Pescara, un poker da grande
Nel primo tempo lavora ai fianchi la capolista Benevento e nella ripresa la demolisce
PESCARA. È la prima vittoria convincente della gestione Zauri. Netta e chiara. Proprio nel momento più difficile della stagione quando le ombre si cominciano ad addensare sulla panchina e c’è bisogno di un’inversione di rotta. Il tecnico del Pescara il segnale lo dà, cambiando di nuovo formazione e modulo, e la squadra la recepisce, giocando una partita grintosa, gagliarda e intelligente. Soprattutto di spessore se si considera che di fronte c’è il Benevento - capolista imbattuta della serie B - demolito nella ripresa dopo che nel primo tempo i biancazzurri lavorano ai fianchi l’avversario gettando le premesse per il poker.
Benevento dominato. I sanniti non erano mai andati sotto finora; tre gol (in otto partite) al passivo, ieri un poker indigesto nel pomeriggio dell’Adriatico-Cornacchia dove i 1.332 tifosi giallorossi al seguito si fanno sentire. A fare la differenza è lo spirito con cui il Pescara affronta la gara, sbarazzino e audace. E quel Palmiero che a centrocampo lavora con cervello e qualità tecnica. Uno o due tocchi per l’ex cosentino, capace di cambiare gioco o di verticalizzare per i compagni. Una marcia in più per il Pescara in grado di velocizzare lo sviluppo della manovra. Il resto viene di conseguenza con il 4-3-2-1 che in fase difensiva si trasforma in 4-1-4-1. Un’unica punta, quel Borrelli che in Primavera ha fatto sfracelli e che viene preferito a Brunori e Maniero relegati in panchina. Un segnale anche questo indirizzato allo spogliatoio.
Accantonato il 3-5-1-1, rivisto il 4-3-3 di inizio stagione. Sull’orlo del precipizio, Zauri dà una sterzata al Pescara rimettendolo in carreggiata. Sceglie il 4-3-2-1, il modulo che conosce bene per averlo fatto brillare con Oddo titolare in panchina all’Adriatico-Cornacchia nel 2015-2016, grazie ai gol di Lapadula. L’intenzione è di sfruttare la stazza fisica di Borrelli per favorire gli inserimenti dei centrocampisti. Il piano dà i suoi frutti. Prim’ancora che il Pescara, la partita la vince Zauri contro Inzaghi.
All’obiezione del Benevento non in giornata si può benissimo rispondere esibendo un Pescara che lo annichilisce senza concedere alibi. Sin dall’inizio quando i biancazzurri si mettono dietro per poi ripartire negli spazi. Una tattica produttiva, perché, pian piano, prendono campo; arrivano spesso al limite dell’area sannita senza però mai tirare in porta. Al 25’ Masciangelo fallisce l’assist a Galano davanti al portiere e al 43’ Borrelli non riesce a deviare il pallone in porta nell’area piccola. Fin qui la semina del Pescara che nella ripresa passa al raccolto. Nemmeno un minuto e l’ex Memushaj triangola con Machìn e trafigge Montipò. Salta il tappo ed ecco le bollicine. Il Benevento non reagisce, crolla. All’8’ su cross di Ciofani testa di Machìn sul primo palo e palla in rete. Inzaghi scuote un Benevento inguardabile e sottoritmo, entra Schiattarella e passa al 4-3-1-2, ma Insigne continua a fare la comparsa. Kastrati, entrato nell’intervallo al posto di Fiorillo infortunato, si salva al 12’ grazie a Bettella che respinge sulla linea il colpo di testa di Coda. È l’unico sussulto, perché il Pescara non corre più pericoli e mette in ghiaccio i tre punti della riscossa grazie a un pasticcio difensivo dei giallorossi che lancia in contropiede Machìn per la doppietta personale. Il 4-0 lo firma Maniero dal dischetto grazie a un rigore generoso fischiato da Baroni per un contatto tra Caldirola e Memushaj. La capolista va in frantumi e viene raggiunta in vetta dal Crotone, il Pescara si rialza e aggancia la zona play off (in attesa di Cremonese-Frosinone di oggi) e Zauri puntella la panchina. Ma non c’è tempo per godersi il poker perché martedì ci sarà la trasferta di Castellammare di Stabia e sabato l’altra sfida interna contro il Pisa.
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