Pescara, un passo indietro E Aureliano lo penalizza

Il Vicenza torna al successo grazie agli errori di Cosic e della terna arbitrale
di Rocco Coletti
La risalita del Pescara si ferma a Vicenza. Dopo due vittorie di fila, ecco la sconfitta che non t’aspetti. Ma ineccepibile sul piano del gioco. Il Vicenza ha meritato i tre punti in palio, più del Pescara che, però, ha molto da recriminare sulle decisioni prese dall’arbitro Aureliano di Bologna. Penalizzanti per i biancazzurri che hanno fallito il salto di qualità. Hanno fallito sul piano caratteriale e del gioco contro un Vicenza annunciato in crisi e comunque tecnicamente largamente alla portata. Ci hanno messo cuore e voglia i veneti che hanno dominato la scena a centrocampo dove hanno messo in difficoltà Appelt Pires e compagni. Non segnavano da 285’ (il 23 settembre contro il Bari) i biancorossi all’inizio dell’anticipo della nona giornata. Avevano realizzato appena quattro gol in otto gare (peggior attacco della categoria), di cui tre con Ragusa, e in 90’ ne hanno messi a segno due alla difesa del Pescara, colpevole in occasione dell’1-0 di Andrea Cocco – Cosic se lo perde nel tentativo di metterlo in fuorigioco – e poi penalizzato dalle decisioni di una terna che ha commesso diversi errori. In avvio di gara, ad esempio, Melchiorri viene fermato mentre andava in porta per un fuorigioco inesistente. All’inizio della ripresa (7’) lo stesso Melchiorri segna, deviando un tiro di Politano, ma l’assistente segnala un fuorigioco che non c’è. Sarebbe stato il gol del pari. Non sazio Aureliano al 18’ mostra il cartellino rosso, che definire severo è un eufemismo, a Dario Zuparic per un fallo (considerato da ultimo uomo in chiara occasione da rete) su Ragusa che corre lateralmente e non verso la porta. Un abbaglio bello e buono. Ma il direttore di gara di Bologna non si accontenta e infierisce al 27’ quando fischia un rigore al Vicenza apparso quantomeno discutibile per un presunto fallo di Cosic sull’ex Ragusa. E dal dischetto Davide Di Gennaro non ha fallito la trasformazione. 2-0, ma la partita non è chiusa. Nonostante l’uomo in meno, la reazione del Pescara c’è stata, ma è stata tardiva. Ha fruttato la rete del 2-1 grazie a un penalty di Riccardo Maniero concesso per un fallo di Figliomeni su Melchiorri. Ma non è bastata. Un passo indietro per il Pescara che in classifica è stato superato dal Vicenza che ha così scacciato la crisi latente. Il tecnico Lopez resta saldo sulla panchina grazie anche a una prestazione volitiva. Tornano a casa delusi i 300 tifosi biancazzurri al seguito che hanno approfittato dell’occasione per rinsaldare il gemellaggio esistente dal 1977 con i vicentini. Si aspettavano una prova di maggiore spessore, in particolar modo a centrocampo. Il Pescara non è apparso mai in grado di produrre gioco, ma sempre attento ad agire in contropiede. Ha giocato sugli sprazzi dei singoli più che sul gioco di squadra. Non sono bastati, anche se Federico Melchiorri ha confermato di avere una marcia in più in questa serie B. A tratti l’attaccante marchigiano da solo ha messo in ambasce la retroguardia vicentina. Ma non è stato supportato dai compagni. Bjarnason, ad esempio, ha steccato alla grande, fermo ancora alla grande prova offerta in settimana con la maglia dell’Islanda; e Politano non sta attraversando un buon periodo di forma.
Gli episodi arbitrali hanno sicuramente danneggiato il Pescara, ma non bastano a giustificare una prestazione al di sotto delle attese. La squadra di Baroni resta nei bassifondi della graduatoria e sabato, dopo due trasferte di fila, affronterà all’Adriatico-Cornacchia il Carpi di Castori, oggi impegnato in casa contro il Latina.
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