Pescara, ultima chiamata per l’assalto alla capolista

Obiettivo vittoria per andare a meno 9 dai romagnoli in attesa del recupero
PESCARA. Contro il Cesena, alle 20.45 allo stadio Adriatico – fino a ieri venduti 3.931 biglietti, di cui 676 ospiti – è l’ultima chiamata per il Pescara se vuole recitare un ruolo da protagonista. Vincere per tornare a -9 (e con una gara in meno) è la parola d’ordine per i biancazzurri, ma di fronte ci sarà una squadra che per forza e, soprattutto, caratteristiche non fa stare tranquillo il tecnico Zeman. «Loro sono i più forti di questo girone», ha detto il boemo in conferenza, «ma noi vogliamo fare una buona partita. Se hanno segnato tutti quei gol (36, ben 14 in più del Pescara, ndc) vuol dire che hanno grosse qualità e possono metterci in difficoltà. Sono forti sia tecnicamente sia fisicamente e noi speriamo di limitarli. Abbiamo tutte le informazioni necessarie sul loro modo di giocare, vediamo se siamo bravi a metterle in atto». Analizzato il Cesena, Zeman guarda in casa Pescara. Tutti a disposizione con l’eccezione del secondo portiere Ciocci. «La squadra sta bene, spero possa dimostrarlo. Non abbiamo Ciocci per un problema alla caviglia. Ho sentito dire che se non facciamo risultato la nostra stagione è compromessa. Non sono d’accordo, ci sono ancora tanti punti a disposizione. Certo, se vinciamo è meglio».
ANALISI TATTICA. Come oramai da tradizione, Zeman non anticipa nulla su quelle che saranno le scelte di formazione. Resta qualche indizio che, se letto con attenzione, diventa pesante come un macigno. Soprattutto quando si parla di alcuni aspetti tecnici di determinati calciatori. Prima le cose positive e riguardano Pellacani, Di Pasquale e Franchini. «Filippo, per caratteristiche, è quello che voglio io. Va in pressione alta e con i tempi giusti. Ora sta molto bene, ma non vuol dire nulla rispetto alla formazione che sceglierò. Di Pasquale e Franchini? Si sono allenati veramente bene». Poi arrivano le grosse criticità che, per logica, potrebbero sembrare un’implicita richiesta di mercato se il lavoro sul campo non darà i suoi frutti. «Al play io chiedo verticalità e non giocare in orizzontale. Ai miei centravanti dico sempre di attaccare l’area anche senza palla. L’unico che lo ha fatto fino ad ora è Cuppone. Perché non lo fanno? Hanno determinate caratteristiche, ma in questi giorni ci abbiamo lavorato tanto. Vediamo in partita che succede». Logica la domanda: ma se le caratteristiche dei vostri play e dei vostri attaccanti sono quelle perché li avete scelti? Zeman risponde subito, con un timido sorriso. «Perché sono forti tecnicamente».
LE SCELTE. Tra difesa, centrocampo e attacco il tecnico boemo ha tante soluzioni. Plizzari tra i pali è inamovibile, in difesa dubbio Pierno-Floriani e Brosco-Pellacani mentre Mesik e Milani dovrebbero giocare. A centrocampo Squizzato e Tunjov ci saranno, ballottaggio Aloi-Franchini per completare il reparto mentre in attacco le soluzioni sono molteplici. Accornero ha recuperato bene dal problema avuto in Nazionale e scalpita: con lui potrebbe toccare a Vergani e Merola anche se le parole dette da Zeman su Cuppone in conferenza stampa potrebbero essere un indizio.
CURVA CHIUSA. Zeman ha toccato anche l’argomento relativo alla chiusura della Curva Nord il 9 dicembre con l’Olbia. «Ci penalizza la cosa, ma se hanno deciso così ci adeguiamo. Spero non ne risentano i giocatori, visto che si dice che il pubblico fa vincere. Io penso che i tifosi possano aiutare, ma far vincere è un’altra cosa».
VINCENZO ZUCCHINI. Poche parole, ma cariche di significato, per ricordare Vincenzo Zucchini, a dieci anni dalla sua scomparsa. «Posso parlare solo bene. Si è messo sempre a disposizione. Persona eccezionale». Appuntamento alle 20.45, il Pescara sotto i riflettori dello stadio Adriatico deve dimostrare di essersi messo alle spalle il periodo nero. Il Cesena è l’avversario più complicato per farlo, ma per essere ancora protagonisti in questo campionato servono i tre punti.
Enrico Giancarli
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