Pescara, un punto per sperare e quanti rimpianti!

23 Dicembre 2016

Nel finale gol annullato ingiustamente a Fornasier, pari di Biraghi su rigore e Posavec salva su Memushaj

di Rocco Coletti

Un punto per sperare, un punto che rappresenta un segnale di vitalità del Pescara. Quando ormai sembrava dovesse affondare ecco che il Delfino con un colpo di reni torna a respirare. Una boccata d’ossigeno per un gruppo ricompattato dopo la disfatta di domenica scorsa contro il Bologna. E l’1-1 del Barbera addirittura sta stretto ai biancazzurri che tornano a casa con un gol annullato a Fornasier (al 44’ sull’1-0) e una clamorosa occasione di Memushaj sventata da Posavec al 50’ della ripresa, in uno degli ultimi assalti. In mezzo la rete di Biraghi su rigore, quella che consente al Pescara di non perdere quota e di agganciare il Crotone (la gara con la Juve rinviata all’8 febbraio) a quota 9. Addirittura di guadagnare un punto sul quart’ultimo posto (ora a cinque lunghezze) occupato dall’Empoli. Resta a tiro il Palermo che pensava di avercela fatta grazie a un lampo nel buio di Quaison. Certo, la vittoria resta un miraggio, ma in Sicilia contava non perdere lo spareggio salvezza. E quindi si può parlare di missione compiuta. Un risultato positivo conquistato con il cuore quando ormai il Pescara era sull’orlo del baratro. Il Palermo non aveva mai vinto in casa: otto sconfitte in altrettante gare casalinghe. E pensava di essersi sbloccato. Invece, accade che nel finale si mette paura di fronte agli assalti disperati del Pescara che, prima, non aveva mai inquadrato lo specchio della porta. E al 44’ del secondo tempo ecco il gol di Fornasier sugli sviluppi di calcio d’angolo: il difensore esulta, ma l’arbitro Massa su segnalazione dell’assistente annulla per un fuorigioco che le immagini televisive dimostrano non esserci. Sembra l’ennesimo segnale di una stagione storta. E invece, ecco che al 47’ l’incursione di Caprari viene fermata fallosamente da Gonzalez. E’ rigore: dal dischetto calcia Biraghi che trafigge Posavec tra i fischi assordanti del popolo rosanero. Il portiere, poi, diventa il protagonista assoluto della partita quando devia in angolo il diagonale di Memushaj al 50’. Un mezzo miracolo che strozza in gola l’urlo di gioia dei 35 tifosi pescaresi presenti al Barbera, uno stadio colorato di rosanero dai 20mila spettatori chiamati a raccolta dal patron Zamparini grazie a prezzi popolari.

Gli ultimi dieci minuti raddrizzano una partita caratterizzata dal lampo nel buio che illumina il primo tempo: quell’accelerazione di Robin Quaison, il 23enne norvegese che lascia sul posto Campagnaro e con un destro imparabile trafigge Bizzarri. A ben vedere uno dei pochissimi spunti tecnici di una partita avara di giocate di livello. La reazione del Pescara è sterile, ma la squadra dà segnali di vitalità, resta in partita. Gioca con il cuore, anche se di tiri in porta non se ne vedono. E nella ripresa cerca di proporre più gioco, venendo premiato da un finale che alimenta anche il rimpianto per due punti lasciati per strada alla luce del gol annullato ingiustamente a Fornasier e dell’occasione di Memushaj.

Partita fisica, molto tattica. Il Pescara la interpreta con lo spirito di chi pensa prima a non prenderle. Oddo, infatti, cambia spartito, accantonando il 4-3-2-1 e puntano sul 5-3-2 per proteggere la difesa con Bruno in mezzo al campo preferito a Brugman. Il Pescara bada a chiudere gli spazi per poi ripartire, a volte la circolazione della palla è buona, ma lì davanti Pettinari e Caprari non graffiano. Il Palermo non fa molto di più, ma Quaison spezza la partita. I biancazzurri ci mettono impegno e generosità. Non mollano mai e al momento dei titoli di coda passano all’incasso. Un punto per sentirsi vivi. Un pareggio per sperare.

@roccocoletti1

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