Pellacani sta meglio e l’ex Virtus Verona, al pari di Di Pasquale, scalpita per una maglia da titolare. E lo stesso Floriani rappresenta una buona alternativa a Pierno.
SEBASTIANI
Il presidente del Pescara Daniele Sebastiani ha analizzato a mente fredda la sconfitta di domenica scorsa. È sicuramente un momento negativo», ha detto il primo dirigente biancazzurro, «perché continuiamo a sbagliare gol facili (Cuppone sul 2-2, ndc) e poi su un errore individuale (di Merola, ndc) alla fine perdiamo la partita. E vi dico di più: dobbiamo evitare di giocare singolarmente provando a risolvere le partite da soli. Pensiamo a giocare di squadra come facciamo sempre in allenamento. I gol subiti? La croce va sempre sui difensori, ma poi non è facile difendere quando ti attaccano in quel modo». Messaggio chiaro e diretto quello del presidente Sebastiani che poi ha rincarato la dose. «Complessivamente nelle ultime quattro partite fatte all’Adriatico meritavamo di più, ma domenica nel secondo tempo per la prima volta abbiamo avuto di fronte una squadra che ha legittimato la vittoria». Sebastiani continua la sua analisi del momento. «Preoccupato? No, possiamo e dobbiamo uscire fuori da questo momento. Ora faremo finalmente una settimana di lavoro piena e per il mister questo è molto importante. Non ci dimentichiamo una cosa: siamo una squadra molto giovane e i nostri ragazzi sono forti. Un momento di difficoltà durante la stagione può essere fisiologico. Tommasini? Ci sta che nn sia al top e che non abbia i 90’ nelle gambe e forse è uscito per quello. Ma alla sua prima partita da titolare ha fatto bene. Le altre sostituzioni di Zeman? Il mister fa le sue scelte, ci mancherebbe altro». Sebastiani in chiusura va a ribadire quella che è la sua parola d’ordine per uscire da questo momento difficile. «Dobbiamo migliorare il gioco di squadra, evitare gli individualismi e finalizzare». Domenica a Carrara, inutile negarlo, Sebastiani, Delli Carri e i tantissimi tifosi si aspettano da Zeman e dal Pescara risposte importanti.
Enrico Giancarli

