Pescara, tre punti di rabbia e riparte l’assalto alla vetta

1 Novembre 2021

Basta un acuto di Drudi per superare l’Olbia. Tegola Di Gennaro: fuori 2 mesi

PESCARA. Tre punti servivano e tre punti sono arrivati. Contro l’Olbia finisce 1-0, per la prima volta è 4-3-3 puro e che sorpresa Galano dal primo minuto: il nuovo assetto blinda l’area di rigore biancazzurra, fino a questo punto del campionato violata con estrema facilità da tutti, nessuno escluso. Di Gennaro fa lo spettatore fino a quando nel secondo tempo Demarcus gli si presenta tu per tu. Il portiere salva rischiando anche il rigore ma la spalla fa crack: frattura della clavicola, intervento chirurgico (giovedì alla clinica Pierangeli) necessario e almeno due mesi di stop. La società è già sul mercato per cercare uno svincolato. E nella lista dei portieri senza contratto c’è anche il pescarese Alessandro Iacobucci, classe 1991, ex Parma e Frosinone.
Le scelte di Auteri. Detto del modulo, il tecnico con i fatti dimostra di aver capito che qualcosa non ha funzionato e che forse le cose non andavano così bene. Il mal di testa di Galano e i suoi fastidi alla schiena sono scomparsi (finalmente) e l’ex Bari in campo sciorina calcio di alto livello. In difesa al fianco di Drudi c’è Ingrosso: i due centrali saranno perfetti, o quasi.
Non sarà un Pescara bello e da leccarsi i baffi in fase offensiva, ma aver trovato il giusto equilibrio in fase di non possesso è già una grande vittoria.
La partita. Nzita dopo 11 minuti fa partire un cross teso che diventa un assist perfetto per Galano: conclusione secca e precisa in corsa ma Ciocci si supera e salva il risultato. L’ex Bari è indemoniato, nei primi 20’ è Galano contro l’Olbia ma i sardi prendono le misure al Pescara e la partita si addormenta. Drudi e Ingrosso lì dietro sono semplicemente perfetti quando devono fare il lavoro ordinario, mentre lo straordinario è solo un brutto ricordo perché il centrocampo a tre protegge bene. I due centrali dimostrano di non essere quelli da due gol a partita subiti.
L’occasionissima per i biancazzurri arriva al 41’: la giocata di Memushaj vale il prezzo del biglietto e la sua verticalizzazione è una chiamata che De Marchi non può rifiutare: pallonetto in acrobazia su Ciocci, ma spunta Pisano che salva un gol fatto. Nella ripresa Auteri decide di cambiare (18’): fuori Memushaj, dentro Zappella per il ritorno al 3-4-3 e l’ex Empoli (26’) regala a Ferrari un match ball ma il colpo di testa dell’ex Como da ottima posizione sfiora il palo. L’unico brivido al 31’: centrocampo dell’Olbia senza pressione e lancio con il contagiri per Demarcus che punta Di Gennaro. Il numero uno biancazzurro salva tutto ma la spalla cede e al suo posto entra Sorrentino. Il Pescara stappa lo champagne al 39’: il sinistro di Pompetti dalla bandierina disegna un arcobaleno colorato che termina (con l’aiuto di Ferrari) sui piedi di Drudi. Il centrale biancazzurro spinge il pallone in rete e corre sotto la curva. Ben tornato Mirko e ben tornati tre punti. Mercoledì c’è il derby di coppa a Teramo e poi il big match a Cesena in posticipo. Ripartire dal ritrovato equilibrio (guai a toccare il centrocampo a tre) aggiungendo anche la brillantezza offensiva è la parola d’ordine per andare all’assalto della vetta che, in attesa del posticipo della Reggiana, è lontana 5 punti.
Enrico Giancarli