Pescara, ultima chiamata Grassadonia perde Drudi

Difesa a pezzi e si passa al 4-3-1-2. Il tecnico: «È decisiva, gara da vincere»
PESCARA. La paura è tanta, come la pretattica dell’allenatore biancazzurro Grassadonia. Oggi contro il Pisa (ore 17), il Pescara all’Adriatico si gioca davvero l’ultimo jolly per rientrare in corsa play out. Una vittoria potrebbe riaprire i giochi per gli spareggi salvezza, altrimenti il pass per la serie C è praticamente già pronto. «È una partita determinante», osserva Gianluca Grassadonia. «In precedenza non avevo mai detto una frase del genere, stavolta sì. Quella col Pisa è una sfida importantissima e dobbiamo tirare fuori quello che abbiamo. Bisogna vincere la partita, soprattutto a livello mentale è una gara fondamentale per il reinserimento nella corsa salvezza».
Il coraggio di osare. Il tecnico ci crede e vuole caricare il suo Delfino che viene dall’ennesimo ko, 2 settimane fa, contro il Vicenza, e con il penultimo posto in classifica a sei punti dalla zona play out. «Credo nella salvezza. Siamo una squadra che ha fatto sempre bene, a parte Vicenza. Il gol al 92’ con l’Ascoli è stato duro da digerire sul piano mentale, ma noi dobbiamo crederci. Vincendo la partita di domani (oggi, ndr) si aprirebbero dei nuovi scenari. Ho l’obbligo di trasferire ai ragazzi una mentalità vincente. Serve il coraggio di osare. È tassativamente vietato cadere nel tranello di subire la partita da un punto di vista mentale».
Difesa a pezzi. Grassadonia ci crede, prova ad alzare i giri del motore biancazzurro e nasconde la formazione, visto che oggi non potrà contare su mezza difesa. Oltre a Bocchetti e Balzano, ieri si è fatto male anche Drudi. «Rispetto il vostro lavoro», dice riferendosi alla stampa. «Ma non voglio dare vantaggi agli avversari. Non so come giocheremo perchè ci sono dei dubbi. Sono tutti convocati e domani (oggi, ndr) deciderò sugli indisponibili perché non voglio dare vantaggi agli avversari. Non so ancora se giocheremo a tre o a quattro. Bisognerà capire chi avrò a disposizione». Nelle retrovie i giocatori sono contati e Drudi, a meno di clamorosi colpi di scena, non sarà della partita. L’esperto difensore romagnolo ha un problema muscolare e prima della partita, dopo gli esami strumentali, lo staff medico deciderà se rischiarlo almeno per la panchina.
Le scelte. Per questo motivo Grassadonia, in caso di forfait di Drudi, dovrà per forma passare dal 3-5-2 al 4-3-1-2. In difesa, senza Drudi, spazio al danese Sorensen e Scognamiglio. Bellanova, rientrato ieri in gruppo dopo gli impegni con l’under 21, e Masciangelo presidieranno le corsie laterali. A centrocampo Busellato, con Dessena e Maistro mezze ali, visto che Memushaj è rientrato ieri dagli impegni con l’Albania.
C’è il rebus trequartista, con Machìn candidato a vestire una maglia da titolare. In avanti la coppia sarà formata da Odgaard e Ceter. «Il Pisa è una squadra in salute, mentalmente libera, tra le peggiori da affrontare ma noi non potremo fallire. Domani possiamo solo vincere», continua Grassadonia parlando del Pisa. I toscani, allenati dal pescarese Luca D’Angelo, non avranno a disposizione l’ex biancazzurro Soddimo, Mastinu, Varnier e Masucci. Nel 4-3-1-2 recupera Vido che giocherà in coppia con Marconi nel reparto offensivo, mentre Gucher agirà da rifinitore.
La contestazione. Alla vigilia della sfida con il Pisa, sono tornati a farsi sentire gli ultrà del club Rangers. Ieri pomeriggio, infatti, all’esterno dello stadio Adriatico è comparso uno striscione molto duro contro giocatori e il presidente Sebastiiani. Al Pescara, oggi, non resta che vincere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

