Pescara, è più calda la pista Giampaolo

13 Giugno 2014

Dopo la firma di Drago col Crotone il tecnico giuliese pronto a sposare il progetto di Pavone. Ma il sogno resta Zeman

PESCARA. Prima scrematura. Dalla lista dei candidati a guidare il Pescara esce definitivamente Massimo Drago.

Ieri mattina il tecnico del Crotone ha firmato il prolungamento del contratto fino al 2017. Drago non se l’è sentita di tradire la famiglia Vrenna che gli ha dato la possibilità di allenare la prima squadra dopo l’esperienza nel settore giovanile.

Nel frattempo il dg biancazzurro Giorgio Repetto ha trascorso l’intera giornata con il ds Peppino Pavone, fissando le priorità dei prossimi giorni. I due hanno ragionato sulla figura ideale a cui affidare la panchina, ma anche dei numerosi giovani che si sono messi in mostra nelle finali Primavera.

Nel frattempo è slittato l’incontro con un altro dei papabili, Marco Baroni, rimasto nella sua casa di Firenze. Il tecnico, legato al Lanciano fino al 2015, arriverà oggi in Abruzzo per recarsi nella città frentana e fare il punto della situazione con la presidentessa Valentina Maio.

Il rapporto con la dirigenza rossonera è rimasto cordiale, nonostante la volontà espressa da Baroni di voler provare nuovi stimoli altrove. Dunque, non è escluso che dopo la visita a Lanciano, l’allenatore toscano possa incontrarsi con Repetto e Pavone.

Nelle ultime ore, però, sono in forte rialzo le quotazioni di Marco Giampaolo. Di recente non è stato fortunato e per questo ha una gran voglia di rivalsa. Anche l’anno scorso, dopo l’esonero di Cristiano Bergodi, fu chiamato al capezzale del Pescara, ma rifiutò la proposta perché pensava (a ragione) di trovarsi di fronte ad una missione impossibile. Ora è pronto per sposare il nuovo progetto.

Un altro nome che piace è quello di Davide Nicola, sotto contratto con il Livorno fino a giugno 2015. Tre giorni fa il tecnico ha incontrato il presidente Aldo Spinelli, che lo vorrebbe ancora alla guida della squadra. Nicola vuole garanzie sul mercato, per cui darà una risposta definitiva dopo il 20 giugno, data in cui verranno risolte le comproprietà.

Il giro di orizzonti portato avanti dai dirigenti biancazzurri serve per avere un quadro chiaro.

La scelta finale ci sarà soltanto quando svanirà ogni speranza di riportare Zdenek Zeman.

I segnali provenienti dagli altri club pronti ad accoglierlo lasciano ancora una piccolissima speranza.

Ieri a Bologna si è svolta una doppia assemblea. Durante la prima i soci hanno deliberato l'abbattimento del capitale sociale da 8,8 a 4 milioni per il Bologna Football Club, nella seconda da 19 a 8 milioni per la controllante Bologna 2010. Si tratta di misure previste dalla legge in caso di perdite consistenti.

Non c’è traccia di imprenditori intenzionati a dare una mano al patron Guaraldi. Insomma, la situazione è critica: servono 7 milioni di euro per il pagamento dell’Irpef e degli stipendi, oltre ad una fidejussione bancaria da 800 mila euro per iscriversi al campionato.

A Cagliari, invece, il bilancio è sotto controllo, ma dopo le belle parole su Zeman spese del presidente Giulini, non ci sono stati passi in avanti. Prima si dovrà costruire l’organigramma: potrebbe arrivare la coppia Oriali-Terraneo, anche se tra i candidati per il ruolo di diesse c’è l’ex pescarese Daniele Delli Carri.

Bisognerà verificare se le idee dei futuri dirigenti sul nuovo tecnico saranno univoche. Per questi motivi il Pescara resta vigile e aspetta. Non per molto, ma aspetterà.

Giovanni Tontodonati

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