Pescara, un incubo chiamato algoritmo

3 Giugno 2020

Servirà una ripartenza sprint per evitare brutte sorprese in caso di una nuova sospensione e il ricorso al piano C della Figc

PESCARA. Poco più di due settimane per preparare una partenza sprint. Sabato 20 giugno (oggi l’ufficialità) il Pescara sfiderà la Juve Stabia all’Adriatico in un match da vincere a tutti i costi. I biancazzurri sono quattordicesimi in classifica a +3 dalla zona play out, un margine che potrebbe ridursi di un punto se la Cremonese dovesse battere l’Ascoli nel recupero. Bisognerà farsi trovare pronti e allontanarsi al più presto dalla zona calda della classifica. Nelle intenzioni del presidente della Figc, Gabriele Gravina, c’è la possibilità di ricorrere a due piani alternativi per concludere la stagione, qualora non ci fossero le condizioni per completare il quadro delle restanti partite. Le ipotesi, già annunciate per la serie A, interesseranno anche la cadetteria. Nella malaugurata ipotesi di un nuovo stop, il piano B prevede la disputa di play off e play out, poi, in ultima istanza, c’è il piano C. Ed è questa la voce che incute maggiore timore tra i club, compreso il Pescara. In pratica, se non ci fossero le condizioni per terminare il campionato si ricorrerebbe alla cristallizzazione della classifica, determinata da un algoritmo che “tiene conto di diversi fattori legati a elementi oggettivi”, come ha precisato Gravina. In primis la media ponderata da calcolare sui punti ottenuti dalle squadre nelle partite in casa e in trasferta, anche se nel calcolo non è escluso l’inserimento di altri coefficienti (gol segnati e reti subite, ecc…). Ebbene, questa graduatoria, se applicata adesso, farebbe perdere una posizione al Delfino, che sarebbe sì salvo, ma alle spalle dei biancazzurri resterebbero solo cinque squadre (Livorno, Cosenza, Trapani, Cremonese e Venezia). Anche per questo sarà fondamentale riaccendere i motori al massimo e provare a infilare una serie di risultati utili per tirarsi prima possibile fuori dai guai. L’undici di Legrottaglie dovrà giocare cinque gare in casa (Juve Stabia, Empoli, Perugia, Frosinone e Livorno) e altrettante in trasferta (Pisa, Cremonese, Venezia, Trapani e Chievo). Il calendario è impegnativo, ma ci sono i margini per risalire la china.
Perdite causate dal virus. «L’eventuale mancata ripresa del campionato costerebbe al Pescara 5 milioni di euro. Per recuperarli occorrerebbero cinque anni di gestione sana». Poco meno di un mese fa il presidente Daniele Sebastiani aveva indicato i danni causati dal virus in caso di mancata ripartenza. Invece, la B tornerà in campo sperando di portare a termine la stagione. Questo non significa che le società non perderanno soldi, ma le conseguenze di certo saranno meno drastiche. I club dovranno sostenere i costi del protocollo (circa 200.000 euro), ridiscutere le sponsorizzazioni con le aziende partner, allungare i contratti ai calciatori in scadenza e, forse, anche i diritti televisivi. Poi bisognerà fare i conti con i mancati incassi al botteghino. Per il Pescara la previsione indicativa parla di un danno di poco superiore ai 150.000 euro, compreso il rateo abbonati. A proposito, questi ultimi quasi sicuramente verranno rimborsati per le ultime cinque gare con un voucher da sfruttare per la tessera del torneo 2020-21.
Le ultime dal campo. Ieri secondo giorno di allenamenti collettivi. Scognamiglio e Pucciarelli hanno svolto una seduta differenziata, ma le loro condizioni non preoccupano. Il difensore è alle prese con un leggere fastidio al polpaccio, mentre l’attaccante in prestito dal Chievo ha seguito un percorso più leggero, visto che è reduce da un lungo stop per l’infortunio al tendine dell’adduttore. Vicino al rientro in gruppo anche Andrea Di Grazia, mentre è atteso per oggi il responso su Tumminello che effettuerà una risonanza magnetica. Questa mattina i biancazzurri si sottoporranno di nuovo a tamponi all’Ekk hotel, perciò l’allenamento è stato spostato al pomeriggio con inizio alle 17,30.
Giovanni Tontodonati
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