Pescara, tutto in una notte

A Bologna per conquistare la promozione in A che vale quasi 20 milioni
PESCARA. E’ la notte della serie A, se la contendono il Bologna e il Pescara. Partita senza appello questa sera (ore 20,30) al Dall’Ara con 30.000 cuori palpitanti. Si riparte dallo 0-0 dell’andata all’Adriatico-Cornacchia: al Bologna basta (anche) un pareggio per rimarginare la ferita della retrocessione della passata stagione; il Pescara, invece, deve vincere per ripetere l’impresa del 2012 e centrare la sesta promozione in serie A. Novanta minuti (non sono previsti tempi supplementari) che mettono in palio gloria e soldi. Sì, perché chi viene promosso intascherà quasi 20 milioni di euro grazie ai diritti televisivi. Ossigeno puro di questi tempi (anche) per chi fa calcio.
Questa sera, per l’ultima gara della stagione (la 50ª per il Delfino) si fa la storia e il Pescara spera che la storia si ripeta. Che possa rivivere le stesse emozioni del passato. Bologna e il Dall’Ara hanno già regalato due volte la promozione in A ai biancazzurri in occasione di altrettanti spareggi: il 3 luglio 1977 (Pescara-Atalanta 0-0 nello spareggio a tre) e il primo luglio 1979 (Pescara-Atalanta 2-0, reti di Nobili e Pavone). A chi ha una certa età vengono i brividi nel ripensare agli esodi di massa del passato e alle emozioni vissute.
I favori del pronostico sono per il Bologna, non solo per il vantaggio di poter giocare per due risultati su tre: visti il potenziale, il blasone e gli investimenti se i felsinei vanno in A non c’è di cui meravigliarsi più di tanto. Il Pescara, invece, gioca per l’impresa, caricato a mille dal momento magico che sta vivendo da venti giorni a questa parte. Ovvero dall’avvento di Massimo Oddo in panchina. Ci crede il figlio d’arte, vuole fare lo sgambetto a Delio Rossi (uno degli ex) che l’ha allenato alla Lazio dal 2005 al gennaio del 2007. Il Pescara in questa stagione non ha mai battuto il Bologna (migliore difesa della B in casa). Per riuscirci deve fare gol (uno in più degli emiliani) e questa non è un’impresa visto che quello biancazzurro è l’attacco più prolifico della B. E comunque il Pescara ha già vinto nove volte in trasferta, l’ultima a Perugia due settimane fa. Due città con il fiato sospeso sperando in una notte magica: Bologna colorata di rossoblù dentro e fuori lo stadio, Pescara ferma davanti alla televisione. Oltre 2.500 persone hanno il biglietto e oggi pomeriggio l’A14 sarà tinta di biancazzurro.
La pressione è tutta sul Bologna: sarebbe un fallimento non tornare subito in A. In semifinale ha perso in casa contro l’Avellino, ma ha superato il turno grazie all’1-0 conquistato al Partenio-Lombardi. Stasera cercherà di gestire il risultato come ha fatto venerdì sera oppure se la giocherà a viso aperto?
Il Pescara ha l’imperativo di vincere. E per riuscirci deve impostare la partita sul ritmo e sulla corsa. Non si scappa: solo correndo più dei rossoblù potrà fare l’impresa.
Non c’è Bjarnason, recupera Salamon. E non è da escludere qualche altra sorpresa in formazione. Sono caricati i biancazzurri, al di là delle parole. Sono convinti di potercela fare.
Infine, l’arbitro: Michael Fabbri di Ravenna. I tifosi biancazzurri lo ricordano per il rigore negato a Melchiorri in Pescara-Bari (0-0). La speranza è che non se ne debba parlare nel dopo partita.
@roccocoletti1
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